Tra “Maradò” e “Caparezz”, la dura vita delle capa tanta

Io sottoscritto Antonio Flauto ho, come si dice, una capigliatura folta, comunemente chiamata a capa tanta. Avere una capa tanta ha i suoi pro e i suoi contro.  I pro, anzi il pro è solo uno : ad alcune ragazze piace. Piacere ad alcune ragazze è già un successo, saranno pur poche, però meglio di niente. Il contro è tutto il resto, chiariamo subito che non è che noi “capa tanta” facessimo una brutta vita però capita, a volte spesso a volte poche, dipende dai vari contesti etnografici,  di subire alcune vessazioni. Ora vi spiego.

caparezzaSe un “capa tanta” cammina per strada può ricevere frasi di questo tipo: “Marado’” , “Caparezz”, “o lion”, io sono stato chiamato pure Simone Cristicchi, ed una volta a Porta Nolana una ragazza autoctona mi ha fissato diritto nelle palle degli occhi è mi ha detto “ Ua’ par chill che è muort”, riferendosi alla buon’anima di Simoncelli.

Ora lo so che possono sembrare frasette che non hanno alcun peso, però la maggior parte delle volte queste frasi vengono dette quando un “capa tanta” è in compagnia di una di quelle poche ragazze, di cui dicevo prima. Vi lascio immaginare l’imbarazzo, quel senso di figura di merda, anche perché noi “capa tanta” siamo ingenui, siamo sensibili, ci dispiace. Poi non vi dico quando fa caldo, è una mazzata in fronte. I natali o semplicemente le domeniche, in cui vieni osservato da tua nonna che ti prega di tagliarli, ecco come dicono: “tu tieni una bella faccia, perché la rovini con questi capelli? Sembri una femmina”. Insomma noi viviamo un po’ di queste cose, che se sommate alla birra finita, alle bollette e alle poche ragazze che vanno pure via, aumenta di un po’ il livello di cacca della propria vita.  L’unica persona che non ti dice niente è lui, il barbiere.capellone-300x2981

Da bravi capa tanta, andiamo da lui una volta ogni tre-quattro mesi, entriamo  nel suo salone come Cast Away, o come Lello Arena nel meglio della Smorfia, ed usciamo identici e precisi di come siamo entrati. La verità è questa, a capa tanta non si tocca  e lui, il barbiere, lo sa. Forse avverte il nostro terrore nel vedere ogni ciocca che cade, forse si scoccia di tagliarli ma lo capisce e non dice niente. Poi noi capa tanta, dobbiamo essere solo un po’ più duri e non dobbiamo avere più paura della ragazza di Porta Nolana.  Se vogliamo dirla tutta a me piace sia Maradona che Caparezza.

 

Laureato in Storia con una tesi in antropologia culturale. Ama la sua città e tutte le sue tradizioni credendo fortemente nella forza civica di ogni tipo di particolarità, la scrittura è il suo modo migliore per esprimersi. Attualmente laureando in scienze storiche.

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