Il Venerdì Santo, a Sorrento, è uno dei riti più sentiti da tutta la popolazione. Un momento ricco di religione e folklore. Ci siamo stati.

Le processioni del Venerdì Santo a Sorrento sono parte di una lunga tradizione che nacque intorno al 1300 con la Confraternita dei Battenti di Sant’Antoniano. Questa celebrazione religiosa è stata portata avanti negli anni e tutt’ora riveste un’elevata importanza sia per chi vi partecipa che per chi assiste.

Il lavoro preparatorio richiesto per l’esecuzione dei cortei è lungo e molto impegnativo. Ben tre confraternite della parrocchia della Cattedrale di Sorrento sono coinvolte nell’impresa che raggiunge il suo apice la sera del Giovedì Santo, dopo la celebrazione della Messa in Coena Domini in Cattedrale.

A mezzanotte in punto in Piazza Veniero viene eseguita la prima marcia musicale, che segna l’inizio del giorno del Venerdì Santo e a notte inoltrata gli incappucciati bianchi dell’Arciconfraternita di Santa Monica danno il via alla “Processione dell’Addolorata”, detta in gergo “Processione Bianca”, dal saio e cappuccio bianco dei partecipanti .

 

 

La marcia che dura fino alle prime ore del mattino, accompagnata da canti gregoriani, è dotata di una forte carica emozionale che solo chi la vive può comprendere appieno.

Ci sono varie ipotesi sul significato che questa processione riveste. Alcuni ritengono che essa rappresenti l’uscita della Madonna, che tenta invano di cercare suo figlio condannato a morte. L’altra credenza è che essa simboleggi il cammino del penitente che vorrebbe ricevere la grazia divina.

La seconda processione che riveste una particolare importanza è quella della sera del Venerdì Santo, “La Processione del Cristo morto” , detta “Processione Nera”, poiché stavolta i partecipanti indossano il saio e i cappucci neri.

 

Essa rappresenterebbe, come continuazione di quella citata in precedenza, il ritrovamento da parte di Maria del Cristo morto in croce. Il simbolo tangibile di questa manifestazione è sicuramente l’esposizione del Simulacro del Cristo Morto, a cui i Sorrentini sono molto legati.

Lo svolgimento di questi cortei è caratterizzato in una prima parte dall’esecuzione di canzoni solenni e dalla presenza di fiaccole, lampioni, croci. La seconda parte, invece, è  contraddistinta  dalla sfilata dei martìri, i simboli delle torture inflitte a Gesù nel suo cammino verso la crocifissione come i chiodi della croce. La conclusione è invece affidata al coro a tre voci del Miserere, composto da circa 150 persone.

La forte associazione tra religione e tradizione è ciò che più rende singolari le processioni del Venerdì Santo  per i Sorrentini, che si lasciano avvolgere ogni anno da quest’atmosfera unificatrice e altamente spirituale contraddistinta dal profumo d’incenso.

 

Sono una napoletana appassionata di libri, arte e musica. Sono laureata in lingue e letterature europee e americane a “L’Orientale” di Napoli ed anche se adoro le mie radici, amo essere sempre in viaggio e conoscere culture nuove con le quali confrontarmi. Penso che la scrittura sia uno dei linguaggi comunicativi più autentici e liberatori per l’uomo.

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