Il 2 Agosto si inaugura anche quest’anno tra i vicoli di Somma Vesuviana la Festa delle Lucerne: il Casamale accesibile

La “Festa delle Lucerne” è una delle ricorrenze con cadenza quadrimestrale che dall’XI secolo anima i vicoli di Somma Vesuviana. Il Casamale, teatro della festa, è il caratteristico borgo arroccato, posto ai piedi del Vesuvio.

Una vera e propria roccaforte di cui si ha testimonianza a partire dal 1350, anno in cui le invasioni ungheresi, in marcia verso Napoli, saccheggiarono il Casamale. Nel 1467 Ferrante D’Aragona fece rafforzare il borgo con un’imponente cinta muraria, di cui ancora oggi è visibile il circuito originario.

Lungo le mura si aprono quattro porte che danno accesso all’interno del paese arroccato:

  • porta Terra
  • porta Piccioli
  • porta Castello
  • porta Formosi

Nei pressi di porta Castello, sorge un monumentale castello, fatto edificare nel V secolo dal Re Alfonso D’Aragona come residenza per la sua giovane amante Lucrezia D’Alagno e, successivamente, divenuto sede di vari nobili famiglie, tra cui quella de Curtis, cui apparteneva il principe della risata.

Il Casamale, dunque, è pervaso da un alone di storia e magia. Questa immagine onirica di un borgo che conserva ancora il suo impianto medievale, fatto di viuzze strette e archi, abbellite da imponenti portali e basamenti di piperno, è ancor più evidente durante i giorni dell’antichissima Festa delle Lucerne.

Per tale motivo, oltre ad avere origini sommesi, che ho deciso di affrontare un tema caro non solo a me, ma a tutto il mio paese. È la tradizione che, più forte dello scorrere del tempo, si perpetua anno dopo anno rafforzandosi e coinvolgendo visitatori provenienti da tutta Italia. Una festa che non coinvolge solo i paesi del vesuviano, ma attira gli sguardi incuriositi di quanti attendono gli anni dei mondiali di calcio per prendere parte alla manifestazione folkloristica.

Per onorare una festa degna di nota ho previsto di realizzare un prodotto mediale come lavoro di fine corso. L’idea è quella di ricostruire l’intero percorso dell’evento, dalle sue origini fino ai nostri giorni. Fondamentale, è mettere in evidenza il modo in cui la stessa festa è cambiata nel corso del tempo, definendone in modo dettagliato i punti di forza che hanno spinto il borgo ad essere conosciuto dai più. Il lavoro multimediale sarà incentrato sulla realizzazione di un video in cui compariranno foto storiche e moderne dei vicoli addobbati durante la festa, cui faranno da sfondo i canti popolari di Castello.

Tra gli organizzatori della festa, l’Arci locale, “Associazione Festa delle Lucerne”.

Importante è capire non soltanto con esattezza la storia della forte simbologia, mista tra sacro e profano, che si cela dietro forme geometriche e fantocci in paglia, ma anche l’intera organizzazione che consente lo snodarsi della festa tra i vicoli del borgo. Tutto ciò che non si vede, i mesi di lavoro che precedono la festa, gli abitanti del Casamale che per pura passione e devozione mettono a disposizione il proprio tempo per un’organizzazione ottimale, è l’altra faccia della medaglia.

Niente musica riprodotta da radio, ma canti popolari accompagnati da balli folkloristici dal vivo animano quelle sere d’agosto. Persino le luci elettriche vengono spente; il Casamale sprofonda nel buio, dal quale spuntano fioche le fiammelle delle lucerne, donando alla vista dei visitatori uno scenario singolare.

Inoltre, in questa nuova edizione il Casamale diventa accessibile e infatti, vista la complicata conformazione del centro storico, l’inaugurazione è prevista per il giorno 2 agosto, per garantire l’accesso a persone con mobilità ridotta, bambini delle scuole materne d elementari. Alcuni vicoli e alcune postazioni artistiche, saranno rese fruibili a persone alle quali generalmente l’accesso è maggiormente ostacolato, a causa dell’elevata affluenza di visitatori. Per l’occasione, è prevista la presenza di personale specializzato in funzione di guida e assistenza.

Ottenuta la laurea in Conservazione dei Beni Culturali all’Università degli Studi di Napoli Suor Orsola Benincasa, ha conseguito un master in Catalogazione dei Beni Archivistici e Librari presso la Pontificia Facoltà Teologica. In qualità di archivista e bibliotecario ha collaborato con la Biblioteca della provincia di Napoli, l’Archivio Storico del comune di Ottati nel Cilento e la Biblioteca della Nonviolenza di Roma. Ha inoltre svolto incarichi indirizzati alla catalogazione delle opere d’arte presso la Chiesa di San Domenico di Guzman di Acquamela, l’Exultet e la Chiesa della Madonna del Carmelo di Salerno.
In occasione del premio Salimbeni per la Storia e la critica d’arte ha presentato il saggio Le catacombe dedicate a Santa Agnese nell’antico casale di Saba. Capolavoro nascosto e qualche confronto; mentre sulla Treccani Multimediale ha pubblicato la biografia di Angelo Michele Ricciardi (artista del Settecento salernitano) .

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