Jim  ROHN diceva: “Abbi buona cura del tuo corpo, è l’unico posto in cui devi vivere”.

Dal 1992 ottobre è il  mese dedicato alla prevenzione del cancro al seno. Ha 24 anni il Pink Ribbon, ossia il fiocchetto rosa internazionalmente conosciuto come simbolo della battaglia contro il cancro al seno.

Ogni anno, la percentuale di donne affette da cancro al seno aumenta. Sono 50 mila i casi stimati nel 2016, rispetto, ai 30 mila riscontrati lungo il 2015.

La Lega italiana per la lotta contro i tumori quest’anno ha lanciato la campagna:  Lilt for Women – Campagna Nastro Rosa 2016 e l’hashtag #iofaccioprevenzione. Lo scopo è quello di raggiungere le donne di ogni età anche grazie allo slogan che hanno utilizzato quest’anno: “La prevenzione è un messaggio per tutte noi.

Da circa 15 anni si registra, però, una progressiva riduzione della mortalità .In questo ha un ruolo fondamentale la prevenzione del cancro al seno. Sia gli screening che controlli medici regolari sono ottimi deterrenti.

Grazie all’Associazione italiana per la ricerca sul cancro siamo venuti a conoscenza della storia di Rosalba. In una nota, la giovane donna spiega:

Nella mia vita posso dirmi realizzata, come donna, come mamma di tre figli e come responsabile di un’importante web tv. Nel 2015, però, durante uno dei controlli che faccio periodicamente, l’ecografia al seno desta preoccupazione. Arrivò l’esito: carcinoma multifocale infiltrante vascolarizzato di alto grado, un tumore molto aggressivo. “Rosalba non perdere tempo” mi dissero i medici e la settimana dopo avevo l’appuntamento all’Humanitas di Milano per fare la mastectomia. Ma il mio tumore aveva una velocità di crescita molto elevata e i medici mi dissero che avrei dovuto fare una terapia che mi avrebbe anticipato la menopausa, necessaria per evitare il passaggio del tumore al sangue. L’attesa del responso dal quale sarebbe dipeso il tipo di terapia da fare è stata la fase più difficile, in quel momento ho iniziato a preoccuparmi per i miei figli, per il loro futuro.
Ora sono orgogliosa di come ho reagito, ci sono stati momenti difficili ma credo di averli affrontati con lucidità e nel modo più sereno possibile. Mi ritengo una donna fortunata perché la vita mi ha dato molto e – mi ero detta – non posso non saper affrontare una cosa del genere, ho già ricevuto tanto, quindi non voglio dire le parole “perché proprio a me”. Non mi sento cambiata, ma so che è stata una prova e che ho saputo affrontarla.

 

 

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