Ardea spiega: i misteri, i segreti e le curiosità riguardanti i rapaci notturni.

Il Gufo, uccello funebre e di sinistro augurio soprattutto negli auspici pubblici abita in luoghi deserti e non soltanto desolati, ma anche terrificanti e inaccessibili, mostruosa creatura della notte e non emette un canto ma un gemito.

 Così Plinio, nella Historia naturalis, definiva i gufi e in genere tutti gli Strigiformi, riproducendo in queste parole le paure e le superstizioni dell’epoca.

I rapaci notturni sono animali antichi (c’erano da molto tempo prima di noi), vantano infatti un lungo percorso evolutivo che inevitabilmente li ha portati ad interagire con l’uomo, il quale spesso ha vissuto negativamente questo rapporto a causa di un’errata interpretazione di comportamenti naturali. Complici l’aspetto antropomorfo, la particolare postura e le abitudini notturne, nonché i malinconici canti, i rapaci notturni hanno da sempre stimolato l’immaginario collettivo, alimentando luoghi comuni, superstizioni e credenze popolari.

Così molte culture, nel corso della storia umana, si sono arricchite di miti e leggende che hanno spesso attribuito a questi uccelli cattiva sorte, presagi di sventura e in molti casi hanno reso questo popolo della notte oggetto di ingiuste persecuzioni e stermini, trovando la loro giustificazione solo nell’ignoranza e nei pregiudizi. La storia medioevale lega questi animali all’oscurità e al male, racconta di influenze malefiche, di demoni trasformati in gufi e di civette compagne delle streghe e portatrici di disgrazie. Percorrendo le varie epoche storiche arriviamo al tempo dell’antica Roma, qui erano temuti gli influssi malefici dei gufi che, secondo convinzioni popolari, sovente annunciavano con il loro canto la fine di un imperatore. Gli egizi, come pure tante tradizioni popolari europee, associavano la civetta e gli altri Strigiformi alla morte. Gli Indios consideravano segno nefasto l’incontro con una di queste creature della notte. Addirittura le varie superstizioni portavano ad usare queste specie o parti del loro corpo come ingredienti di pozioni magiche, incantesimi o per la preparazione di antidoti e cure alle malattie più strane. Le feroci persecuzioni che i rapaci notturni hanno subito in passato e le terribili pratiche che vedevano nell’uccisione di questi innocui animali la maniera di vincere la sfortuna, rappresentano la diretta conseguenza di queste antiche superstizioni che hanno mietuto vittime anche in altri gruppi di animali come i chirotteri, i gatti e i rapaci diurni. Pensiamo alla terribile usanza (per fortuna oggi quasi del tutto sparita) di crocifiggere delle civette vive vicino alla propria casa al solo fine di tenere lontano il malocchio.

Ma non è sempre stato così. La storia dell’uomo ha visto innumerevoli civiltà identificare nei rapaci notturni valori positivi, riscattandone l’ingiustificata sinistra fama. La capacità degli uccelli di innalzarsi dalla terra e padroneggiare il cielo, ha conferito loro in molte culture il ruolo di messaggeri delle divinità. Innumerevoli rappresentazioni di questi uccelli si ritrovano nella simbologia precolombiana nella cui cultura i rapaci notturni vengono legati al mondo soprannaturale, considerati guardiani della notte, delle piogge e delle tempeste. Secondo alcune tribù indiane d’America erano messaggeri di morte, per altre simbolo di saggezza. Nella mitologia greca la civetta viene considerata l’uccello notturno compagno di Athena, dea della sapienza, delle arti e della saggezza. Scavi archeologici in Siria e in Giordania hanno consentito il ritrovamento di idoli vecchi migliaia di anni, raffiguranti dei rapaci notturni, mentre in Francia sono state scoperte grotte sulle cui pareti sono rappresentate figure di civette risalenti a 13000 anni addietro. Oggi una più diffusa conoscenza di queste specie e delle loro abitudini, insieme ad un’ampia campagna di sensibilizzazione e ad un’efficace azione legislativa, hanno contribuito a sfatare molte credenze popolari e miti negativi. Il nostro modo di rapportarci ai gufi è profondamente mutato; essi vengono sempre più spesso associati ad immagini positive e diventano i protagonisti di libri di fiabe, animali saggi del bosco nei cartoni animati per bambini o addirittura famosi attori di film.

Ma non è tutto oro quello che luccica! Purtroppo il fascino che i Gufi sono in grado di esercitare sulle persone genera talvolta anche effetti negativi legati allo sfruttamento dei rapaci notturni per attività antropiche quali la falconeria, la detenzione a scopo ludico e la nascita di Owl Bar in vari paesi del mondo nei quali, utilizzando l’alibi della sensibilizzazione, questi animali vengono snaturati, trasformati in elementi di gioco e inevitabilmente stressati in quanto costretti a vivere in contesti non idonei.

Negli ultimi anni la comunità scientifica sta prestando sempre più attenzione a questo gruppo di uccelli e sono nati diversi gruppi e associazioni che si prefiggono il duro compito di combattere e smontare questi pregiudizi e comportamenti errati; c’è infatti ancora tanto da fare e così sarà fino a quando continueranno a verificarsi casi di bracconaggio e aggressione diretta a questi animali e fino a quando ci sarà ancora chi sostiene che vedere un rapace notturno o ascoltarne il canto sia segno di cattiva sorte.

Articolo di Marcello Giannotti

ARDEA è composta da un gruppo di professionisti che operano nell’ambito della Conservazione, della gestione del patrimonio Naturale e Culturale e della Divulgazione Naturalistica, che hanno unito le loro singole competenze e professionalità per uno sforzo congiunto e sinergico teso a raggiungere l’obiettivo di conoscere e conservare il territorio e i suoi equilibri.

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