Ville borboniche: testimonianza di un glorioso passato! Ecco il Miglio d’oro.

Non tutti forse sanno che, attraversando l’antica strada regia delle Calabrie (l’attuale SS 18 Tirrena inferiore), è possibile ammirare delle antiche ville borboniche, in stile barocco e rococò, che costituiscono la straordinaria testimonianza di un glorioso passato, ormai scomparso: il Miglio d’oro.
Nel 1735, Carlo di Borbone, recatosi nella zona costiera vesuviana, in visita ad Emanuele Maurizio di Lorena, duca di Elboeuf, rimase a tal punto incantato dalla villa in cui era stato ricevuto, che decise di costruire, proprio lì, una sua personale residenza: fu così che iniziarono i lavori di costruzione della Reggia di Portici (1738 – 1742).
Facendosi emuli del sovrano, molti nobili campani si trasferirono in quell’aria dalle amene caratteristiche ed, in particolare, nel tratto di strada che va, dal quarto miglio, nei pressi di Villa de bisogno di Casaluce (Ercolano), fino a Palazzo Vallelonga (Torre del Greco).
Oggi, si tende erroneamente a definire Miglio d’Oro, anche una piccola fetta di territorio, collocata nei comuni di San Giorgio a Cremano e Portici e nei quartieri napoletani di Barra e San Giovanni a Teduccio. Ad ogni modo, indipendentemente dall’estensione e dalla precisa collocazione geografica, la Fondazione Ente per le Ville Vesuviane conta ben 121 edifici del XVIII secolo, che gli eredi delle antiche famiglie aristocratiche non sono stati in grado di conservare in maniera adeguata.

Ecco alcune tra le ville più suggestive, che vale sicuramente la pena visitare:

Reggia di Portici (1738 – 1742): in stile barocco, la villa fu costruita prima della reggia di Caserta e fu arredata, in epoca successiva, da Gioacchino Murat. Essa dispone di un affascinante giardino all’inglese e di un anfiteatro; attualmente, ospita la sede della Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”.

Villa d’Elboeuf (1711): Situato nel comune di Portici, nei pressi del molo Granatello, l’edificio si estende su una superficie di 4.000 metri quadri ed è la prima, in ordine cronologico, delle 121 ville vesuviane.

Villa Mennella: la storica residenza si erge imponente su Via Nazionale 283, a Torre del Greco. Abbellita con decorazioni in stile neoclassico, gode di un piacevole giardino all’italiana e funge ora da abitazione privata.

Villa delle Ginestre: situata nella frazione “Leopardi” del comune di Torre del Greco, l’edificio fu eretto dal Teologo napoletano Giuseppe Simioli, che vi ospitò le illustri personalità di Bernardo Tanucci e Luigi Vanvitelli. Nel 1836, Antonio Ranieri, cognato dell’allora proprietario Giuseppe Ferrigni, vi accolse l’amico Giacomo Leopardi. L’illustre poeta vi dimorò fino a poco prima della morte (1837) e ivi compose i Pensieri, Il tramonto della luna e La ginestra. Restaurata con l’aiuto del Centro Studi Leopardiani, ospita eventi culturali, come il Premio leopardiano La Ginestra.

Michele De Rosa è un giovane studente napoletano, attualmente iscritto al secondo anno della facoltà di lettere classiche, presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Nel tempo libero, ama dedicarsi alla lettura di libri inerenti la storia, la cultura e le leggende della città di Napoli, per la quale nutre un amore senza confini

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