Cos’hanno in comune gli Egiziani, le streghe e i Longobardi? Beh… c’è una città, Benevento che è debitrice a tutte e tre le categorie.

Non solo l’iconico liquore, ma si può dire che a Benevento il mito delle streghe o Janare sia un elemento talmente radicato da entrare di diritto nella nostra tradizione. Nel folklore beneventano non ci sono solo Janare, famose per le riunioni attorno al noce maledetto. Ci sono anche Manalonga che vive nei pozzi e tira giù chi passa nelle vicinanze e Zucculara, figura che probabilmente deriva da Ecate. Dea dalla triplice forma e protettrice dei trivii, dal latino trivium e non è un caso che uno dei quartieri di Benevento si chiama per l’appunto Triggio. Il Triggio conserva buona parte della sua topografia medievale, fatta di stretti vicoli intricati sui quali si affacciano vecchi edifici ed è inserito all’interno delle mura longobarde.

Ecate, dea della luna e della magia ha una sosia egiziana, Iside, e anche se i sabba sono passati di moda, l’obelisco dedicato alla dea svetta ancora lungo il corso cittadino.

La ritualità del ballo attorno al fuoco appartiene a diverse popolazioni, comprese quelle oltremanica e uno dei riti più importanti è il Samhain, una festa pagana di origine gaelica, che si celebra tra il 31 ottobre e il 1º novembre, spesso conosciuta anche come Capodanno celtico. Le celebrazioni di Samhain, sia quelle religiose sia quelle folcloristiche, hanno origine da un’antica festività del paganesimo celtico che si suppone abbia influenzato anche la festa popolare di Halloween e la festività cristiana di Ognissanti.

E-Dreams ha inserito Benevento tra i luoghi più paurosi in cui trascorrere Halloween.

Come scrive Gualtiero Ciola in Noi, Celti e Longobardi” con i Longobardi c’è stato l’ultimo tentativo da parte delle popolazioni cisalpine di “farsi una residenza estiva”. Quando i Longobardi arrivarono a Benevento, diventato poi assieme a quello di Spoleto il ducato più importante della Longobardia Minore, le culture si fusero, creando un terreno fertile per miti e leggende, bollati negli anni successivi come stregoneria.

La combinazione di diversi elementi fra i quali: Il culto di Iside, l’iconografia di Ecate e i rituali longobardi, ha portato alla nascita della leggenda delle Janare a Benevento.

Dagli scritti del protomedico (una sorta di medico fiscale dell’epoca) Pietro Piperno sappiamo che i longobardi pur formalmente convertitisi al cattolicesimo, non rinunciarono alla loro religione tradizionale pagana. Sotto il duca Romualdo essi adoravano una vipera d’oro (forse alata, o con due teste), che probabilmente ha qualche relazione con il culto di Iside di cui sopra, dato che la dea era capace di dominare i serpenti. Cominciarono a svolgere un rito singolare nei pressi del fiume Sabato che i Longobardi erano soliti celebrare in onore di Wotan, padre degli dei: veniva appesa, ad un albero sacro, la pelle di un caprone. I guerrieri si guadagnavano il favore del dio correndo freneticamente a cavallo attorno all’albero colpendo la pelle con le lance, con l’intento di strapparne brandelli che poi mangiavano. In questo rituale si può riconoscere la pratica del diasparagmos, il dio sacrificato e fatto a pezzi, che diviene pasto rituale dei fedeli (a me ricorda qualcosa di più cattolico). I beneventani cristiani avrebbero collegato questi riti esagitati alle già esistenti credenze riguardanti le streghe: le donne e i guerrieri erano ai loro occhi le lamie, il caprone l’incarnazione del diavolo, le urla riti orgiastici.

Le streghe, così come altre figure, nate dal mistero e dai racconti popolari influenzano ancora oggi la cultura moderna. Il mistero ci affascina, mascherarsi significa smettere la propria identità e diventare qualcun’altro e grazie a questi “mostri” possiamo diventare realizzare tutto ciò. E voi cosa volete diventare?

Scrittore insistente, fotografo improvvisato e teatrante occasionale. Istrionico, eclettico ma con una punta di nostaglia che non manca mai.
Nato a Napoli, generazione 88, vissuto e cresciuto nella Valle Caudina, dove ha maturato una certa predisposizione ad ascoltare le storie degli altri, ora se le troverete interessanti, potrete leggerle e commentarle.

2 pensieri riguardo “Benevento occulta e la nascita delle Janare

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