Riprende l’interessante viaggio tra i misteri e luoghi insoliti di Napoli, alla scoperta della Napoli esoterica che non tutti conoscono

Dopo aver attraversato alcuni dei più misteriosi posti della città, riprende lo straordinario viaggio tra i luoghi insoliti di Napoli, resi ancor più oscuri da alcune leggende e storie popolari, che, tramandate attraverso i secoli, incuriosiscono sempre più turisti e non. Ecco la Napoli esoterica che non tutti conoscono.

Basilica di San Pietro ad Aram: Via Santa Candida, 4.
Come suggerisce il nome latino, la Basilica di San Pietro ad Aram, costruita nella seconda metà del ‘600, è così chiamata, perché sarebbe sorta sul luogo in cui, San Pietro, durante il suo passaggio a Napoli, aveva battezzato Sant’Aspreno e Santa Candida, i primi napoletani a convertirsi al Cristianesimo; la Basilica custodirebbe, pertanto, la celebre “Ara Petri”.

Piazzetta Nilo: Nel cuore di Spaccanapoli, precisamente nel punto in cui Via Benedetto Croce diventa Via San Biagio dei Librai, sorge, in una piccola piazzetta laterale, la statua dedicata al dio Nilo. Nel I secolo a.C., la zona, conosciuta con il nome di “Regio Nilensis”, vide l’insediamento di una colonia proveniente da Alessandria d’Egitto; a poca distanza dalla statua, doveva sorgere anche il tempio dedicato al culto di Iside Nera, sostituita poi dalle Vergini nere, che entreranno a far parte del tessuto folcloristico-religioso cittadino.

Resti della Chiesa di San Carminiello ai Mannesi: Via Carminiello ai Mannesi
La Chiesa, distrutta completamente dai bombardamenti del 1943, deve il proprio nome all’area in cui sorge, dove lavoravano moltissimi costruttori di carri. In epoca romana, come testimoniato da un affresco rimasto intatto, nell’area sorgeva un tempio dedicato al culto del dio Mitra.

Chiesa di S. Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco: Via dei Tribunali, 39.
Il complesso, costruito nella prima metà del XVII secolo, comprende due chiese, l’una sovrapposta all’altra. La chiesa ipogea nasce con lo scopo di offrire un degno luogo di sepoltura alle anime più povere, le cosiddette “anime pezzentelle”. Tre le tante ossa custodite, ci sono quelle di Lucia, una giovane donna, morta in un naufragio con il suo sposo, alla quale tutt’oggi vengo chieste grazie e vengono donati fiori e oggetti ex voto.

Michele De Rosa è un giovane studente napoletano, attualmente iscritto al secondo anno della facoltà di lettere classiche, presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Nel tempo libero, ama dedicarsi alla lettura di libri inerenti la storia, la cultura e le leggende della città di Napoli, per la quale nutre un amore senza confini

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