La Basilica della Madonna del Carmine a Napoli è piena di storia e di miracoli. Il più conosciuto è quello che riguarda il Cristo.

Il Cristo miracoloso è un evento annuale. La statua di Gesù viene esposta al pubblico per l’adorazione il 26 dicembre per una settimana e durante il periodo pasquale.

Ma quale storia gira attorno a questo Cristo?

Prima di tutto qualche accenno breve ad una basilica maestosa, una delle più belle e delle più famose di Napoli. La ricchezza storica di questo complesso è inestimabile.

Il complesso monumentale della Basilica della Madonna del Carmine Maggiore nasce nel secolo XIII, classico esempio del barocco napoletano. In essa viene adorata la Madonna del Carmine cosiddetta bruna per il colore scuro della pelle, icona proveniente dalla piccola chiesa di S. Nicola di Bari posta nelle vicinanze.

La costruzione è resa famosa anche per le ultime ore di Masaniello il quale cercava conforto e consolazione proprio in questa basilica, spogliandosi dei propri abiti nella navata centrale.

Per tradizione popolare sappiamo che la madre di Corradino di Svevia, Elisabetta di Baviera, cercò di salvare il figlio da morte certa per mano di Carlo D’Angiò. Arrivò tardi ma chiese ai padri Carmelitani,della Basilica della Madonna del Carmine Maggiore, sotto promessa di ingente somma di denaro, di vegliare sull’anima del figlio. Conferme non ce ne sono, ma la notizia che il corpo di Corradino sia stato sepolto in questa basilica viene attestata dalle iscrizioni sulla scalinata marmorea.

A questo si aggiunge il triste epilogo della repubblica partenopea del 1799, dove 35 decapitati nella piazza antistante (Piazza Mercato) vennero seppelliti, tra cui ricordiamo la memorabile Luisa Sanfelice.

Infine l’incendio del campanile, tradizione popolare oggi resa impraticabile a causa di un restauro. La finzione si unisce alla realtà, ricordando le gesta antiche. I fuochisti imitano un assalto al campanile ad opera dei ‘’nemici’’, incendiando con la polvere pirica. Il falso incendio verrà poi domato nel momento in cui uscirà l’immagine della Vergine bruna dalla basilica per essere adorata.

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Bene, tra questi svariati avvenimenti si pone il miracolo del Crocifisso intorno all’anno 1439 nel momento preciso in cui il re Alfonso d’Aragona cercava di prendere possesso di Napoli, nella battaglia combattuta contro la casata Angioina.

Gli Aragonesi erano forniti di bombarde potentissime con le quali erano intenzionati a porre sotto assedio la città di Napoli. Una di queste, la messinese, venne utilizzata su comando dell’infante Pietro d’Aragona contro la basilica stessa. Buona parte delle mura crollò.  Si narra, però, che il Cristo si fosse spostato, abbassando il capo dal lato opposto della bombarda. Ancora oggi è possibile vedere la palla incastrata e il volto del Cristo piegato da un lato. Re Alfonso per correggere l’errore fraterno, fece ricostruire ciò che era andato distrutto.

Che siate credenti oppure no, la basilica resta un luogo pieno di fascino e di storia da poter ammirare gratuitamente.

Questo penso, sia il più grande miracolo della nostra città.

Un museo a cielo aperto.

Gratuito.

Figlia e nipote di ferrovieri, nasco con la passione per le arti e con una curiosità viscerale del mondo, iscritta a Flickr per comunicare visivamente la mia tecnica fotografica nei miei viaggi, nel 2000 mi sono classificata al secondo posto nella sezione narrativa per il premio città di Salerno. Laureata in lettere moderne con indirizzo spettacolo nel 2007, ho lavorato nelle scuole superiori come docente di lettere e per un breve periodo come guida turistica. Contemporaneamente ho seguito vari corsi di scrittura creativa, editoria, grafica, fotografia digitale e reporter di pace. Attualmente sono iscritta al Circolo Letterario Anastasiano col quale partecipo a reading letterari e ho pubblicato per il Verso Verde una poesia dal titolo ”Residui d’Irpinia”. Ho collaborato con il giornale Dream Magazine come fotoreporter per la sezione artistica dedicata alla mostra SEVEN, svoltasi a villa Vannucchi nel 2011. Infine gestisco un blog personale che si interessa di sapori e folclore italiano e lavoro per l’amministrazione di uno studio contabile.

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