Ardea racconta: le ricerche campane riguardanti l’avifauna conquistano l’Italia. Grandi novità per il futuro.

Dal 27 al 30 settembre si è tenuto a Torino il XIX Convegno Italiano di Ornitologia ed ARDEA era presente in molteplici forme. Vari i soci presenti ma soprattutto numerosi i contributi che hanno descritto quanto di bello si sta facendo nell’ambito della ricerca ornitologica in Campania. Di seguito i vari contributi scientifici che raccontano un territorio fervente d’iniziative che purtroppo raramente vengono sostenute dalle istituzione e che, nonostante rappresentino dei virtuosismi scientifici e tecnologici, non hanno presa sulla maggioranza ma sembrano interessare una piccola nicchia di addetti ai lavori.

1) L’aquila Imperiale sorvola la Campania

Viene seguito il viaggio di un rarissimo individuo di aquila imperiale (Aquila heliaca) partita dalla Slovacchia per giungere in Italia meridionale, dove sosta e sorvola la Campania, in particolare il Cilento. Tale viaggio viene seguito attraverso una strumentazione GPS di minute dimensioni che l’aquila porta sulla schiena. È stato possibile individuare anche il boschetto nei pressi di foce Bussento (SA) in cui ha pernottato.

2) Ecologia degli uccelli Marini dell’Area Marina Protetta Regno di Nettuno di Ischia (Na)

Questo studio nasce da una collaborazione con l’Oceanomaredelphis che, da oltre 25 anni, monitora i cetacei nel golfo di Napoli. Grazie all’utilizzo della loro imbarcazione è stato possibile svolgere una tesi di laurea che è andata ad indagare come alcuni uccelli marini, in particolare la berta maggiore e la berta minore, utilizzano la superficie del mare, potendo così distinguere e mappare le aree in cui riposano da quelle in cui pescano. Tali informazioni possono risultare molto utili nell’attuare strategie di tutela per queste specie minacciate.

3) Il Nibbio reale (Milvusmilvus) qual è la situazione in Campania?

In questo report, che descrive questo rapace minacciato e rarissimo in quasi tutto il territorio italiano, si descrivono gli andamenti demografici nelle regioni in cui la specie si riproduce. Purtroppo la Campani fa registrare la presenza stimata di solo 5 coppi nidificanti.  

4) Le Capinere del Matese (CE)

Un caso studio per comprendere quanto studiare gli uccelli selvatici possa causare loro stress e se questa condizione influenza il peso. Ciò è stato indagato attraverso complessi calcoli statistici che hanno mostrato un lieve dimagrimento nelle 24 ore successive alla cattura (necessaria per apporre l’anello identificativo) e un recupero del peso perso nei tre giorni successivi al rilascio.

5) Monitoraggio attraverso il foto-trappolaggio di un sito di foraggiamento durante lo svernamento dell’avifauna acquatica del Lago Grande degli Astroni (NA).

In questo studio vengono analizzati i comportamenti dell’avifauna acquatica attraverso i video che le fototrappole, mimetizzate nei pressi delle sponde, hanno girato senza che gli uccelli potessero percepirlo. Si è visto che, ad esempio, diversi individui delle varie specie utilizzavano la mangiatoia prevalentemente nei giorni più freddi ma nelle ore più calde della giornata e che in condizioni di luna piena gli uccelli diurni si alimentano anche di notte.

6) La predazione di uova nei nidi degli uccelli.

Per studiare questo aspetto importante della biologia riproduttiva si è proceduto con dei nidi “artificiali” mimando quelli di una specie che nidifica a terra (il succiacapre) e si è indagato su quali ambienti la percentuale di uova predate fosse più alta. Lo studio ha confermato che sono gli ambienti di margine quelli più difficili per la nidificazione di questa specie, soprattutto quando gli ambienti naturali e semi naturali sono a confine con ambienti urbani nei quali sono presenti insidiosi predatori come cani randagi, gatti vaganti e ratti.

7) Studio dei rapaci diurni e notturni del Museo Zoologico di Napoli.

In questa indagine si è fatto un resoconto del numero di specie e di individui raccolti in oltre duecento anni da questa importante istituzione scientifica. Sono state analizzate le località di raccolta ed i periodi di maggiore attività dovute a collaborazioni internazionali molto dinamiche in questi due secoli.

I soci ARDEA presenti a Torino hanno inoltre partecipato fattivamente alla tavola rotonda riguardante la tutela del Fratino e della costa italiana e quella per la salvaguardia dei grandi falconi.

Si coglie l’occasione per ringraziale gli oltre 50 soci che, in qualità di coautori o attraverso la partecipazione ai rilievi in campo o alla condivisione di informazioni e dati pregressi, hanno reso possibile questa ampia condivisione dei risultati dei progetti condotti o sostenuti dai membri dell’associazione.

Il convegno si è concluso nel modo più esaltante per la Campania: durante l’assemblea del Centro Italiano Studi Ornitologici ARDEA è stata individuata come Associazione organizzatrice della ventesima edizione a Napoli. A presto ci saranno notizie ufficiali in merito riguardo l’accettazione di tale compito.

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ARDEA è composta da un gruppo di professionisti che operano nell’ambito della Conservazione, della gestione del patrimonio Naturale e Culturale e della Divulgazione Naturalistica, che hanno unito le loro singole competenze e professionalità per uno sforzo congiunto e sinergico teso a raggiungere l’obiettivo di conoscere e conservare il territorio e i suoi equilibri.

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