Le piazze di Napoli, tra storia ed urbanistica

Le piazze di Napoli hanno un considerevole valore artistico, storico, architettonico e turistico; la loro storia segue quella della città da secoli, da sempre sono parte integrante della vita cittadina, dai mercati o dai grandi eventi pubblici e politici: rappresentano un ulteriore elemento di fascino della città.

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Il centro storico e il centro antico di Napoli sono in grado di offrire al lettore, al visitatore locale e al turista, adeguate informazioni in merito alle grandezze urbane che vanno assolutamente viste, conosciute, ammirate. Nel linguaggio degli urbanisti il centro storico e il centro antico sono entità specifiche, non confondibili, realtà che molto spesso ci appaiono sotto l’aspetto di astratti concetti. È possibile che nel centro antico si abbia a che fare con qualche monumento a noi più vicino nel tempo, così come è probabile che nell’ambito del centro storico ci si imbatta in qualche opera che appartenga addirittura al nucleo delle origini.

Napoli è una città in cui antico e moderno possono confondersi a ogni angolo. Attraverseremo secoli di storia, strade, piazze, chiese, monumenti, edifici pubblici, castelli: uno scrigno di tesori artistici e storici di eccezionale portata.

Le piazze storiche sono il luogo privilegiato ove studiare lo sviluppo urbano, economico, sociale, funzionale e rituale, di un determinato centro. Le piazze storiche partenopee sono storicamente definibili come uno spazio di uso pubblico e di straordinaria qualità architettonica ed urbanistica, centro di convergenza o baricentro di un determinato territorio urbano.

Consideriamo a tal proposito la piazza centrale, o il sistema di piazze che costituiscono il centro nevralgico della città: parliamo del luogo prescelto della rappresentazione della centralità, della presenza delle pubbliche istituzioni, civili e religiose. Un’area delimitata dai principali monumenti cittadini in cui si incarnano le più significative memorie storiche e ogni privilegiata funzione pubblica. Chiunque si trovi a passare per una piazza storica napoletana potrà fare esperienza di un luogo dove si svolgono riunioni e spettacoli, prediche, cerimonie e processioni, scambi culturali e non e attività di commercio, i contatti della comunità con sé stessa e con il mondo esterno, potrà vivere l’informazione in quanto simbolo materializzato della storia pubblica della comunità.

La piazza è da sempre un elemento focale nella storia degli insediamenti. È il nucleo spaziale dove si intersecano storia civile, movimenti culturali, tendenze, cultura materiale, immaginazione collettiva, proiezioni simboliche, ritualità consolidate, tradizioni popolari, consuetudini comportamentali.

La sua storia potrebbe cominciare sin dalla pòlis, creazione tipica della civiltà greca. In Grecia prevalse il principio che ogni città fosse autonoma e da sola si governasse: la pòlis fu anche detta città della piazza (in greco, agorà). Fu proprio intorno a questa piazza, il centro, che si costruiva e si estendeva la città. Il cuore vitale della pòlis, lo spazio del senso civile, luogo delle riunioni, dei dibattiti, del confronto e delle opinioni, delle decisioni, la sede delle assemblee cittadine. Il Forum, o foro , è il naturale erede dell’agorà: il luogo centrale di ogni città romana, dove si levavano i principali edifici pubblici, destinato a tenervi il mercato e trattarvi affari. Poiché tra gli edifici del Foro vi furono quelli (basiliche) ove si svolgevano le udienze e si dibattevano le cause davanti ai magistrati, si genera il significato moderno, giuridico, di “autorità competente per territorio”. Il forum si situava quasi sempre all’incrocio delle due strade cittadine principali: il cardo e il decumano massimo.

Il cuore della bella e tumultuosa città batte soprattutto intorno al Foro, il quale sorge pressapoco nella zona in cui si leva oggi la chiesa di San Lorenzo. Il Foro è gremito in ogni ora di gente che viene a fare spese nelle botteghe più eleganti e meglio fornite della città o incontra conoscenti per ragioni d’affari, sono  inoltre numerosi gli stranieri di ogni provenienza. Le tabernae argentariae sono stipate di commercianti, acquirenti, usurai. In un angolo della piazza si ferma il venditore di carni cotte.

Nel corso del Medioevo andarono distinguendosi due matrici organizzative: da un lato la piazza della cattedrale e il sagrato della chiesa, lo spiazzo antistante la cattedrale, ovvero la sua proiezione esterna; dall’altro lato le piazze del palazzo pubblico o di città, il luogo connesso alle pratiche politico amministrative, sede dell’autorità civile, rappresentanza della struttura sociale, unita o meno con attività di tipo commerciale e mercantile. Esigenze di funzionalità politica, commerciale, rappresentativa, ricerca scenografica e prospettica: questi i criteri compositivi codificati di una modellistica che può definirsi progettuale.

Una storia che prosegue lungo l’età moderna. La struttura urbana si articolava in tre centri, talvolta anche coincidenti, uno amministrativo, dotato di palazzo municipale e relativa piazza, poi un centro religioso, con la chiesa cattedrale o il palazzo vescovile, un centro commerciale, con la piazza del mercato  e l’eventuale palazzo dei mercanti. Il centro è lo spazio del potere e della sacralità, il luogo dove risiede l’autorità: elemento caratterizzante era la piazza centrale, sede di alti poteri secolari e religiosi, ma anche del mercato, luogo delle cerimonie pubbliche e delle sacre rappresentazioni. La piazza è, e fu, un concentrato delle risorse economiche e delle specificità culturali che rappresentano i diversi luoghi, le diverse città e come tale ha funzionato nell’età medievale e moderna.

Ogni forma urbis ha e deve avere un centro, costituito da un grande spazio: la piazza principale che costituisce il cuore urbano proprio perché è dentro di essa, o nelle sue vicinanze, che si trova il centro potere.

Nelle piazze di Napoli, come in molte delle piazze storiche italiane, si sono date appuntamento storia civile e storia urbana: il mercato, la cattedrale, il castello, il sagrato, palazzi ducali, reali, il municipio, gli edifici militari e civili.

Prodotto di una stratificazione progettuale, la piazza è il risultato di variegati apporti individuali, una lenta costruzione collettiva, una complessa stratificazione di linguaggi diversi, un monumento corale, un unicum prodotto dell’attività collettiva. Per lo storico dell’urbanistica, la piazza è l’elemento più pregiato, più interessante di tutto il territorio; la piazza centrale delle città e dei piccoli centri è, per definizione, il centro di un territorio.

Laureato in Storia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, con una tesi in Storia Moderna dal titolo RITRATTO O MODELLO DELLE GRANDEZZE, DELIZIE E MERAVIGLIE DELLA CITTA’ DI NAPOLI del marchese Giovan Battista Del Tufo(1588)’ (Relatrice la prof.ssa Marcella Campanelli). Laureato in Scienze Storiche, curriculum moderno e contemporaneo, con una tesi in storia moderna seguita dal prof. Giovanni Romeo, dal titolo 'Le denunce di adescamento in confessione a Napoli tra Sei e Settecento'. Amante della musica, suono la chitarra, scrivo e musico canzoni. Con le mie parole e la mia cultura spero di dare voce all'anima candida di questa terra.

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