Un simpatico decalogo per trascorre meglio la festa del papà

Il 19 marzo è la festa del papà, ed è pure San Giuseppe, e come da tradizione questo giorno non può essere festeggiato se non lo si accompagna con un dolce: la zeppola di San Giuseppe. Terre di Campania vi augura una buona festa del papà e lo fa con questo simpatico decalogo sulla zeppola che racconta in modo assolutamente sfacciato gli arcani misteri e le usanze intorno al dolce tipico di questo giorno.

1) La Cerasella: La cerasella è il capezzolo della zeppola, va succhiato, leccato ingoiato, mangiato subito oppure conservato, insomma deve essere strafocata e invece ci sono persone che, insomma non bisogna offenderle anche se meriterebbero, non la mangiano. Avete capito bene, questi esseri immondi la buttano. Un minuto di silenzio per loro.

2) I raccoglitori di ceraselle: sono i buoni, i puri di cuore che non possono accettare la morte della cerasellla. Loro le raccolgono le mangiano in questi due modi: una dietro l’altra oppure le adagiano tutte sulla propria zeppola, riempiono anche la parte senza crema e mangiano, mangiano e mangiano.

3) La dieta:  Chi fa la dieta (lo so è una cosa brutta da dire, io sto sudando freddo mentre scrivo) non può accostarsi alla sacra zeppola perché la profana dicendo eresie: “Fa ingrassare”, “Hai mangiato tanto ora mangi anche questa?”, “Se dovevo mangiare la zeppola il primo non dovevo proprio toccarlo”. Ricorda tu eretico che Dio l’ottavo giorno creò la zeppola. Che poi no, poiché non si può rinunciare, alla fine dite sempre la stessa cosa: “Vabbè dai, solo un pezzettino, però quella fatta a forno no fritta”. Ma andate a fanc…

4) Quelli che dicono: “non la voglio”: sono i cugini scemi di quelli che stanno a dieta. Non si sa il motivo per cui dicono di non volerla e poi mangiano la zeppola pure con tutta la carta attorno. Realmente è sconosciuto il loro primo rifiuto, facciamo una cosa appena dicono di no, non dobbiamo insistere, va bene così la mangiamo noi.

5) L’alternativo: è un essere nato di recente. Per carità non si mettono in dubbio le sue doti morali però dai, dai ma che miseria. La zeppola alla cioccolata non si può sentire, sì lo so è buona però no. A san Giuseppe no, la mangi domani così.

6) L’artista: Siamo noi tutti. L’artista mangia la zeppola partendo prima dai bordi, mangia la cerasella e poi la parte centrale piena di crema. Il vero artista lo fa ovunque, a casa sua, in quella degli amici, al bar, alla cerimonia più lussuosa. Con la zeppola ti devi inzevare, devi avere le dita azzeccate dopo. Sempre.

7) I pidocchiosi: sono quelli che comprano la piccola pasticceria e noi dobbiamo mangiare quelle piccole zeppole. Forse non hanno capito che noi le zeppole piccole le mangiamo per antipasto prima di quella grande. Non siate pidocchiosi comprate quelle grandi, la dimensione fa la differenza!

8) Gli scrocconi: anche loro possono essere definiti artisti, il 19 marzo sono capaci di andare a casa di tutti i loro amici per scoccarne una. Sono capaci di fare qualsiasi cosa pur di farsela offrire.

9) O’ puorc : sono io. Il porco la zeppola la mangia senza ritegno, non si cura del posto e della gente che gli sta attorno, lui mangia come se non ci fosse un domani. Quando l’ha finita come minimo dopo ne vuole altre cinque. È ‘nu puorc.

10) La verità: la zeppola è buona e non fa niente come la mangiate, con chi la mangiate e se la scroccate. L’importante è mangiarla. Buona zeppola a tutti voi

Laureato in Storia con una tesi in antropologia culturale. Ama la sua città e tutte le sue tradizioni credendo fortemente nella forza civica di ogni tipo di particolarità, la scrittura è il suo modo migliore per esprimersi. Attualmente laureando in scienze storiche.

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