Napoli esoterica, tra leggenda e folclore, alla scoperta dei misteri della città più bella del mondo.

Sirene innamorate, principi alchimisti, anime purganti e statue sinistre sono solo alcuni degli elementi che costituiscono il tessuto leggendario di Napoli, la città dai mille volti e dalle mille sfaccettature, la Napoli esoterica.

Tantissime sono le storie, che circolano per bocca del popolo su alcuni luoghi della città, storie che fanno di Napoli una città ignota, magica e ammantata di un alone di mistero.

Alcuni luoghi, in particolare hanno da sempre la fama di essere legati a culti leggendari ed esoterici, la cui natura e il cui significato ancora non ha trovato una spiegazione razionale di carattere scientifico. Vediamo quali sono i luoghi più conosciuti della Napoli esoterica, che vale la pena visitare almeno una volta nella vita.

Cappella Sansevero: Via Francesco De Sanctis, 19/21.
Chiamata anche con il nome di Chiesa di Santa maria della Pietà o della Pietatella, la Cappella Sansevero venne costruita da una figura leggendaria e ambigua, il principe Raimondo di Sangro, che a Napoli godeva della fama di alchimista e di mago. Stando ad alcune voci, pare che la cappella sia stata costruita su un antico tempio dedicato alla dea Iside. Essa ospita opere d’arte di straordinario rilievo artistico ed estetico, primo fra tutti il “Cristo velato” di Giuseppe Sanmartino; la scultura si caratterizza per una bellezza tale, che Antonio Canova, non essendo riuscito ad acquistarla, dichiarò che avrebbe volentieri donato dieci anni della propria vita, pur di vedersi attribuita la paternità di un simile capolavoro.

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Degne di nota sono anche la “Pudicizia” di Antonio Corradini e il “Disinganno” di Francesco Queirolo. Ma ciò che da sempre incuriosisce i visitatori del museo sono le macchine anatomiche: si tratta dei modelli anatomici di un uomo e di una donna incinta, che, scarnificati, riproducono in maniera estremamente minuziosa l’apparato circolatorio umano, per secoli ritenuto autentico.

Chiesa di Santa Maria la Nova: Piazza Santa Maria la Nova, 44.
La chiesa, situata a pochi passi da Piazza Giovanni Bovio (Metro: “Università”), fu costruita in stile Barocco, tra il 1279 e il 1599. Ad attirare l’attenzione dei visitatori, all’interno del chiostro affrescato, è un misterioso dragone scolpito sulla facciata di una tomba misteriosa, attribuita a Vlad III di Valacchia, il conte Dracula! La questione ha subito stuzzicato la curiosità dell’Università di Tallinn. Gli studiosi dell’ateneo estone hanno rintracciato alcuni elementi decorativi, che lascerebbero pensare alla tomba del re/vampiro. Innanzitutto, il drago, sulla facciata dell’avello, sarebbe molto simile a quello riportato sui blasoni degli stemmi delle famiglie Blasa e Ferrillo, da cui Vlad discendeva; stranissime sarebbero anche le due sfingi, simbolo della città di Tebe, il cui nome presenta delle assonanze con quello di Vlad Țepeș, che, secondo gli studiosi Giandomenico, Glinni e Barbatelli, sarebbe morto proprio a Napoli; infine, non avendo avuto la possibilità, per motivi legali, di aprire la tomba, l’equipe di studiosi, attraverso una sonda, avrebbe rilevato una temperatura interna di gran lunga più elevata rispetto a quella dell’ambiente esterno. Un mistero irrisolto nella Napoli esoterica.

Cimitero delle Fontanelle: Via Fontanelle, 80.
Scavato all’interno di un’antica cava, nel cuore del folcloristico Rione Sanità, il Cimitero delle Fontanelle accoglie i resti delle vittime della grande peste del 1636 e dell’epidemia di colera, che mise in ginocchio Napoli esattamente due secoli dopo.
Fino ai primi anni ’50 del secolo scorso, il sito monumentale era oggetto di un culto straordinario ed inusitato, quello dele “anime pezzentelle”: i fedeli avevano la possibilità di “adottare” temporaneamente il cranio di un defunto a loro ignoto, di cui invocavano l’anima, per ottenere grazie e favori e per entrare in possesso dei numeri vincenti al gioco del lotto. Dopo interminabili preghiere, se l’anima esaudiva la richiesta, il fedele, dopo averla accuratamente ripulita e lucidata, la riponeva in una teca fabbricata a mano e ricavata da scatole di biscotti e/o pezzi di alluminio e cartone. Numerossissime sono le leggende che circolano attorno a questo culto, come quella del cranio piangente o del capitano.

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Chiesa del Gesù Nuovo: Piazza del Gesù Nuovo, 2.
A piazza del Gesù Nuovo, cuore pulsante del centro storico e luogo di ritrovo della gioventù partenopea, si erge un maestoso edificio di culto, la Chiesa del Gesù Nuovo. Costruita sull’antico palazzo Sanseverino, per volere di Roberto Sanseverino, principe di Salerno, la chiesa ha una facciata in bugnato, su cui sono stati rinvenuti dei segni alquanto strani: alcuni hanno ritenuto che sia un codice esoterico scritto in sanscrito, altri invece hanno ipotizzato possa trattarsi di un sistema di comunicazione, utilizzato dai lavoratori della pietra.

Michele De Rosa è un giovane studente napoletano, attualmente iscritto al secondo anno della facoltà di lettere classiche, presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Nel tempo libero, ama dedicarsi alla lettura di libri inerenti la storia, la cultura e le leggende della città di Napoli, per la quale nutre un amore senza confini

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