Cesare Bocci ha parlato di legalità e di giustizia all’Istituto Comprensivo “Perna-Alighieri”

“Io non ho paura”: un’affermazione che implica una scelta di posizione rispetto alla violenza e alla sopraffazione in nome di un ideale di onestà e giustizia. È stato questo il senso del testo scritto da Giambattista Assanti che è stato presentato il 10 marzo nell’auditorium dell’Istituto Comprensivo “Perna-Alighieri”, attraverso filmati e la voce recitante del celebre attore Cesare Bocci, nell’ambito del Progetto sulla Legalità, che viene realizzato ormai da anni in questa scuola. Le parole si dipanavano, dando forza alle immagini di uomini che hanno lottato contro la mafia: il giudice Rocco Chinnici, il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e il “giudice ragazzino” Rosario Livatino; il giornalista Peppino Impastato, che nella scena del film “i Cento passi” esprime la presenza di una vicinanza tra la casa del “boss” e la sua e nello stesso tempo, il desiderio forte di creare una frattura netta tra i due mondi; Don Pino Puglisi e Don Peppe Diana che nel loro ambiente difficile, il quartiere del “Brancaccio” e Casale dei Principi, rendevano testimonianza dei valori di onestà, senza paura di denunciare chi utilizzava la violenza per i propri scopi; Libero Grassi, l’imprenditore italiano, ucciso per non essersi piegato alla mafia e Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ritratti in quella foto insieme che rappresenta un monito per tutti e che ha dato voce a tanti giovani, che, con il loro esempio, hanno “rialzato la testa” contro i soprusi.

Ma i diritti dei più deboli sono stati anche violati in più occasioni, come nell’eccidio di Portella delle Ginestre, avvenuto il 1 maggio 1947 a opera del bandito Salvatore Giuliano, dove furono uccise undici persone e vi fu qualcuno, come Placido Rizzotto, sindacalista che incitò i contadini a lottare per i propri diritti e fu rapito e ucciso da Cosa Nostra.

Particolarmente importante è stata una frase del testo che ha colpito tutti per il suo significato profondo: “Vi sono tre mestieri che sono più importanti di altri e cominciano con la stessa lettera: Maestro, Medico e Magistrato“. Parole che sembrano di fuoco quelle, pronunciate da Paolo Borsellino: “Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola”, a significare il coraggio di una scelta consapevole, nonostante i pericoli che essa comporta.

Il bravissimo attore Cesare Bocci ha letto il testo con estrema attenzione e profondità, comunicando agli alunni, che seguivano in silenzio, l’essenza autentica del concetto di onestà e pulizia interiore e, alla fine dell’incontro, ha risposto, con grande disponibilità ad alcune domande.

– Oggi si è parlato di mafia: quale pensa possa essere il contributo che noi adulti possiamo dare?

La cosa più importante è far capire ai nostri figli e ai ragazzi in genere che la mafia non solo ci porta via i soldi, ma ci toglie soprattutto la libertà del nostro futuro, quella di poter scegliere la nostra strada. Non dobbiamo mai permettere a nessuno di imporre la propria volontà sulla nostra vita e dobbiamo insegnare loro a lottare sempre per i valori in cui crediamo.

Abbiamo parlato di alcuni personaggi che per tutti noi rappresentano dei modelli: cosa ne pensa, c’è qualcuno che ritiene sia più importante?

Sono tutti degli esempi significativi che credevano nei principi di onestà e giustizia e hanno lottato e si sono sacrificati per questi ideali, dobbiamo far sentire sempre più forte la nostra voce ed elementi fondamentali sono la scuola e la famiglia che devono veicolare queste idee.

Qual è il messaggio che dobbiamo trasmettere ai nostri ragazzi e di cui hanno maggiormente bisogno?

Essi devono sapere che contano molto per la nostra società e possiamo considerarli portatori sani di idee di libertà e onestà: questo è il nostro ruolo, quello di insegnare e dar loro la possibilità di pensare liberamente, senza nessun tipo di condizionamento.

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