Il Napoletano, il dialetto, una lingua che andrebbe rivalutata, diffusa, difesa. La lettera dell’Accademia Napoletana all’Unesco.

In occasione della Giornata internazionale della Lingua Materna, 21 Febbraio, l’Accademia Napoletana, che da anni si occupa di valorizzare il corretto utilizzo della lingua napoletana, ha inviato all’UNESCO una lettera relativa alla situazione di rischio patita dal Napoletano, lingua materna di tanti Napoletani e campani in Italia e nel mondo.

La Giornata Internazionale della Lingua Materna è stata riconosciuta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con Risoluzione approvata il 16 maggio 2007 e sancisce che la diversità linguistica è un elemento importante della diversità culturale e che occorre quindi promuovere il rispetto, la protezione di tutte le lingue, in particolare, le lingue a rischio d’estinzione, la diversità linguistica ed il multilinguismo.

L’Unesco non a caso dichiara che il patrimonio linguistico di Napoli è fortemente a rischio, sancendo che la Lingua Napoletana è appunto “vulnerable” perché non protetta né giuridicamente né didatticamente. In sostanza perdendosi la lingua napoletana si dissolve anche tutta una serie di tradizioni, eccellenze culturali, materiali ed immateriali (dal teatro, al cinema, passando per la canzone e la tradizione enogastronomica) sviluppatasi, celebrate internazionalmente ed attraverso questa lingua, trasmesse. La lingua Napoletana è infatti anche il mezzo di trasmissione per le nuove generazioni del patrimonio culturale, materiale ed immateriale, della città di Parthenope.

Infatti L’UNESCO ci ricorda che “le lingue sono gli strumenti più potenti per preservare e sviluppare il nostro patrimonio tangibile e intangibile” e che l’istruzione e l’informazione nella lingua materna sono essenziali per migliorare l’apprendimento e la capacità di apprendere altre lingue, sviluppare la fiducia e l’autostima, che sono alcuni dei principali motori dello sviluppo.

Sulla scorta anche del recente riconoscimento dell’arte del pizzaiuolo napoletano come patrimonio culturale immateriale dell’Umanità, con cui appropriatamente si esalta un’arte napoletana espressa in una parola napoletana, connessa alle tradizioni napoletane legate a questo termine, a Napoli ed indissolubili da Napoli, l’Accademia ha evidenziato la situazione di degrado a cui è sottoposto invece questo patrimonio linguistico in Italia (e chi lo parla). In primis, il fatto che in Italia il sistema scolastico non sia interessato alla sua protezione ed insegnamento considerando il napoletano una deformazione o degradazione dell’italiano (il Napoletano non è invece un dialetto dell’italiano!) e poi anche che la rappresentazione fatta dai mass media italiani dell’accento o dei parlanti napoletani (e campani) sia solitamente di tipo negativo e risibile (o meramente folklorica). In tale quadro di cose si presentano e promuovono modelli anche sociali univoci nei cui i parlanti napoletani hanno un’accezione non solo negativa ma addirituttura di successo, se negativa o risibile! La lingua napoletana perde così la sua dolcezza, musicalità e poeticità, diventa altro, muore.

Il tutto si risolve in una degradazione e dispersione di un patrimonio linguistico scritto e plurisecolare, dal Placito di Capua, precedente all’anno Mille all’opera letteraria de lo Cunto de li Cunti di Basile, per citare solo alcuni esempi clamorosi, che invece andrebbe trasmesso ai bambini di lingua materna napoletana. In sostanza si verifica una compressione dei diritti (alla lingua, alla libera espressione, alla protezione e trasmissione del patrimonio culturale ed all’insegnamento delle arti, ecc.) che sono invece protetti dalla Costituzione Italiana e dalle varie carte internazionali e soprattutto in capo al bambino (Dichiarazione dei diritti del Bambino) e che contrastano ogni tipo di discriminazione, culturale, sociale ed appunto linguistica.

La nota, inviata all’Unesco, pertanto, oltre ad illustrare lo stato dell’arte del Napoletano e dei suoi parlanti, ribadisce l’urgenza della sua salvaguardia prima che un tesoro inestimabile di conoscenze, tradizioni, saperi ed eccellenze scompaia per sempre a discapito in primis dei bambini e dei giovani napoletani e campani.

L’Accademia Napoletana prosegue pertanto nella difesa, tutela ed insegnamento della nobile lingua materna napoletana, a Napoli ed all’estero, per i Napoletani di Napoli e del mondo. In cooperazione con altre diversità linguistiche ed in ossequio ai valori sanciti dall’UNESCO e dalle Nazioni Unite.

Massimiliano Verde, napoletano, dottore magistrale in Scienze Politiche, ricercatore storico del patrimonio linguistico e culturale campano.

Consulente in progetti ed eventi culturali, artistici e d’incoming turistico in Italia ed all’estero.

Presidente dell’Accademia Napoletana, per la promozione, diffusione e salvaguardia della Cultura e della Lingua di Napoli.

Con l’Accademia, organismo di studio della sua associazione Notre Napule ‘a Visionaire, ha prodotto il primo corso e certificato di conoscenza di lingua napoletana ai sensi del QCER/CEFR europeo riconosciuto da un’istituzione pubblica (Comune di Napoli), la prima mappa info-turistica dalla doppia odo-toponomastica (III Municipalità di Napoli) e redatto il primo documento pubblico in lingua napoletana del XXI secolo, prodotto poi dall’Assessorato ai Giovani del Comune di Napoli ed ulteriori iniziative (collaborazione per il recupero della Chiesa di Santa Luciella ai Librai, realizzazione di mostre documentarie e fotografiche in lingua napoletana a Napoli, Scafati e Giugliano in Campania) sempre per la protezione del patrimonio linguistico-culturale di Napoli e campano.

Ha ricevuto per il suo progetto sulla lingua napoletana numerosi e prestigiosi apprezzamenti, tra i cui, (oltre al Comune di Napoli), da parte del dott.Mariano Rigillo, Direttore della Scuola di Teatro dello Stabile/Teatro Nazionale di Napoli, del Consiglio Regionale della Campania ed anche dall’estero (Università URCA del Brasile, Centre Culturel Italien di Parigi, Istituto di Studi Valenziani in Spagna, ecc.)

Collabora con enti culturali, artisti ed associazioni in Italia ed all’estero.

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