Il mese di giugno è ormai iniziato e, in accordo con l’aria estiva, tuffiamoci insieme nel goloso mare della frutta e della verdura tipici di questo mese in Campania.

L’orto di Giugno…

Iniziamo da un ingrediente usato già in tempi antichissimi nella nostra cucina: la zucchina. La ricetta delle zucchine alla scapece risale infatti molto indietro nei secoli: addirittura pare che questo fosse il piatto preferito di Federico II.

giugno

giugno

Nella provincia di Napoli e nella provincia di Salerno, in particolar modo, è coltivato un peculiare tipo di zucchina: “lo zucchino San Pasquale”. I frutti di questa pianta erbacea hanno una forma cilindrica e oblunga, di colore verde scuro striato in tonalità più chiare. La sua consistenza è particolarmente apprezzata nella cultura gastronomica nostrana, che sfrutta questo prodotto sia nella famosissima pasta e zucchine alla Nerano, sia nelle golosissime “frittelle di sciurilli”, per le quali sono usati i fiori della pianta, di colore giallo-arancio. Questo tipo di zucchina è così chiamato perché, tradizionalmente, viene piantato nella seconda metà di maggio, quando cade proprio la festività di San Pasquale Baylon, che è, tra l’altro, protettore dei cuochi e dei pasticceri.

Il vero protagonista dell’orto, però, a giugno è lui: il pomodoro. Questo ingrediente fondamentale per la cucina nostrana conosce infinite varietà, che caratterizzano ciascuna il territorio nel quale si sviluppano. Il pomodorino cannellino flegreo, ad esempio, presenta frutti ovali e la sua raccolta si svolge interamente a mano, nel periodo che corre da aprile a luglio. Questo prodotto pare essere presente sul territorio flegreo sin dalla fine dell’800: è infatti un frutto incredibilmente capace di adattarsi a quest’area caratterizzata da terreni vulcanici e sabbiosi.

giugno

Ma senza dubbio il pomodoro nostrano più famoso è quello di Sorrento. Coltivato in particolare nella zona di Sant’Agnello e Piano, il pomodoro di Sorrento, con la sua caratteristica forma tondeggiante la sua peculiare “costolatura”, ha una polpa carnosa e compatta dal sapore estremamente delicato, tanto  che viene consumato anche (e forse soprattutto) crudo, nelle gustose insalate estive che in questi mesi popolano le nostre tavole.

…e il frutteto di Giugno

Spostiamoci ora dall’orto al frutteto.

Chi di noi non ha mai assaggiato la classica pesca bianca napoletana, con la sua polpa aromatica e intensa, rossastra accanto al nocciolo, ed estremamente delicata? Infatti, proprio per la sua delicatezza, il raccolto di questo frutto viene effettuato interamente a mano. Una famosa e deliziosa varietà appartenente a questa famiglia è quella della Bellella di Melito.

giugno

Altra dolce protagonista di questo mese, come di quello precedente, è la crisommola, l’albicocca. Da un’opera dello scienziato napoletano Gian Battista della Porta, oggi sappiamo che già nel tardo Cinquecento erano presenti in Campania due varietà di albicocche: “le berichocche” e le più pregiate “crisomele”. Queste ultime erano anche allora, come oggi, prodotte essenzialmente nella zona vesuviana. Tuttavia, anche all’interno di questa grande famiglia, vi è un impressionante numero di varietà che va dalla dolcissima albicocca Pellecchiella alla piccola e aspra varietà Vitillo.

giugnoTra la fine di maggio e l’inizio di giugno compare sulle tavole campane, infine, ‘a cerasa, che, si coltiva soprattutto nella zona di Napoli sin dall’epoca angioina: la zona vesuviana, alla pendici del Monte Somma, offre alle nostre cucine la cosiddetta Durona del Monte, riconoscibile per i suoi frutti grossi e succosi e soprattutto per la colorazione giallo-rosata.

Nell’area flegrea, invece, si coltiva la ciliegia della Recca, originaria dei Camaldoli, dalla buccia rosso scuro e dalla polpa estremamente succosa.

Questi erano solo alcuni dei prodotti che la feconda terra campana offre alle nostre cucine nel primo mese d’estate. Voi ne conoscete altri? Fateci sapere quanto conoscete del buono e del bello della nostra terra!

Commenta