Ardea consiglia: come creare mangiatoie invernali per uccelli in modo da aiutarli nel periodo più freddo dell’anno

Il Generale Inverno non fa sconti, neanche per il Bel Paese. Sappiamo bene, a giudicare dall’andazzo degli ultimi anni, che a parentesi eccezionalmente roventi si alternano sessioni di maltempo e freddo piuttosto dure. Eppure, nonostante ciò, i cieli continuano a deliziarci con virtuose melodie, capaci di affievolire, almeno in parte, le beghe dovute al freddo. Infatti sono numerose le specie di uccelli che si accasano nelle nostre campagne e nei caotici dedali di palazzi e strade delle città in cui viviamo, trascorrendo la stagione fredda a due passi dai nostri davanzali. Molti provengono da Nord, per sottrarsi a condizioni ben più rigide delle nostre, altri dalle catene montuose limitrofe, anche se parecchie sono le specie sedentarie che restano legate ai loro territori d’appartenenza per tutto l’anno. È facile immaginare che, dato il contesto appena descritto, la loro situazione non sia delle migliori, pertanto è possibile correre in loro soccorso, unendo l’utile al dilettevole, attraverso mangiatoie ad hoc.

Esse infatti assicurano loro risorse preziose per affrontare al meglio le rigide temperature invernali, restituendoci al contempo un’occasione d’oro per osservare da vicino una miriade di specie diverse. Ne esistono tipologie differenti:

  •  a casetta, da posizionare sui rami di un albero oppure su appositi paletti di legno;
  •  a tramoggia, applicabili su di una parete;
  •  a ventosa, da porre sui vetri delle finestre;

Quelli appena menzionati sono i modelli più rinomati, anche se la rete, come sempre, offre ottimi spunti per realizzare tantissime strutture fai da te, facendo di questa ottima pratica un’occasione per sfruttare diversamente il proprio tempo libero, magari assieme ai più piccoli.
Per quanto concerne le risorse alimentari da utilizzare, è bene selezionarle in base alle specie presenti nei paraggi.

Ad esempio i merli, così come i pettirossi e le capinere, gradiranno senz’altro un po’ di frutta fresca, mentre noci e nocciole faranno sicuramente al caso dei picchi, invece cardellini e fringuelli saranno ben lieti di trovare scorte di semi di girasole.
A queste dritte vanno però abbinate una certa dose di responsabilità e di perizia:

  • è bene tener pulite le mangiatoie, rimuovendo residui di cibo troppo datati e lo sporco in eccesso. In questo modo è possibile scongiurare infezioni che potrebbero risultare fatali per le varie specie;
  • dotarle di punti di abbeveraggio, cambiando l’acqua con una certa frequenza e rimuovendo il ghiaccio laddove è presente;
  • mai optare per modelli con superfici taglienti, o con componenti in cui gli uccelli potrebbero impigliarsi;
  • scegliere con attenzione il luogo in cui posizionarle, lontane da possibili predatori, come i gatti domestici, magari con un po’ di verde nelle immediate vicinanze e con appositi posatoi tra tali aree e la mangiatoia stessa, così che l’avifauna possa analizzare l’ambiente circostante prima di rifocillarsi;
  • mai interrompere l’approvvigionamento di risorse, di cui inevitabilmente gli uccelli divengono dipendenti durante l’inverno, vista la penuria di cibo. Inoltre è bene ricordare di non allestire mangiatoie durante le restanti stagioni, onde evitare che i giovani appena involati possano rendersi schiavi delle leccornie da noi proposte, divenendo incapaci di procacciarsi il cibo da soli.

In un periodo sempre più difficoltoso per la natura e per la gestione delle meraviglie che essa ci propina, attività come questa possono aiutarci a riscoprire un amore sopito ormai da tanto, troppo tempo. Un piccolo passo verso un mondo più consapevole delle proprie ricchezze.

Articolo di Francesco Rubino

 

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