Ardea spiega: l’avifauna di Napoli. Quali sono i luoghi in cui è possibile osservare le splendide specie campane?

Nonostante l’elevata densità demografica e la fitta urbanizzazione, la Provincia di Napoli è caratterizzata da svariati territori che ancora conservano una certa naturalità e che riescono a regalare piacevoli passeggiate naturalistiche e interessanti osservazioni della fauna selvatica, prima tra tutti l’avifauna.

Non occorre allontanarsi molto da casa per rendersi conto di quanto uno spazio verde, anche se immerso nel contesto cittadino, possa ospitare molteplici animali. Infatti i parchi urbani di Napoli, come il Bosco di Capodimonte, il Parco dei Camaldoli, il Virgiliano e l’Orto Botanico, con le loro aree alberate e le pareti rocciose offrono dimora a tantissime specie tra Passeriformi e rapaci diurni, tra cui Poiana, Sparviere, Gheppio e Falco pellegrino. Quest’ultimo nidifica anche in piena città, al Centro Direzionale, regalando uno spettacolo unico quando lo si osserva a caccia di piccioni e Storni , con il suo volo in picchiata da record (ben 324 km/h!) tra gli enormi grattacieli.

Foto di Andrea Senese

Anche una semplice passeggiata sul lungomare di Via Caracciolo può trasformarsi in un’uscita di birdwatching, soprattutto durante il periodo invernale quando la costa è frequentata da uccelli acquatici come il Cormorano, lo Svasso maggiore, il Beccapesci e il variopinto Martin pescatore.
Ancora, le isole di Capri, Ischia, Procida e Vivara rappresentano importanti siti di stop-over per la migrazione. Queste infatti, con le loro piante tipiche dell’ambiente mediterraneo e i campi coltivati, vengono scelte da numerosi uccelli provenienti dall’Africa, che qui sostano in cerca di riparo e sostentamento per poi ripartire verso i quartieri di nidificazione europei. Pertanto il visitare questi luoghi, soprattutto in primavera, può permettere considerevoli avvistamenti.

 

Foto di Andrea Senese

A pochi chilometri dal capoluogo campano vi è un luogo unico dal punto di vista paesaggistico, i Campi Flegrei, una grande caldera caratterizzata da diversi crateri e laghi vulcanici e costieri. Questi ultimi rappresentano ottimi siti dove trascorrere una giornata all’insegna del birdwatching e della fotografia naturalistica, ospitando diversi rappresentanti dell’avifauna acquatica relativamente abituati alla presenza dell’uomo e dunque piuttosto avvicinabili. In inverno l’area è regolarmente visitata da numerosi svernanti provenienti dal Nord Europa, come ci testimoniano lo Zafferano con anello norvegese avvistato nel 2015 nei pressi di Cuma e l’individuo di Cormorano con anello polacco, che dal 2012 passa la stagione invernale al Lago Fusaro. Questo è inoltre regolarmente visitato da diversi individui di Gabbiano corso, specie endemica del Mediterraneo che nidifica sull’isolotto di Vivara e a Punta Campanella.
Tra gli svariati crateri dell’area flegrea, sicuramente quello degli Astroni merita una menzione particolare, essendo contrassegnato da un ambiente boschivo unico e da tre specchi d’acqua, tra cui il Lago Grande, unico sito di nidificazione nel Napoletano della Moretta tabaccata, anatra tuffatrice che deve il nome al suo caratteristico piumaggio.
Costeggiando l’area, se si è muniti di cannocchiale, vale la pena sostare a Torregaveta, in cerca di uccelli pelagici quali Berta minore, Berta maggiore e Sula, che utilizzano il braccio di mare tra la terraferma e Procida come sito di foraggiamento, unendosi ai numerosi gabbiani nel pedinare

Foto di Davide De Rosa

pescherecci e traghetti. Salendo verso nord vi è il Lago Patria, lo specchio d’acqua più grande della Provincia e quello più intrigante dal punto di vista dell’avifauna, difatti costituisce un fondamentale sito di svernamento per le specie acquatiche. Oltre agli impressionanti numeri di anatre, Folaghe, Cormorani e Svassi maggiori, negli ultimi anni sono state condotte rilevanti osservazioni di specie nordiche rare e accidentali, come il Cigno minore della tundra, la Moretta grigia, la Strolaga minore, la Strolaga mezzana e lo Svasso cornuto. Inoltre, in migrazione e in inverno, i vasti canneti che perimetrano il lago ospitano magnifici Passeriformi quali Pettazzurro, Pendolino e Basettino.
Sebbene sia purtroppo noto per l’intenso inquinamento, il Fiume Sarno con la sua foce e l’antistante Scoglio di Rovigliano rappresenta un ottimo sito per il seawatching e anche qui sono state contattate diverse rarità, tra cui le seguenti anatre proprie dell’Europa Settentrionale, legate all’ambiente marino: la Moretta codona, l’Edredone e l’Orco marino.
Salendo di quota, rispettivamente a cavallo con il Salernitano e l’Avellinese, si trovano il Parco Regionale dei Monti Lattari e quello del Partenio, entrambi qualificati da un’avifauna legata all’ambiente boschivo.
Ultimo ma non ultimo in quanto a importanza, il Vesuvio comprende una stragrande varietà di ambienti, dalla macchia mediterranea alla pineta, passando per boschi misti di latifoglie e aspre creste rocciose, qui nidificano specie come il Falco pecchiaiolo, il Gufo comune, il Succiacapre, il Corvo imperiale e il Culbianco. Inoltre d’inverno il cono del vulcano è spesso sito di svernamento del Sordone, passeriforme legato ad ambienti montani aperti, di recente osservata anche in Penisola Sorrentina.

Foto di Giovanni Capobianco

Concludendo, grazie agli svariati siti d’interesse naturalistico, la Provincia di Napoli concede ad appassionati e studiosi molte alternative, offrendo, a ornitologi e birdwatchers esperti dei possibili local patch, luoghi visitati e monitorati con una certa frequenza ove vi si registrano scrupolosamente ogni osservazione nell’arco dell’anno, ma anche una vera e propria palestra non lontana da casa per il birder alle prime armi che desidera affacciarsi a questo meraviglioso mondo.

Articolo di Andrea Senese

 

Commenta