La nostra famiglia: centro riabilitativo nel cuore della Costiera amalfitana

Esiste un luogo a Cava de’ Tirreni dove è possibile ascoltare il canto degli uccelli che si rincorrono fra i rami, e lasciarsi inebriare dalla loro melodia, mentre gli occhi si tingono dei colori della natura e nell’animo esplode una dolce sensazione di pace. È un’oasi, quasi un piccolo regno incantato, che si trova a pochi metri dal centro cittadino, ma in alto, in una zona collinare, abbastanza in alto da sembrare sospeso tra cielo e mare, a metà tra le nuvole e gli alberi, lontano dal frastuono delle strade, dai colori sgargianti dei negozi, dalle luci dei semafori, lontano dal caos della città, più vicino all’armonia serena della natura.

Questo luogo è La Nostra Famiglia, un centro riabilitativo che rappresenta una vera eccellenza in Campania, nel campo della cura di bambini e ragazzi in età evolutiva. Il centro, inaugurato nel 1976, è ospitato all’interno di una struttura in stile patrizio, Villa Ricciardi, circondata da un parco mediterraneo secolare dotato di aree ludiche e zone per il parcheggio.

La Nostra Famiglia si occupa non solo di prevenzione, diagnosi, riabilitazione neuromotoria e neuro-psichica, ma anche dell’inserimento sociale e scolastico dei bambini. Particolare attenzione è rivolta alle paralisi cerebrali infantili, ai ritardi intellettivi, ai disturbi comportamentali ed emozionali e alle patologie genetiche e malformative. I bambini sono presi in cura attraverso un itinerario riabilitativo personalizzato, in cui la famiglia svolge un ruolo di fondamentale protagonismo.  La missione della Nostra famiglia, infatti, è quella di farsi carico non solo della disabilità in quanto tale, ma anche della sofferenza personale e familiare che l’accompagna.

Il centro di Cava eroga trattamenti riabilitativi diurni ed è accreditato con la regione Campania tramite l’A.S.L. Salerno 1. In un anno sono circa 20 000 le prestazioni ambulatoriali e 270 i bambini assistiti.

Ciò che contraddistingue La Nostra Famiglia da tutti gli altri centri riabilitativi è la motivazione caritativa e di solidarietà sociale che ispira l’operato di tutti i collaboratori, seguendo l’esempio del fondatore, il beato don Luigi Monza, il quale aveva sostenuto la necessità di porre scienza e tecnica al servizio della carità. Carità intesa nel senso più profondo del termine, quello di un Amore incondizionato e senza misura, che ci spinge a dimenticare noi stessi per fare del bene agli altri, quell’amore puro, autentico, in cui risiede la fonte della gioia.  Entrando nel centro, la prima cosa da cui si viene rapiti sono i sorrisi luminosi dei bambini. La seconda, i loro occhi, occhi che ti parlano, ti interrogano, ti scrutano, all’inizio forse con un po’ di diffidenza, poi, pian piano, con fiducia. L’impressione che si prova, già dopo pochi istanti, è quella di trovarsi realmente in un’unica, grande famiglia, in cui ognuno cerca di prendersi cura dell’altro, con amore, dedizione, sacrificio, mettendo a disposizione le proprie capacità. Più che un centro riabilitativo, La Nostra Famiglia è una grande casa, una casa in cui ciascuno è accolto, protetto, accettato, amato, per ciò che è. Una casa in cui l’ornamento più bello che si possa indossare è un sorriso, e il dono più prezioso che si possa ricevere e donare è un abbraccio.

La Nostra Famiglia è uno di quei luoghi che segnano per sempre l’anima di chi vi mette piede. È impossibile tornare a casa uguali a come si era partiti, come quando si fa un viaggio, tutte le persone incontrate, i luoghi visitati, gli sguardi che abbiamo incrociato, le mani che abbiamo stretto, tutto questo resterà per sempre dentro di noi. Facendo un periodo di volontariato presso il centro La Nostra Famiglia, si può imparare veramente molto da questi bambini che noi definiamo, spesso con troppa leggerezza “disabili”, senza renderci conto che, in realtà, la maggior parte delle volte i veri dis-abili siamo noi. Disabili perché incapaci di accostarci all’altro senza giudicarlo a priori, incapaci di accogliere le voci che ci chiedono aiuto, incapaci di abbandonarci con fiducia ai nostri sentimenti e di amare fino in fondo, senza chiedere nulla in cambio, senza cercare di cambiare l’altra persona. Disabili perché non riusciamo ad essere semplicemente noi stessi, senza maschere, senza finzioni, e questo infelici.

La più grande soddisfazione nella vita, diceva Hugo, è essere amati per ciò che si è, o meglio, nonostante ciò che si è. Forse è proprio questo l’insegnamento più grande che loro possono offrirci: la vera libertà consiste nell’avere il coraggio di essere se stessi. Soltanto così, forse riusciremo a sentirci veramente felici, di quella felicità che brilla nei loro occhi e che abbaglia chiunque entri nel centro La Nostra Famiglia.

 

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