I cinque monumenti più belli di Benevento, da visitare a costo 0. Una guida per chi vuole imparare ad amare la Campania a 360°

A circa 90 km da Napoli, la città di Benevento custodisce importantissimi monumenti, che ne raccontano la storia millenaria. La leggenda vuole che l’eroe greco Diomede, sopravvissuto alla guerra di Troia, sarebbe giunto a Benevento e avrebbe donato ai suoi abitanti una zanna del Cinghiale Calidonio, attualmente simbolo della città. Dominata da Sanniti, Romani e Longobardi, era anticamente conosciuta con il toponimo di “Maleventum” e conserva tutt’oggi le vestigia dei popoli che ne hanno aggiogato il fertile territorio. Una sola giornata non basterebbe per scoprirne le bellezze: ecco, dunque, una selezione dei monumenti più rilevanti dal punto di vista storico-artistico.

Arco di Traiano: Via Traiano.
L’arco di Traiano è probabilmente il vero simbolo della città di Benevento. Alto circa 15 metri, fu costruito tra il 114 e il 117 d.C., per celebrare l’apertura della Via Traiana, un’importante arteria della Via Appia. I piloni sono decorati da alcuni bassorilievi, così come le due facciate: l’una presenta scene di pace, l’altra scene di guerra. In epoca medievale, fu inglobato nella cinta muraria, costituendo la cosiddetta “Porta Aurea”.

Teatro romano: Via Port’Arsa, 1.
Il teatro romano di Benevento fu costruito nel 126 d.C., sotto l’imperatore Adriano, ma recenti scavi archeologici hanno riportato alla luce i resti di un preesistente edificio di I secolo d.C.
Con un diametro di 90 metri, poteva ospitare un massimo di 10.000 spettatori; la scena era adornata da sfarzosi marmi policromi, ma altrettanto affascinanti erano i mosaici della cavea. L’ottimo stato di conservazione fa del teatro romano il centro della cultura cittadina: non poche sono le iniziative e gli eventi, che spesso vi si organizzano.

Ponte Leproso
Il ponte Leproso, che nei secoli ha cambiato più volte nome, fu edificato dal censore Appio Claudio Cieco, nel III secolo a.C. per consentire alla via Appia di oltrepassare il fiume Sabato. Restaurato da Settimio Severo e da Caracalla, fu successivamente distrutto da Totila, re dei Goti, nel VI secolo d.C. Il nome “Leproso” gli fu attribuito per la vicinanza di un ospedale di lebbrosi; attualmente, del nucleo antico resta soltanto uno dei piloni, mentre il numero delle arcate è stato portato da cinque a quattro.

Chiesa di Santa Sofia: Piazza S. Sofia.
Questa deliziosa chiesa dalle dimensioni non troppo elevate, fu costruita intorno al 760 dal duca longobardo Arechi II. Molto interessanti sono la pianta stellare e le colonne circondate da un decagono e disposte in modo da formare un esagono. Dopo il terremoto del 1688, fu ricostruita in stile barocco, per volere del Cardinale Orsini.

Rocca dei Rettori: Piazza Castello.
La Rocca dei Rettori è il nome con cui è comunemente conosciuto il castello di Benevento, nonché la sede dell’omonima provincia. L’edificio fu più e più volte rimaneggiato ed è per tale motivo che presenta un aspetto non omogeneo. Ha una pianta poligonale e ha delle bifore sulla facciata, mentre la terrazza ospita alcune torrette. Oltre al valore artistico, è interessante notare che il castello sorge nel punto più alto del centro storico cittadino: la vista da qui è un vero spettacolo.

Michele De Rosa è un giovane studente napoletano, attualmente iscritto al secondo anno della facoltà di lettere classiche, presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Nel tempo libero, ama dedicarsi alla lettura di libri inerenti la storia, la cultura e le leggende della città di Napoli, per la quale nutre un amore senza confini

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