Ardea spiega: l’ittiofauna rappresenta l’oro del Volturno, un patrimonio da preservare

I pesci rappresentano senza dubbio una delle componenti biologiche più significative e a rischio degli ecosistemi di acque dolci. È solo da pochi anni che è maturata la consapevolezza che l’ittiofauna del nostro Paese è in grave pericolo e che è necessaria un’attiva azione per la sua conservazione. I pericoli per i nostri endemismi sono molteplici, a partire dalle azioni che vengono fatte per “salvaguardare” il territorio (come dighe, soglie e briglie e difese spondali) che, a breve termine, tamponano il rischio di inondazioni o di erosione, ma che a lungo andare, intaccando il sistema di trasporto di sedimenti che un fiume compie regolarmente, provocando spesso eventi distruttivi in zone più naturalizzate, con il conseguente riavvio della cementificazione selvaggia per l’ulteriore difesa. Altro grave pericolo è legato all’immissione di specie aliene compiute dall’uomo, provenienti da corsi d’acqua geograficamente vicini, come da altre regioni italiane, o lontani, come da paesi dell’Est Europa, Cina e America. Le specie aliene possono recare danni più o meno gravi alla fauna ittica locale.

Foto di Valeria Balestrieri
Foto di Valeria Balestrieri

Nei casi in cui una specie è inserita in un nuovo ambiente in cui non risulta adattata, può estinguersi o incidere in modo poco significativo nella nuova area. Nei casi in cui una specie aliena risulti adatta e sopravviva in un habitat differente da quello in cui essa normalmente vive, i danni sono considerevoli. Quando ciò avviene la specie può prosperare nel nuovo ambiente, riproducendosi anche in grandi numeri e per lunghi periodi di tempo, spesso alterandone l’equilibrio, entrando in competizione con una o più specie autoctone. Prendendo a volte il sopravvento su una o più specie originarie, questi “alieni” possono portare le popolazioni autoctone persino all’estinzione.

Una delle cause più frequenti per cui le specie aliene sono favorite su quelle autoctone, è l’assenza di predatori e parassiti specifici che possano frenare la crescita della popolazione. In Europa si stima che siano state introdotte oltre 13000 specie aliene, e che oltre 1300 di queste causino impatti negativi sull’ambiente.

Foto di Valeria Balestrieri
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Nel bacino del fiume Volturno si trova, ormai in popolazioni esigue, un piccolo pesciolino Cobitiszanandreai appartenente alla famiglia dei Cobitidae che viene comunemente chiamato il Cobite del Volturno. Si tratta di una specie bentonica diffusa in

Foto di Salvatore De Bonis
Foto di Salvatore De Bonis

laghi, canali e torrenti a corrente lenta o moderata, con substrato molle a prevalenza di sabbia, limo ed argilla dove può infossarsi durante il giorno essendo una specie fotofoba attiva principalmente di notte, in ore crepuscolari, o in condizioni di cielo coperto. Il C. zanandreai è definito vulnerabile nelle liste dell’IUCN (Red of ThreatenedSpecies) a causa della ristretta area di origine e del pericolo di distruzione del suo habitat da parte dell’uomo. Risulta in declino nel fiume Volturno, a causa di eccessivo prelievo idrico e della predazione di numerose specie alloctone ma, resta comune e relativamente abbondante nel lago di Fondi e nel sistema di canali ad esso collegati. Il declino di C. zanandreai coincide anche con l’introduzione di C. bilineata ePseudorasbora parva come competitori per le risorse alimentari e per le nicchie ecologiche e per la presenza di Ameiurusmelas, Lepomisgibbosus e Salmo truttafario come suoi predatori, a cui si aggiunge solo nel Volturno basso il Silurusglanis.

Siamo già in netto ritardo, ma bisogna prendere delle decisioni per debellare la presenza di specie alloctone che danneggiano la fauna ittica locale e per cercare di salvaguardare con programmi di recupero quelle specie che sono a forte rischio estinzione!  
Se vuoi sapere di più sul tema degli endemismi consulta la rivista NaturAlis.
Articolo di Salvatore De Bonis  

 

ARDEA è composta da un gruppo di professionisti che operano nell'ambito della Conservazione, della gestione del patrimonio Naturale e Culturale e della Divulgazione Naturalistica, che hanno unito le loro singole competenze e professionalità per uno sforzo congiunto e sinergico teso a raggiungere l'obiettivo di conoscere e conservare il territorio e i suoi equilibri.

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