Le origini della leggenda della Befana, una storia nata dal paganesimo fatta propria dalla religione cristiana.

Per la tradizione cristiana l’Epifania (dal greco epifaino: “manifestazione”) è la festa che ricorda la visita dei Magi a Gesù Bambino, la notte tra il 5 e il 6 gennaio. I tre anziani sacerdoti, esperti di scienza e teologia, guidati da una stella cometa, portarono oro, incenso e mirra al piccolo neonato.

Ma allora da dove nasce la figura della Befana, che porta dolci a tutti i bambini? Sulla strada di Betlemme, i Re Magi decisero di sostare presso una casa per chiedere informazioni: la donna anziana che vi abitava non seppe dare indicazioni precise e, quando le fu chiesto se volesse portare un regalo al Salvatore, lei si rifiutò. Pentitasi della sua scelta, decise di mettersi in cammino, ma non avendo trovato la capanna con la mangiatoia, fermò ogni bambino in cui si imbatteva, per dargli un regalo nella speranza che fosse Gesù. E così, ogni anno la sera dell’Epifania, lei si mette alla ricerca di Gesù e si ferma in ogni casa dove c’è un bambino per lasciare un regalo o del carbone, se si è comportato male.

Secondo alcuni, tuttavia, l’origine di questo curioso personaggio sarebbe legata alle antiche credenze pagane, che la collegherebbero all’immagine di Madre Natura e alla rinascita. Da qui deriverebbe l’aspetto anziano della Befana, che rappresenterebbe l’anno vecchio nell’atto di lasciare il posto a quello nuovo: non a caso, in alcune zone d’Italia, c’è l’usanza di bruciare un vecchio fantoccio, per salutare l’anno appena trascorso.

Michele De Rosa è un giovane studente napoletano, attualmente iscritto al secondo anno della facoltà di lettere classiche, presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Nel tempo libero, ama dedicarsi alla lettura di libri inerenti la storia, la cultura e le leggende della città di Napoli, per la quale nutre un amore senza confini

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