Tutto pronto per inondare di festosa allegria le strade dell’Irpinia. Comincia ufficialmente domenica 4 febbraio, uno dei più attesi e coinvolgenti carnevali del Sud Italia: Il Carnevale di Montemarano.

Il Carnevale di Montemarano, in provincia di Avellino, va vissuto. Ci si deve recare in loco e farsi semplicemente travolgere dalla baraonda di colori, animi, maschere e suoni danzanti. L’imperativo è divertirsi, farsi coinvolgere. Lì, si mascherano tutti: dal più piccolo al più anziano e tutti si riuniscono e partecipano alle sfilate per le vie del paese dietro i carri allegorici e si abbandonano alla stordente atmosfera portata dalle note della Tarantella montemaranese.

Parlare del carnevale montemaranese significa parlare di una tradizione secolare che ritorna ogni anno con l’inizio della ricorrenza di Sant’Antonio Abate, 17 gennaio( Santantuono maschera e suoni), e che termina la domenica successiva alle Ceneri con Carnevale morto (quando per il paese viene fatto sfilare un allegorico “corteo funebre” che “piange” la bara aperta del carnevale).

Così, da sempre, in questi giorni di trascinante allegria ci si libera senza inibizioni a ritmo di tarantella, il ballo è il mezzo d’espressione ed aggregazione. Anticamente era il  momento di riscatto dei poveri, che potevano così inscenare una piccola “rivoluzione sociale” e ribellarsi al potere dei signori. Tutto era permesso e i ruoli si sovvertivano. Gli uomini rigorosamente si travestono da donna e gli umili da ricchi.

Sempre simbolicamente, a “guidare” la rivoluzione e quindi i carri e la gente a seguito, c’era e c’è ancora il “Caporaballo”, la maschera storica, letteralmente colui che guida la sfilata e dirige il ballo. La sua autorità è imposta da un bastone, ed anticamente si travestivano da Caporaballo le persone “bastonate” nella vita quotidiana.

I festeggiamenti fungevano anche da rito propiziatorio per allontanare il male e augurare un buon anno agricolo. E qui si tratta soprattutto di un’ottima produzione vinicola.

Il Carnevale di Montemarano è anche tanta offerta di piatti e vini tipici e atmosfere non convenzionali, sorprendenti. Quest’anno tutto legato al tema della “Natura”. Il 2018 porta alla preziosa rappresentazione in maschera irpina anche un riconoscimento a livello europeo. Circa due anni fa il comune di Montemarano aveva aderito al progetto europeo “Carnival Project” volto alla valorizzazione dei carnevali più significativi d’Europa, una rete di manifestazioni culturali più significative promosse dall’Università di Valencia( Spagna), quella Cattolica per il Portogallo e la Federico II per l’Italia. Quindi con la decisione n 2017/864 del Parlamento Europeo e del consiglio dell’Unione Europea, il Carnevale di Montemarano è stato considerato patrimonio culturale europeo per l’anno 2018. E l’evento è stato autorizzato ad usare l’apposito logo e la secolare tradizione irpina verrà promossa a livello internazionale su un apposito sito dedicato: EICHY. #carnevaledimontemarano #EuropaForCulture.

Altra novità di questo carnevale è l’attivazione di una tratta ferroviaria che dalla Puglia e Basilicata porterà i visitatori nel cuore della festa. L’iniziativa è stata promossa dalla Fondazione Fs, Comune di Montemarano e Alleanza Mobilità Dolce. Su una locomotiva diesel di fine anni ’60 i turisti potranno riscoprire la bellezza dei borghi e delle tradizioni incontrati durante il percorso al ritmo lento del treno Touring. Nei giorni di Carnevale sarà inoltre possibile visitare il Museo Civico Etno Musicale ” A.Coscia e C. Coscia” grazie alla disponibilità dell’associazione “Hyrpus Doctus” e del “Museo dei Prati sacri e cattedrale” grazie alla disponibilità della congregazione S. Maria Assunta.

A Montemarano mancano pochi giorni all’esplosione della festa non resta che farsi contagiare dall’allegra atmosfera della tarantella e ballare sui brutti pensieri della vita quotidiana che per un giorno possono essere dimenticati grazie al Carnevale.

 

Zaira Varallo, irpina DOC, ha conseguito la maturità scientifica per poi studiare Psicologia e diventare educatore. Scrivere è da sempre il suo ossigeno. Si interessa attivamente di poesia, cinema, arte; ha scritto diversi articoli giornalistici, pubblicati su “il Cassanese” e sul “Quotidiano del Sud” ( Edizione Irpinia). Alcune sue poesie sono state raccolte nella collana “Impronte” e nell’ antologia “Il Federiciano”. Nel Dicembre 2014 e in quello 2016 é stata premiata al Campidoglio, in Roma, II classificata nel Concorso Internazionale d’ Arte e Cultura dell’ Accademia G.G. Belli , nella sezione articolo giornalistico. Nel giugno successivo è stata premiata con menzione di merito al concorso internazionale di poesia Madre Claudia Russo. Importante esperienza è stata intervistare l’ attrice hollywoodiana Maria Elena Bello . Lo scorso agosto, si è classificata terza nel Premio letterario “ versi sotto gli irmici” a Piaggine ( SA); poi un’altra menzione d’ onore nel premio letterario “ Ex allievi di Don Orione” ( Macerata) ed a Ottobre risulta tra i finalisti in “emozioni di carta in bianco e nero”, Poggio Imperiale ( Foggia). Il 2017 si apre con una menzione d’ onore nel premio letterario “ Il Canto delle Muse” , Bellizzi (SA). Naturalista convinta. Con la penna riporta sul foglio tutte le sfumature dell’ essere che nella vita s’incontrano.

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