Ardea racconta: l’avifauna dell’area Marina Protetta “Regno di Nettuno” è un paradiso terrestre dove molte specie trovano il loro rifugio

L’Area Marina Protetta “Regno di Nettuno” è stata istituita come tale nel 2007 dal Ministero dell’Ambiente. Questa comprende il mare che circonda l’Arcipelago Flegreo ed è formata dalle isole di Ischia, Procida e Vivara, nonché il luogo eccezionale dove ho svolto il mio lavoro di tesi.

Le isole del golfo sono fondamentali per l’alimentazione e la sopravvivenza di milioni di individui in migrazione che non arriverebbero ai loro luoghi di riproduzione se non avessero un ambiente in cui sostare ed alimentarsi lungo la rotta migratoria che sorvola il mare.

Nel 2016 grazie alla collaborazione tra le due associazioni Ardea ed Oceanomare Delphis, ho partecipato ad una ricerca coordinata dal Dr. Davide De Rosa; all’interno di quest’area, molto interessante riguardante le specie ornitiche pelagiche che la popolano. La mia attenzione si è focalizzata particolarmente su tre specie le Berta maggiore (Calonectris diomedea), le Berta minore (Puffinus yelkouan) e il Gabbiano corso (Ichthyaetusaudouinii).

Il campionamento dei dati è avvenuto a bordo dell’imbarcazione “Jean Gab”, il vascello di ricerca

Foto di Francesco Valerio

dell’associazione Oceanomare. I ricercatori delle rispettive associazioni si sono alternati nel corso del tempo per effettuare i rilievi e anche io in prima persona ho partecipato ad essi per la durata di una settimana. Ogni giorno si trascorrevano in mare almeno 10 ore durante le quali tutti gli studiosi portavano avanti le loro ricerche contemporaneamente aiutandosi e collaborando tra loro.

Oceanomare studia e monitora i cetacei presenti nell’AMP con un progetto che prende il nome di “Ischia Dolphin Project” ponendo una particolare attenzione verso il Delfino comune (Delphinus delphis) che è inserito nella Red List in quanto specie in via di estinzione. Durante la mia permanenza in barca abbiamo avvistato numerosi gruppi di Stenella Striata (Stenella coeruleoalba) e un Capodoglio (Physeter macrocephalus) che è stato poi riconosciuto, attraverso le foto, come Talete un individuo già identificato più volte dai ricercatori in quella zona.

Oltre gli avvistamenti di cetacei, durante tutto il periodo di ricerca sono stati censiti più di 5000 individui appartenenti a oltre 15 specie diverse di uccelli pelagici.

Foto di Enza Notorio
Foto di Enza Notorio

Di ogni specie venivano osservati con particolare attenzione l’etologia e l’ecologia. Infatti sono state individuate le aree trofiche e i comportamenti che utilizzavano per foraggiarsi, sono stati numerosi gli avvistamenti di zattere di Berte maggiori e Berte minori, vale a dire raggruppamenti di numerosi esemplari intenti a catturare i pesci scartati dai pescatori o a sfruttare le scie delle tonnare.

Il lavoro più complicato per una persona alle prime armi in questo genere di ricerca è stato riconoscere e distinguere gli individui in mare da distanze anche notevoli, ma con pochi trucchi e con l’aiuto del materiale adatto e di ricercatori più esperti è diventato poi semplice anche per me. Le due specie di Berte possono essere contraddistinte per esempio dal volo, oltre che dalle dimensioni e i colori che venivano osservati in foto in seguito, la maggiore ha un volo veloce e caratterizzato da poche battute tranquille e continue planate, mentre le minori volano in modo piuttosto irrequieto a pelo d’acqua tenendo le ali arcuate e rigide.

Quando invece si parla di ecologia della specie si fa riferimento alla distribuzione per età, agli spostamenti degli individui di una popolazione, alla migrazione e alle relazioni sociali che ci sono all’interno di una colonia. Questi sono stati aspetti tenuti in considerazione durante il monitoraggio infatti la scheda di lavoro è stata elaborata in modo da poter prendere nota di ciascuno di questi comportamenti.

La presenza di queste specie all’interno dell’AMP è sicuramente influenzata dall’elevata presenza di pescherecci che gli facilita la cattura delle prede e più in generale il canyon di Cuma abbiamo potuto

Foto di Enza Notorio

constatare che fornisce sufficienti risorse alimentari per le popolazioni.

Grazie alla partecipazione a questo progetto mi è stata data l’opportunità di vivere un’esperienza estremamente gratificante ed istruttiva. È importante sapere che è una collaborazione continuativa nel tempo che anche quest’anno è stato portata avanti dai ricercatori di entrambe le associazioni.

Se siete interessati a questo tema e alla tutela degli ambienti acquatici in generale cliccate qui.

Articolo di Enza Notorio

 

ARDEA è composta da un gruppo di professionisti che operano nell'ambito della Conservazione, della gestione del patrimonio Naturale e Culturale e della Divulgazione Naturalistica, che hanno unito le loro singole competenze e professionalità per uno sforzo congiunto e sinergico teso a raggiungere l'obiettivo di conoscere e conservare il territorio e i suoi equilibri.

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