Una selezione dei più antichi caffè di Napoli, luoghi di cultura e piacere in cui si è fatta la storia

Stando alla testimonianza di alcuni esagerati, la storia di Napoli sarebbe tutta stata scritta ai tavolini dei suoi caffè, che, fitti, iniziarono a coprire i marciapiedi di Via Toledo e del Centro storico.

Il primo caffè italiano nacque a Venezia nel 1640, mentre la capitale del Regno di Napoli dovette aspettare altri cento anni circa; inoltre, in un anonimo diario, custodito presso la Società di Storia Patria e datato 1799-1825, viene citato un tale “Caffè dell’Infrascata”, ritrovo di giovani liberali, che erano soliti riunirsi tra quelle mura.
Scopriamo, dunque, la storia di alcuni dei più antichi caffè partenopei, di cui purtroppo ci resta solo qualche sbiadito ricordo.
Gran Caffè Gambrinus
Il Gambrinus sorge all’angolo tra Via Chiaia e Piazza Trieste e Trento e deve il proprio nome alla figura mitologica del re delle Fiandre, Joannus Primus. Fondato nel 1860 e completamente arredato in stile Liberty, ha ospitato e ospita tutt’oggi illustri personaggi del calibro di Gabriele D’Annunzio, Hernest Hemingway, Oscar Wilde, Jean Paul Sartre, la Principessa Sissi, numerosi presidenti della Repubblica e la cancelliera tedesca Angela Merkel.

Leggi l’articolo recensione sul Caffè Gambrinus

Bottega del Caffè
Nei pressi di Largo Mercatello, campeggiava un locale con una vecchissima insegna: Bottega del Caffè. Il proprietario, Vito Pinto divenne famoso in città per un tipo particolare di gelato, da lui stesso prodotto: il sorbetto. La sua specialità riuscì ad addolcire il palato dei sovrani borbonici, che gli attribuirono il titolo di barone, e del poeta Giacomo Leopardi, che passava spesso a trovarlo insieme ad Antonio Ranieri.
Caffè Trinacria
Altra meta preferita del Leopardi fu il Caffè Trinacria, sorto nel 1810, all’angolo di Via Taverna Penta, di fronte a Via San Giacomo. Il poeta amava consumare un gelato dopo l’altro, nelle sue lussuosissime stanze dalle pareti filettate d’oro e ricoperte di specchi.
Luigi Caflisch & C.
Luigi Caflisch fu quello che oggi si definirebbe self-made-man. Nato in un paesino delle montagne svizzere, ben presto approdò in Italia e decise di aprire una catena di pasticcerie, su tutto il territorio della penisola. La piazza partenopea era però la più remunerativa e Caflisch decise di vendere tutte gli altri negozi, per concentrare la propria attività a Napoli.
Caffè Bisesti
Le notizie sul Caffè Bisesti, nato a Via Firenze al Vasto, sono piuttosto scarse. Da un articolo del 1934 di Adolfo Narciso, pare che fosse frequentato da giovani e commercianti della zona, ma che, una sera il tenore Enrico Caruso avesse incantato, con una serenata, tutti i clienti.

Michele De Rosa è un giovane studente napoletano, attualmente iscritto al secondo anno della facoltà di lettere classiche, presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Nel tempo libero, ama dedicarsi alla lettura di libri inerenti la storia, la cultura e le leggende della città di Napoli, per la quale nutre un amore senza confini

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