Le antiche porte di Napoli, punti d’ingresso storici della città partenopea

Varcare l’ingresso di un luogo significa contemplarne la magnificenza o il degrado estetico; varcare le porte di Napoli significa invece conoscerne le storie e ammirare la bellezza di una città eterna, della quale i secoli non hanno potuto che accentuare ulteriormente lo splendore. Varchiamo, dunque, insieme le più antiche porte cittadine.

Port’Alba: la porta, che fu eretta nel 1625 nelle antiche mura angioine, deve il proprio nome ad Antonio Álvarez de Toledo, duca d’Alba ed è adornata da affreschi di Mattia Preti e da un’imponente statua di San Gaetano. Attualmente è conosciuta dai cittadini per le numerose botteghe librarie, che, con le proprie bancarelle, ne affollano il passaggio.

Porta Capuana: Porta Capuana fu costruita nel 1484 dal re Ferrante d’Aragona, in uno dei punti più nevralgici della città. Orientata in direzione di Capua, sorge alle spalle del Castel Capuano, antico tribunale della Vicaria, e ha visto passare sotto i propri archi grandi sovrani, del calibro di Carlo VIII di Francia e Carlo di Borbone.

Porta Carbonara: conosciuta anche con il nome di Porta Santa Sofia o di Porta Pusterla, sorgeva nei pressi dell’attuale Via Carbonara, alla fine del decumano superiore; vide il passaggio del generale bizantino Belisario e del re Alfonso V d’Aragona.

Porta del Carmine: Porta del Carmine, anche detta Portanova o Porta del Mercato, fu edificata nel 1484 con Porta Capuana e fu demolita nel 1862/1864. Secondo fonti attendibili, l’arco della porta venne adornato con un’epigrafe, per commemorare il passaggio di Ferdinando II, detto Ferrandino, il 7 luglio 1495:

FERDINANDUS REX
NOBILISSIMAE PATRIAE.

Porta di Costantinopoli: la porta di Costantinopoli venne edificata, alla fine del X secolo, nell’attuale Via Costantinopoli e fu più volte spostata, per poi essere demolita, nel 1853; la sua storica presenza è ricordata da un’epigrafe.

Porta Medina: sorta all’inizio di Piazza Montesanto, nel 1640, Porta Medina venne costruita da C. Fanzago, per coprire un pertuso, aperto abusivamente nel 1597, così da favorire l’ingresso in città di coloro che provenivano dalle zone collinari e che, prima d’allora, erano costretti ad arrivare sino alla Porta dello Spirito Santo.

Porta Nolana: proprio all’inizio di un’antichissima strada che conduceva a Nola, Porta Nolana venne realizzata da Giuliano da Maiano (1432-1490), per sostituire l’antica porta di Forcella.

Porta San Gennaro: essendo menzionata in documenti del 928, si tratta della porta più antica di Napoli, costruita, forse, per far fronte alle scorribande dei Saraceni, che avevano distrutto Taranto. Sorge su quella che allora era l’unica strada per raggiungere le catacombe di San Gennaro (di qui il nome) ed è decorata da un affresco della Vergine, ex voto per la scampata epidemia di colera del 1884.

Porta dello Spirito Santo: stando alle fonti sugli scavi archeologici, condotti nel  XVII secolo, i resti di quest’antica porta cumana furono rinvenuti nell’area dell’attuale Piazza San Domenico Maggiore; essa fu, tuttavia, spostata a più riprese, in occasione dei numerosi ampliamenti delle mura cittadine, fino a raggiungere Via Cisterna dell’Olio.

Michele De Rosa è un giovane studente napoletano, attualmente iscritto al secondo anno della facoltà di lettere classiche, presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Nel tempo libero, ama dedicarsi alla lettura di libri inerenti la storia, la cultura e le leggende della città di Napoli, per la quale nutre un amore senza confini

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