Ardea racconta l’appassionante mondo del wildlife tourismo: un tipo di turismo incentrato sull’osservazione della fauna, sempre più in voga.

Il settore del wildlife-based tourism (ovvero del turismo incentrato sull’osservazione della fauna) è in continua crescita su scala globale. Tale settore rientra nella sfera più amplia dell’ecoturismo, ovvero di una maniera responsabile di viaggiare in aree naturali, che permetta la conservazione dell’ambiente, il sostegno alle popolazioni locali e che abbia sempre una componente educativa.

Secondo i dati più recenti (2017) presentati dall’ “Organizzazione mondiale del turismo”, agenzia specializzata che fa capo alle Nazioni Unite, ben il 7% del turismo mondiale è legato al wildlife tourism. Questa percentuale è in continua crescita in diverse parti del mondo, in particolar modo nelle aree considerate patrimonio dell’Unesco.

Questo particolare settore del turismo, a differenza di quello di massa che spesso è accompagnato da effetti negativi, apporta un particolare giovamento alle popolazioni locali e alla conservazione degli ecosistemi. In alcune particolari zone dell’Africa orientale, ad esempio, elefanti e rinoceronti sono considerati con grande riguardo dalle popolazioni locali, ben consce che questi animali sono tra i principali attrattori di un determinato tipo di turismo (e di conseguenza di condizioni economiche migliori). Per un ecoturismo propriamente detto, il coinvolgimento delle popolazioni locali, le quali devono beneficiare in prima persona dei vantaggi di un turismo sostenibile, è un fattore imprescindibile.

Si tratta di una relazione che apporta benefici a tutto campo, basti pensare che gli abitanti del luogo sono i primi rangers del territorio, quando la fauna selvatica è vista di buon occhio ciò rappresenta un contributo estremamente positivo alla conservazione della biodiversità.

Parlando di benefici per le economie locali, ci si riferisce, anche e soprattutto, a benefici economici. Quando si parla di questo tema un esempio è spesso citato: quello delle Aquile di mare di Mull, isola scozzese. Questi imponenti rapaci, di recente re-introdotti in zona, attirano da soli un flusso di turisti che genera in media ben 1.5 milioni di sterline annui all’economia del luogo. Ovviamente, condizione fondamentale per lo sviluppo del wildlife-based tourism è la presenza di una fauna ricca ed interessante e questo, in un mondo che vede un innumerevole quantità di specie sull’orlo dell’estinzione (per ragioni che vanno dalla distruzione dell’habitat, all’inquinamento, al bracconaggio) non è qualcosa che è sempre scontato.

Comunità locali ed istituzioni dovrebbero collaborare in ogni angolo del globo, arrivando alla consapevolezza che proteggere la biodiversità non è soltanto un’azione eticamente giusta ma anche una strategia che può rivelarsi vincente dal punto di vista economico.

Il tipo di wildlife tourism preso in considerazione in questo articolo è unicamente quello di tipo sostenibile che prevede un’osservazione degli animali in totale libertà. Il tipo di attività turistiche che prevedono un contatto con animali tenuti in cattività per puro diletto del turista (come ad esempio le tigri in Thailandia tenute in gabbia e sedate per permettere allo sconsiderato di turno di scattare una foto abbracciato alla povera bestia) fanno parte, invece, di una serie di attività che niente hanno a che vedere con il concetto di ecoturismo. Quando si pensa al turismo legato all’osservazione della fauna, ai più verranno in mente i safari africani dediti all’avvistamento dei grandi mammiferi. L’osservazione in natura di animali quali leoni, leopardi, rinoceronti, giraffe e bufali è per molti un’esperienza insuperabile. È giusto però sapere che riferirsi solo ai safari africani, parlando di turismo naturalistico, sarebbe riduttivo: realmente ogni angolo della nostra terra può offrire la possibilità di emozionarsi osservando le meraviglie del mondo animale direttamente in natura.

Dall’avvistamento dei Grizzly in Alaska, passando per l’osservazione della ricchissima fauna tropicale delle foreste pluviali del Costa Rica, fino ad arrivare al nuotare con gli Squali balena in Australia Occidentale, ogni paese del mondo, che ancora conservi un minimo di naturalità, può dare la possibilità di vivere esperienze straordinarie di osservazione degli animali selvatici. Anche l’Europa non è da meno: esistono tour di avvistamento di Orsi bruni in Slovenia, spedizioni in Islanda alla scoperta delle tante specie di uccelli che lì nidificano, escursioni in barca a vela sulla rotta dei cetacei del Mar Tirreno.

L’associazione Ardea, con base a Napoli, cosciente del ruolo importante che l’ecoturismo può avere per la divulgazione delle tematiche ambientali e per la protezione della biodiversità, collabora con il team di zoologi di K’ayla Nature all’organizzazione di tour naturalistici. Questi tour si svolgono sia in Europa (come ad esempio quello dedicato all’osservazione della Lince pardina nel sud della Spagna o dell’avifauna e dell’erpetofauna ellenica), sia in Italia.

Il prossimo evento in Italia è un weekend sull’isola di Ventotene (secondo fine settimana di aprile), punto strategico di sosta per l’avifauna migratrice. L’osservazione degli uccelli sarà il tema fondamentale di un viaggio che permetterà inoltre di scoprire la tradizione contadina e marinara di una delle perle del Mar mediterraneo. Seguirà poi un tour alla scoperta della Sardegna selvaggia – dedicato ai turisti stranieri – con attività di birdwatching, herping e snorkeling, senza dimenticare le tradizioni culturali ed enogastronomiche locali. Tra i prossimi viaggi all’estero, invece, ci sono spedizioni in Tracia (regione greca al confine con la Turchia) per l’osservazione di uccelli, rettili e anfibi, ed a Tarifa (Andalusia) per avvistare i grandi rapaci in migrazione sullo stretto di Gibilterra e le tante specie di cetacei che abitano quel tratto di mare.

Articolo di Valerio Giovanni Russo

 

ARDEA è composta da un gruppo di professionisti che operano nell’ambito della Conservazione, della gestione del patrimonio Naturale e Culturale e della Divulgazione Naturalistica, che hanno unito le loro singole competenze e professionalità per uno sforzo congiunto e sinergico teso a raggiungere l’obiettivo di conoscere e conservare il territorio e i suoi equilibri.

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