Napoli e Valencia un legame solido fatto di lingua, cultura, tradizioni e storia. Un passato e un presente glorioso che unisce due città distanti.

Napoli e Valencia sono unite da secoli almeno dall’epoca di Alfonso il Magnanimo, quando facevano parte del medesimo regno e quando il Napoletano fu ufficializzato da Alfonso come lingua.

Alla corte napoletana di Alfonso si affollavano infatti uomini di stato, mercanti, letterati ed artisti valenziani che contribuirono a far di Napoli la più eclettica, ispiratrice ed innovativa, capitale del Rinascimento italiano e così non sarebbe che potuto essere per una città che già a quell’epoca aveva più di mille anni di testimonianze storiche e di civiltà alle spalle.

Napoli e Valenzia quindi erano unite per cultura, affari, commerci e attività politica ed in particolare Napoli fu (come sempre) da ispirazione, anche ai più grandi letterati valenziani: non a caso la più grande opera della letteratura valenziana “Tirant lo Blanc” è colorata di ambienti, sensazioni, situazioni della corte napoletana del tempo. La stessa opera ispirò secoli dopo un altro grande “monumento” di Spagna, M.Cervantes per il suo Don Chisciotte.

Oggi giorno quel legame tra Valenzia e Napoli si è rinsaldato ulteriormente con una collaborazione internazionale tra l’Accademia Napoletana, per la lingua e la cultura di Napoli e l’Institut d’Estudis Valencians (Istituto di Studi Valenziani). Si tratta di un progetto voluto da Massimiliano Verde, presidente dell’Accademia, per la difesa in comune della cultura e della lingua napoletana e valenziana nei rispettivi paesi ed appunto internazionalmente.

Infatti anche la lingua valenziana soffre di molti problemi che non sono dissimili da quelli patiti in Italia dal nostro amatissimo Napoletano.

Massimiliano Verde quindi ha cominciato un lavoro di pubblicazione in lingua napoletana  (non di mera traduzione) di articoli e documenti che riguardano la storia e le tradizioni in comune delle due città, come ad esempio circa la figura amatissima alla Sanità di Napoli, del valenziano San Vincenzo Ferrer.

 

Questi documenti sono poi redatti in lingua valenziana dall’Istituto: sono in programma poi ulteriori iniziative congiunte, incontri, mostre, conferenze, ecc. La notizia è anche sui magazine spagnoli: Cultura Valenciana ha intervistato recentemente Verde sul tema che ha citato anche la sua collaborazione con Terre di Campania.

Molto importante per la nostra lingua napoletana è stato infatti il riconoscimento formale da parte dell’Istituto di Studi Valenziani del lavoro (e del metodo) di Massimiliano Verde per l’insegnamento del Napoletano che si aggiunge a quello del Comune di Napoli e di altre istituzioni anche estere come l’Universidade Regional do Cariri, del Brasile.

Insomma, l’Accademia Napoletana si pone come ponte tra le due importanti realtà, Napoli e Valenzia, al fine di promuovere internazionalmente non solo la lingua ma anche interessi culturali e sinergie produttive per la nostra amata Napoli ed ancor più, per tutto il territorio della regione Campania.

Massimiliano Verde, napoletano, dottore magistrale in Scienze Politiche, ricercatore storico del patrimonio linguistico e culturale campano.

Consulente in progetti ed eventi culturali, artistici e d’incoming turistico in Italia ed all’estero.

Presidente dell’Accademia Napoletana, per la promozione, diffusione e salvaguardia della Cultura e della Lingua di Napoli.

Con l’Accademia, organismo di studio della sua associazione Notre Napule ‘a Visionaire, ha prodotto il primo corso e certificato di conoscenza di lingua napoletana ai sensi del QCER/CEFR europeo riconosciuto da un’istituzione pubblica (Comune di Napoli), la prima mappa info-turistica dalla doppia odo-toponomastica (III Municipalità di Napoli) e redatto il primo documento pubblico in lingua napoletana del XXI secolo, prodotto poi dall’Assessorato ai Giovani del Comune di Napoli ed ulteriori iniziative (collaborazione per il recupero della Chiesa di Santa Luciella ai Librai, realizzazione di mostre documentarie e fotografiche in lingua napoletana a Napoli, Scafati e Giugliano in Campania) sempre per la protezione del patrimonio linguistico-culturale di Napoli e campano.

Ha ricevuto per il suo progetto sulla lingua napoletana numerosi e prestigiosi apprezzamenti, tra i cui, (oltre al Comune di Napoli), da parte del dott.Mariano Rigillo, Direttore della Scuola di Teatro dello Stabile/Teatro Nazionale di Napoli, del Consiglio Regionale della Campania ed anche dall’estero (Università URCA del Brasile, Centre Culturel Italien di Parigi, Istituto di Studi Valenziani in Spagna, ecc.)

Collabora con enti culturali, artisti ed associazioni in Italia ed all’estero.

Commenta