La rubrica sulla frutta e verdura in Campania: il mese di Gennaio

Esiste forse un modo migliore per iniziare l’anno del sedersi a tavola a gustare i prodotti della nostra terra? Ovviamente la risposta è no: ma prima di giungere nei nostri piatti, quei prodotti sono stati coltivati con cura e amore; insomma, cosa aspettate a fare con noi un giro nell’orto e nel frutteto di Gennaio?

L’orto di Gennaio…

L’inverno è fatto per deliziarsi con le minestre: e quale miglior ingrediente del Vruoccolo d”a Santella per prepararne una? Questo prodotto viene coltivato nell’area del beneventano, essendo molto resistente ai rigidi inverni di montagna. Simile al cavolo cappuccio, presenta delle foglie larghe e di un deciso verde scuro, che sono l’ingrediente principale, come dicevamo, di zuppe e minestre montanare.

Altro personaggio che incontriamo nel nostro orto di questo mese è la rapa: in particolare, nel territorio casertano e nel napoletano viene coltivata un particolare tipo di rapa, la rapa catozza. Bianca, carnosa e croccante, è la sorella più chic delle “cime di rapa”; il suo sapore leggermente amaro lo rende un contorno perfetto per le carni prodotte nei nostri territori. gennaio

Continuando a sbirciare tra le piante del nostro orto, notiamo la presenza di un prodotto molto amato dalle ricette nostrane: il carciofo. Nelle sue numerosissime varietà, è sempre presente nelle nostre terre: dal carciofo bianco di Pertosa (che è, tra l’altro, una importante fonte di alimentazione per le gennaio vacche da latte) al carciofo “capuanella”, coltivato per l’appunto nella zona di Capua e rinomato per la sua tenerezza.

Altra protagonista dell’orto di gennaio è la zucca, o cocozza, che nel territorio del napoletano viene coltivata in una varietà caratteristica, oblunga e di forma cilindrica. Il colore verde arancio dell’esterno e lo sgargiante arancione della sua polpa caratterizzano molti piatti della nostra cucina autunnale. Ma in Campania conosciamo anche una varietà di zucca dalla forma tondeggiante e costoluta, e dalla solita buccia spessa e arancione, come arancione è la sua polpa molto compatta e soda. Viene utilizzata anche per le conserve e le marmellate.

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…e il frutteto di gennaio!

Dolce delizia di fine pasto, e già presente sulle nostre tavole da Natale, il mandarino colora il freddo frutteto di gennaio. In particolare, il mandarino dei Campi Flegrei è caratterizzato da una forma sferica e leggermente schiacciata, e la sua buccia giallo-arancio diffonde un intensissimo e caratteristico profumo.

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Sorella più grande e panciuta, l’arancia è un’altra protagonista del nostro albereto. Non tanto la deliziosa arancia di Sorrento – più estiva e primaverile – quanto piuttosto l’arancia di Pagani, coltivata nell’agro Nocerino-sarnese. Pare sia stata importata dalla Cina ad opera di alcuni mercanti portoghesi, nel XVI secolo; e sarebbe proprio questa l’etimologia della parola “portualle” per indicare, in dialetto, questo frutto. L’arancia di Pagani si caratterizza per un buccia tendente all’ocra e un sapore molto intenso.

Continuando il giro nel nostro frutteto, è impossibile non notare la massiccia presenza di infinite varietà di mele. Tra le più importanti, in Campania, figura la mela “capodiciuccio”, tipica di Avellino e Salerno e chiamata così perché molto grande, con la buccia tendente al giallo. Abbiamo poi la mela chianella, tipica dell’Irpinia, dal sapore dolce e aromatico, e la mela limoncella, di forma irregolare, con la buccia gialla tendente al verde e la polpa bianchissima e dolce che viene utilizzata per la produzione del sidro.

Un altro frutto tipico di questo mese, coltivato tra Salerno e Napoli, è il kaki vaniglia. Si tratta di una varietà di antichissima coltivazione in Campania, e di un frutto di forma leggermente appiattita, dalla buccia arancio-rossastra e dalla polpa molto succosa e color bronzo scuro.

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Concludiamo il nostro tour nel frutteto invernale con un prodotto molto amato in Campania, la pera. Nella nostra terra è diffusa la pera del Rosario, tipica dell’Irpinia, dal colore verde scuro e dal sapore acidulo e la pera lardara, detta anche “pera dell’acqua”, tipicamente proveniente dal Comune di Monte San Giacomo (SA), dal colore giallo oro e dalla crescita sorprendentemente vigorosa e spontanea. Quest’ultima genera anche una delle pochissime ricette agrodolci napoletane: viene infatti utilizzata spesso in insalate, accompagnate da alici salate, olive nere e peperoni arrostiti.

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Fuori fa freddo e il nostro giro è concluso: direi che siamo pronti per accomodarci a tavola e gustare i prodotti di gennaio!

Beatrice Morra

 

Appassionata di letteratura, arte e folklore, studia Lettere Moderne all’Università Federico II di Napoli. Innamorata senza speranza della sua terra, prende parte ad ogni progetto che possa valorizzarla.

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