Al Museo Archeologico di Napoli l’inaugurazione della testa di Cavallo Carafa di Donatello, opera di David Diavù Vecchiato

È stata inaugurata la testa di Cavallo Carafa di Donatello dipinta sulla scalinata laterale del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, in concomitanza del Festival “Muse al Museo“: dal 20 al 26 aprile, infatti, ricchi sono gli appuntamenti che si terranno presso il Museo in occasione del Fesyval, che con quest’anno giunge alla sua quarta edizione.

David Diavù Vecchiato, autore dell’opera, ha voluto così rendere omaggio a Napoli perché, a detta sua, questa città è libera e indomabile proprio come un cavallo, che ha cercato riprodurre in maniera originale sullo scalone del Museo.

Nato a Roma, napoletano di adozione, Vecchiato ha disegnato, dipinto, curato mostre, composto musica, e realizzato fumetti. Affacciatosi sulla scena editoriale ed artistica agli inizi degli anni ’90, nel 2001 e nel 2005 ho curato la direzione artistica di due settimanali di satira: Il Cuore e Par Condicio. Ha realizzato varie copertine e illustrazioni per dischi e libri (tra cui 2 best-seller di Giobbe Covatta e il recente disco di Luca Sapio Who Knows). Scrive di Arte Contemporanea e Fumetto. Ha pubblicato articoli, illustrazioni, strisce e fumetti su La Repubblica, Il Fatto Quotidiano, La Repubblica XL, Musica di Repubblica, Frigidaire, Blue, Il Cuore, Alias, Linus, Rockstar, Rumore e su altre numerose pubblicazioni.

Divide con Matteo Maffucci la rubrica Ri-Fatto su il Fatto Quotidiano, cura la serie di documentari sulla Street Art Muro per Sky Arte e insegna all’Istituto Europeo di Design di Roma dal 2001, con il corso “Fenomenologia delle Arti Contemporane”.

“Aequus Phartenopensis”, titolo dell’opera napoletana, è stata realizzata in soli quattro giorni con pittura al quarzo removibile, in totale rispetto della scalinata monumentale. Per riuscirci l’artista ha colorato solo l’alzata dei gradini, lasciandone la battuta assolutamente calpestabile.

Si crea così un gioco di prospettive per il quale, se ci si mette a guardare la scala da un lato, l’imponente “Testa di Cavallo” non si vede, spostandosi un po’ più in là, invece, compare come per magia in tutta la sua bellezza.

Sarà parte integrante della collezione del Museo solo in via temporanea ma anticipa ciò che il visitatore vedrà all’interno, eliminando il divario dentro/fuori il Museo.

Con l’inaugurazione dell’opera di Diavù si è aperto il Festival Muse al Museo, così come ha spiegato Paolo Giulierini, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Il Festival Mann/ Muse al Museo è il primo Festival internazionale che si svolge in un Museo e che tocca tutte le arti contemporanee: Letteratura, musica, teatro, danza, scienze, arte, cinema, fumetti e nuove tecnologie con oltre 50 ospiti da tutto il mondo. Dalla mattina a notte fonda il Museo si illumina di cultura offrendo ai visitatori grandi emozioni e grandi nomi, da Ray Wilson a Niccolò Fabi, da Ferzan Ozpetek a Giorgio Pasotti, fino al 26 aprile.

Classe 1986, Francesca Andreoli si laurea in giurisprudenza con una tesi in diritto islamico. Proprio all’università scopre la passione per la scrittura e il giornalismo e inizia questa avventura, vantando un periodo di formazione presso la radio della Federico II, specializzandosi nella stesura di format radiofonici. Ama gli spettacoli folkloristici che la sua terra ha da offrire, anche perché si diletta a ballare pizziche e tammurriate durante gli eventi di cui poi solitamente scrive.

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