Masha e Frozen si contendono il primato del  più bel carro di carnevale tra sorrisi, maschere chiacchiere e stelle filanti

Una volta all’anno durante il carnevale ci viene consentita la trasgressione. Semel in anno licet insanire: non è uno slogan giovanile ma una locuzione latina utilizzata per definire uno stato d’animo spensierato e gaudente.  Alcune teorie, infatti, affermano che il nome si riferisce al latino carnem levare, ovvero l’osservanza di evitare la carne fino all’avvento pasquale, oppure al currum navalis, carro a forma di nave romana per ricordare Iside e l’arrivo della primavera.

Ritornando all’epoca digitale, ecco che mi si offre dopo un anno (2015) l’opportunità di ritornare a Saviano, comune alle porte di Nola, che organizza nel periodo di carnevale una serie di festeggiamenti coinvolgendo tutta la comunità, grandi e piccini che collaborano all’esposizione dei carri costruiti con tanta professionalità e dedizione durante l’anno.

Un’ottima scelta è quella di utilizzare la circumvesuviana, poiché appena usciti dalla stazione, come per magia, si viene risucchiati dalla musica presente su ogni carro allegorico, come tanti topolini che accorrono al richiamo del pifferaio magico.

Non c’è un inizio, non c’è una fine: molti lo chiamano circuito ma vi posso assicurare che è molto di più, è come nuotare in quel mare di personaggi sorridenti e tristi che si presentano agli occhi dello stupefatto spettatore piuttosto che seguire un percorso definito.

Si può pensare che di mattina o al tramonto gli scatti siano migliori perché immersi di luce ma l’imbrunire presenta sfumature ancora più particolari!

Tra i vari consigli, uno importante: se volete fare il bagno “coriandolesco” avvicinatevi ai carri, alcune maschere saranno ben liete di far piovere i colori su di voi, comprese anche dei piccolini regalini per ogni età e tante, tante caramelle di cioccolata.

Posso dire  di aver trovato un’unità di spirito per ogni carro, dove dal più piccolo al più grande si collabora (tutti mascherati a tema) per divertire e far divertire, incitando al gioco con Masha e all’unione familiare con Frozen.

Per concludere voglio metaforicamente applaudire i creatori e curatori dell’allegoria dell’anno scorso di Jumanji che permisero a noi visitatori di salutare e ricordare in maniera allegra e spensierata un grande uomo prima che attore, il compianto Robin Williams.

 

 

Nasco a Napoli nel 1981 e cresco con la passione per le arti e con una curiosità viscerale del mondo, inculcatami sin da piccola dai miei genitori. Nel 2000 mi classifico al secondo posto nella sezione narrativa per il premio città di Salerno. . Iscritta al Circolo Letterario Anastasiano, ho pubblicato per il Verso Verde una poesia dal titolo ”Residui d’Irpinia”. Ho collaborato con il giornale Dream Magazine come fotoreporter per la mostra SEVEN, svoltasi a villa Vannucchi nel 2011. Laureata in lettere moderne, insegno, con gioia e pazienza, nella scuola media.

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