Ardea spiega: dai falchi pellegrini del centro di Napoli alle aquile reali del Matese – Quali e quante specie di rapaci sorvolano le terre di Campania?

Il rapporto fra gli abitanti della Campania e l’avifauna della nostra regione è più profondo ed antico di quanto possa apparire, basta pensare che la Partenope, la sirena che diede vita a Napoli, in origine veniva rappresentata con le ali di uccello, come testimonia l’antica fontana di Spinacorona che è tutt’ora presente nel centro storico della città (Per approfondimenti: pag 21 al link di seguito https://issuu.com/ardea_naturalis/docs/naturalis_n__10).

Foto di Ilaria Cammarata

Oggi questo legame appare molto labile e per certi versi assente, anche se alcune specie riescono ancora a suscitare interesse ed emozione per chi si sofferma ad osservarle. Fra queste sicuramente ci sono gli uccelli rapaci. Creature caratterizzate da un’aerodinamica perfetta, che riescono a raggiungere in volo velocità elevatissime: il falco pellegrino, che in picchiata può raggiungere i 320 km/h si qualifica come l’animale più veloce del pianeta!

Questa specie così affascinate è molto diffusa in Campania, la si può osservare sfrecciare sul traffico di Piazza Garibalidi e nidificare sui grattacieli del centro direzionale, lo si può ammirare in caccia sul mare in penisola sorrentina e lungo le coste alte e rocciose del Cilento. Oltre al falco pellegrino è possibile osservare nella nostra regione oltre 25 specie di rapaci diurni che nidificano, migrano o trascorrono l’inverno in Campania. Alcune di queste si sono estinte, come il raro capovaccaio, un avvoltoio caro agli egizi che lo utilizzarono come primo simbolo nella lista dei venticinque geroglifici alfabetici e lo adoperavano per raffigurare la dea Nakhbet sul copricapo del faraone.

Questa specie, così ricca di significati simbolici, abitava il Cilento fino agli anni’70.

Di recente due nuove specie di avvoltoi si sono aggiunte a quelle osservate in Campania, l’avvoltoio monaco ed il grifone, due uccelli con un apertura alare prossima ai tre metri. Il primo è giunto addirittura munito di un GPS, che ha permesso ai ricercatori di comprenderne la provenienza. Si trattava, infatti di un tipo nato in Francia che, dopo aver viaggiato a lungo, ha cercato riposo il 12 aprile 2015 sulle bellissime pareti rocciose dell’isola di Capri, dalle quali e ripartito volando nuovamente verso nord. Per il grifone invece dopo una prima osservazione datata 2010 sul Matese, si sono susseguite diverse segnalazione nell’alto casertano ma non solo, più di recente è stato osservato volteggiare sul Vesuvio e presso Punta Licosa.

Altri rapaci imponenti sono le aquile.

In Campania le specie che in particolare hanno “animato” i cieli con la loro apparizione sono: l’aquila minore che, con due migrazioni (2004 e 2016) dette “d’invasione”, hanno scelto la rotta italiana facendo irruzione con numerosi individui anche nella nostra regione e l’aquila imperiale, osservata per la prima volta presso l’Oasi WWF Lago di Conza a gennaio 2014, e una seconda ed ultima volta presso la foce del Mingardo nel settembre scorso. Oltre a queste presenze rare ed occasionali in Campania sono presenti ben 3 coppie della maestosa aquila reale, una di queste, quella del Matese viene costantemente monitorata da Giovanni Capobianco dell’associazione ARDEA, che in varie occasioni ne ha potuto confermarne la riproduzione.

Guarda la gallery dedicata all’Oasi Lago di Conza

Un luogo di rara bellezza in cui osservare tutte le specie in pochi metri, capirne la storia e la biologia è il Museo Zoologico di Napoli. Sulle mensole delle vetrine, dove s’incontrano storia e scienza, si possono ammirare tutte le specie fin ora citate e molte altre ancora; si può vedere da vicino il colore fulvo rossiccio del nibbio reale raccolto nel 1927 presso il Cratere degli Astroni – oggi la specie li non è più presente -; oppure notare le sagome slanciate dei falchi cuculi e lodolai recuperati nel 1914 presso Capodimonte, entrambe le specie si possono ancora osservare in migrazione; o incrociare gli enormi occhi del possente gufo reale rinvenuto nei pressi di Napoli nel 1911, una delle sette specie di rapaci notturni presenti in Campania – di cui oggi non si hanno segni certi di presenza in regione – che a quei tempi fu rilevata nel parco urbano del bosco di Capodimonte.

Proprio per diffondere le conoscenze su questo importante gruppo animale l’associazione ARDEA organizza, dal 24 gennaio al 28 febbraio 2017, un corso di approfondimento sui rapaci diurni dedicato a tutti coloro che intendano approfondire il proprio sapere su questo affascinante gruppo di uccelli. Ogni incontro riguarderà un gruppo specifico di rapaci e i temi trattati spazieranno dalle tecniche di riconoscimento in campo all’ecologia, dalla distribuzione alla conservazione.

Gli incontri si svolgeranno ogni martedi presso l’Orto Botanico di Napoli dalle 15:00 alle 17:00.

Per informazioni e iscrizioni:
3395410048 / 3314385064/ info@ardeaonlus.it

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Articolo di Rosario Balestrieri

 

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