Benevento, famosa per essere stata patria di streghe e stregoni, non è l’unico luogo magico della Campania.

Le janare, termine dialettale che indica donne diaboliche dotate di poteri soprannaturali, hanno effettuato i loro incantesimi anche in altri paesini sparsi nel Sannio.

Tra questi, il più noto è il borgo di San Lupo, attorno al quale aleggia un arcano mistero.

Lungo la strada che collega la piccola cittadina di ottocento abitanti con il limitrofo comune di Guardia Sanframondi, un ruscello, una rupe e un ponte rappresentano da sempre l’ambientazione di una nota leggenda ricordata da tutti gli abitanti del posto.

Tanto tempo, fa un marito ed una moglie adottarono una bambina  nata dall’unione amorosa tra un diavolo e una strega. Divenuta una ragazzina, ella faceva la pastorella nel bosco. Un giorno, durante uno dei suoi bagni nell’acqua fresca di un ruscello, attirò l’attenzione di un nobiluomo che arrivava da Limata (antica città del posto oggi scomparsa). L’infinita bellezza della ragazza infatuò l’uomo che la desiderava con ardore. Ma lei, che non ricambiava la stessa passione, lo rifiutò con forza. Una rabbia incontenibile si scatenò nell’animo del nobile che, per vendicarsi, andò raccontando nel paese di aver visto quella ragazza praticare arti magiche e azioni peccaminose col diavolo.

La gente s’impressionò, si spaventò e infine, venne presa una terribile decisione: affogare la giovane donna nell’acqua mentre pascolava vicino al torrente. Così accadde e mentre il corpo morto della donna veniva gettato nel ruscello,  si formò un vortice che risucchiò velocemente la povera pastorella giù in profondità.

Da quel giorno, tutti quanti iniziarono a raccontare che ogni tanto il fantasma della ragazza compariva sopra la roccia del ponte e poi si dissolveva. Un nipote di quel nobile di Limata, sentì questa storia e volle accertarsi e scoprire la verità. Il giovane si nascose dietro un masso e dinanzi i suoi occhi comparve quel fiore di bellezza. S’innamorò subito e mentre cercava di toccare la ragazza, cadde nel fiume e non fu più trovato.

Si narra che parecchie persone scomparivano in quel fosso, incantate dal fascino impalpabile della giovane janàra

E proprio a  tale storia popolare si è  ispirato  il film horror Janara di  Roberto Bontà Polito, prodotto da VargoFilm, uscito sul grande schermo nel 2014. La trama riprende la leggenda apportando variazioni alla versione tradizionale, mettendo in luce un tipico collegamento tra i malefici delle janare e i bambini, vittime predilette delle streghe secondo la tradizione.

Come arrivare

In auto
A 50 Km dall’A1, uscita Caianello, percorrendo la superstrada Caianello-Telese-Benevento per poi uscire a Paupisi.

In treno 
Le stazioni più vicine sono situate a Benevento e  Telese Terme

In aereo
Aeroporto di Capodichino a Napoli

Nasce a Benevento nel 1984. Dopo aver frequentato il liceo scientifico a Guardia Sanframondi, paese di residenza, frequenta l’Università degli Studi di Salerno laureandosi in Lettere e Filologia Moderna. Vive l’esperienza dell’insegnamento a Reggio Emilia e Benevento e s’innamora di lavagne, banchi e temi scritti da studenti pieni di idee e confusione. Nel 2010 il suo sguardo incrocia quello del giornalismo. Scatta la curiosità e iniziano le prime collaborazioni con “Il Sannio Quotidiano” e “Il Mattino”. Giornalista pubblicista con il desiderio di raccontare storie di personaggi, popoli, paesaggi, monumenti e tradizioni.

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