Ardea spiega: Anfibi e Rettili in Campania, quali sono le specie che abitano la nostra regione?

Posizione geografica, clima e varietà di ecosistemi fanno della Campania una regione ricca di biodiversità. Una porzione importante della diversità biologica della nostra regione è rappresentata dall’erpetofauna ovvero dalle specie di Anfibi e Rettili. Se in passato questi gruppi avevano ricevuto un’attenzione minore rispetto ad altri vertebrati (quali Uccelli e Mammiferi), nell’ultimo decennio si è assistito ad un aumento di interesse nei loro confronti.

Anfibi e Rettili, oltre ad avere un’importantissima funzione ecologica all’interno degli ecosistemi, sono tra gli organismi più minacciati ed a rischio d’estinzione prevalentemente per ragioni legate ai cambiamenti climatici e all’impatto antropico.

Sul territorio regionale sono presenti oltre 35 specie tra Anfibi e Rettili, stabilire un numero esatto non è sempre possibile in quanto dipende da diverse variabili (ad esempio possono essere considerate o meno le specie introdotte o quelle che transitano solo occasionalmente sul nostro territorio, come nel caso della Tartaruga verde). Diverse sono le specie che risultano molto interessanti dal punto di vista scientifico, tra queste infatti sono presenti alcune ad elevato interesse conservazionistico (minacciate dall’estinzione e spesso oggetto di programmi di protezione nazionali ed internazionali), specie endemiche dell’Italia (ovvero presenti solo all’interno dei confini del nostro paese) e specie ritenute estinte all’interno della nostra regione e solo recentemente riscoperte.

Tra le specie ad elevato valore conservazionistico, probabilmente quella con cui il grande pubblico ha più familiarità è sicuramente la Testuggine di Hermann (Testudo hermanni). Questa specie è, suo malgrado, molto apprezzata come animale da compagnia e malauguratamente forse più comune in giardini, cortili e terrari privati che all’interno del suo habitat naturale. Gli ambienti preferenziali di questa testuggine terrestre sono costituiti da boschi o arbusteti costieri a macchia mediterranea. È noto che in cattività può raggiungere la rispettabilissima età di 100 anni. Si tratta di uno dei rettili tra i meno segnalati nel territorio ed è purtroppo spesso vittima di bracconaggio proprio a causa della sua appetibilità commerciale. La raccolta illegale per rivenderla come animale domestico, insieme alla distruzione dell’habitat e all’impatto del traffico veicolare hanno fatto sì che tale specie sia considerata dagli esperti “a rischio critico di estinzione” all’interno del nostro territorio regionale. L’appello che va fatto a tutti gli appassionati di animali che vogliano avvicinarsi all’allevamento di una testuggine terrestre è quello di scegliere solo ed esclusivamente animali che siano accompagnati dalla necessaria documentazione (CITES) per non inficiare negativamente lo status delle popolazioni selvatiche e per non essere sanzionati da onerosi provvedimenti legali.

Anche un’altra specie di tartaruga, in questo caso non terrestre ma marina, è segnalata con continuità in Campania; si tratta della Caretta caretta una specie dall’interessantissima ecologia riproduttiva. Questo rettile compie migrazioni di centinaia e centinaia di chilometri per tornare a riprodursi esattamente nelle zone natie (un fenomeno conosciuto come filopatria). Nonostante la specie sia considerata a rischio di estinzione, sia a livello internazionale che regionale, è legata però ad una delle notizie più liete in ambito ambientale riguardanti la nostra regione: nel 2016 infatti c’è stato un boom di nidificazioni sulle coste italiane con eventi riproduttivi coronati da successo anche sulle coste campane. Citando questa specie non si può non fare riferimento all’eccellente lavoro per la sua tutela e conservazione svolto dalla Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli (che recentemente ha inaugurato una nuova sede a Portici), sicuramente una delle eccellenze scientifiche del nostro territorio.

Sono tre le specie di anfibi endemici italiani presenti in regione, si tratta di due urodeli (gruppo di anfibi caratterizzato dalla presenza della coda in età adulta) e di un anuro (anfibi che presentano coda esclusivamente allo stadio larvale). Le due specie di salamandrina (Salamandrina terdigitata e Salamandrina perspicillata) sono entrambi endemiche del territorio italiano e sono entrambi presenti in Campania. Si tratta, come il nome suggerisce, di salamandre di piccole dimensioni (fino a 13 cm coda inclusa) caratterizzati da una colorazione scura che lascia il posto a regioni rossastre su zampe e coda. La livrea ventrale è variamente macchiata di bianco, nero e rosso. Si tratta di animali tipici di boschi di media montagna, ma sono presenti, in alcuni casi in valli ad altitudine inferiore (vedi ad esempio all’interno della Valle delle Ferriere in provincia di Salerno).

Diverse sono le specie di serpenti presenti in Campania, si tratta di un gruppo di animali purtroppo immotivatamente temuto e ingiustificatamente perseguitato. Nella maggior parte dei casi le specie italiane sono innocue. L’unica specie velenosa in Campania è la vipera (Vipera aspis), a causa delle sue abitudini elusive gli incontri con questo serpente sono estremamente rari e le fatalità derivanti da un suo morso sono oramai un evento più unico che raro. Va ricordato che i serpenti svolgono un importantissimo e insostituibile ruolo nel controllo di roditori dannosi (ratti in primis) e la loro uccisione, oltre che essere illegale e perseguibile a norma di legge, è estremamente controproducente.

Per concludere questa breve introduzione ad Anfibi e Rettili delle “Terre di Campania” non si può non citare la storia del Gongilo (Chalcides ocellatus). Questo scinco (ovvero animale morfologicamente simile alle lucertole), erroneamente ritenuto velenoso dalla tradizione popolare, è presente in Italia soltanto in Sicilia e Sardegna, con un’eccezione: il bosco di Portici. Tale specie introdotta in questa località artificialmente in tempi storici (XVIII secolo) era però ritenuta estinta in Campania. Solo recentemente, nel 2015, i ricercatori hanno ritrovato un esemplare all’interno del bosco sancendo così il suo ritorno all’interno della lista ufficiale degli animali del nostro territorio.

Per chi volesse avvicinarsi al mondo di Anfibi e Rettili l’associazione ARDEA ONLUS organizzerà, a partire dall’ultima settimana di febbraio un corso di introduzione all’Erpetologia. Il corso, che avrà la durata di 8 lezioni (6 teoriche e due escursioni) si terrà all’interno del Centro Museale dell’Università Federico II.

 

Valerio Giovanni Russo.

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