Ardea spiega: dal turismo di massa a quello naturalistico, un mese può cambiare molte cose.

Una delle località storicamente note per il turismo di massa legato al mese di Agosto è Baia Domizia, ampia area pianeggiante ubicata sul confine nord della Campania che lambisce gli argini del fiume Garigliano che segna appunto il confine con il Lazio.

Questa località si presta a questo tipo di turismo in quanto caratterizzata da tutta una serie di aspetti: il litorale contraddistinto da spiagge estese sia in larghezza che in lunghezza; il fatto di esser ben collegata popolosi agglomerati urbani come Napoli, Caserta e Roma; la prossimità ad altre località d’interesse turistico come Gaeta e Scauri e i numerosi eventi proposti dalle amministrazioni locali (sagre, concerti ecc) ricadenti quasi tutti nel mese di agosto. Ciò fa accalcare la quasi totalità dei turisti in poche settimane e li orienta a conoscere solo una piccola parte del patrimonio naturalistico e culturale presente.

Il mese di settembre è proprio un buon periodo per visitare questo lembo di Campania con occhi diversi e conoscere un area che è molto di più di quello che molti che la visitano da anni credono…

Le temperature miti di settembre e la bassa concentrazione dei villeggianti e delle loro auto rende quest’area particolarmente appetibile a chi ama lunghe passeggiate i bicicletta, che consente di attraversare i viali alberati a pini e di costeggiare la lunga pineta, che cede il passo ad una lussureggiante macchia mediterranea che dalla strada si spinge fino alla duna, che prosegue verso il mare e verso nord giungendo al cannetto della sponda meridionale del Garigliano.

Settembre coincide con il meraviglioso fenomeno della migrazione degli uccelli per cui se alla bicicletta aggiungiamo un binocolo possiamo osservare bellezze naturali accessibili solo a chi si sforza nel notarle. Lungo il fiume infatti è quasi certo osservare almeno tre specie di Aironi: Garzetta, Airone Cenerino e Guardabuoi quest’ultimo di norma razzola negli appezzamenti sopratutto in presenza di animali da pascolo. Se siamo più fortunati possiamo osservare anche l’Airone rosso, la sgarza ciuffetto e la nitticorà

Lungo il fiume possiamo notare la nutria, una specie alloctona (per alcuni versi problematica) che in molti confondono per un enorme topo, invece si tratta di una sorta di castoro infatti viene chiamata anche castorino. Scappata dagli allevamenti di pellicce qualche decennio fa si è riprodotta ed ha colonizzato quasi tutti i maggiori fiumi italiani.

È suggestivo sapere, mentre si pedala sul lungofiume, che la zona in cui è presente il ponticello, quella in corrispondenza di un piccolo bosco igrofilo di pioppi e salici, coincide con le rovine della famosa torre di Landolfi Capodoferro. Questa sorgeva nel bosco sacro ai greci e ai romani, dedicato alla ninfa dei mari e delle acque Maricae. Questo luogo è noto come zona di scontro durate l’antica Battaglia del Garigliano (915). In Vaticano, nella Sala delle mappe c’è un intero pannello dedicato alla famosa battaglia e al suo condottiero Adolfo Capodiferro, che eresse la torre in memoria dei tantissimi caduti. Tale Torre fu fatta brillare dai tedeschi nella ritirata del ’44 per difendere quella che divento la linea Gustav sul Garigliano fino a monte cassino. Ora a ricordo di quel periodo buio si ergono le 5000 bianche lapidi del Minturno war cemetery, in cui riposa finalmente in pace chi ha combattuto quella guerra, che come una un falce sul prato inglese ha tagliato i giovani steli in crescita di un’intera generazione. Chi visita questo luogo puo’ lasciare il proprio pensiero o segno di presenza nel guestbook del sacrario, che viene raccolto ogni anno e conservato nei registri del ministero della guerra inglese. L’enorme viale verde di questo monumento, consente di ammirare oltre la barriera dei pini che lo delimita: Comprensorio Archeologico di Minturno e l’Acquedotto Romano; entrambi ancora ben conservanti.

Tutta l’area in cui ricade Baia Domitia è caratterizzata da ambienti aperti, i bei paesaggi e le specie che si offrono come opportunità per approcciare alla fotografia naturalistica e farci notare attraverso l’obiettivo della fotocamera, come possono essere enormemente diverse fra loro le conchiglie dei molluschi lungo in bagnasciuga o le foglie dei cespugli della macchia maditerranea.

Presso l’area è possibile osservare varie specie di pregio naturalistico, non tutti sanno infatti che sono presente ben tre diverse specie di tartaruga. Lungo i canali irrigui con un po’ di fortuna si può osservare la sempre più rara Emys orbicularis (la tartaruga paluste) segnalata in pochissime aree della Campania. Fra la duna, la macchia e la pineta è presente la Testudo hermanni, la comune tartaruga di terra, se la trovate non toccatela ne prendetela è un reato oltre ad essere un atto delittuoso nei confronti dell’ambiente. L’ultima ed è anche la più grande è la Caretta caretta che vive in mare, sporadiche sono le segnalazioni di nidificazioni ma abbondanti sono i ritrovamenti d’individui spiaggiati o in difficoltà. È probabile che alcuni nidi non vengano segnalati in quanto non vengono riconosciute le tracce o perché chi la trova teme di complicare la gestioni del lido in cui si segnala il nido. Cosa che risulta non essere vera ed a dimostrarlo sono le positive esperienze della costa cilentana dove sotto il coordinamento della Stazione Zoologica in centinaia di persone assistono alla schiusa dei tartarughini ed ha primi passi della loro corsa per la sopravvivenza. Speriamo che i lidi del litorale domitio alcuni dei quali stanno già collaborando al progetto di tutela della coste “Una spiaggia per il fratino” aderiscano sempre più numerosi al monitoraggio del litorale al fine si segnalare e tutelare i nidi di tartaruga e qualsiasi altra emergenza naturalistica.

A Baia Domizia un occhio attento e sensibile più notare una strana assenza, quella del fenomeno del randagismo, infatti a parte casi isolati non si assiste al penoso spettacolo dei cani denutriti e malandati che fanno branco ai margini delle strade come in molte altre località, questo grazie all’impegno costante dell’Associazione Anime di strada che da anni raccoglie, sterilizza e fa adottare i randagi della zona.

Un modo meraviglioso concludere una giornata di settembre e fare un bagno al tramonto e dal mare osservare le decine di rondini in migrazione che si posano nella vegetazione nei pressi del Garigliano per trascorrere li la notte e proseguire l’indomani mattina verso l’Africa.

 

Testo: Rosario Balestrieri e Claudio Spena.

Foto: Rosario Balestrieri

ARDEA è composta da un gruppo di professionisti che operano nell'ambito della Conservazione, della gestione del patrimonio Naturale e Culturale e della Divulgazione Naturalistica, che hanno unito le loro singole competenze e professionalità per uno sforzo congiunto e sinergico teso a raggiungere l'obiettivo di conoscere e conservare il territorio e i suoi equilibri.

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