Alcune leggende sul vino campano, nettare dei vigneti della nostra terra non solo da degustare, ma anche da “raccontare”.

Nell’affascinante viaggio enoico incontriamo alcune etichette che rivelano storie sospese tra il sacro e profano, leggende sul vino campano che vengono tramandate oralmente dalla tradizione popolare.

vendemmia-molettieri-2014-006È il caso del noto “Lacryma Christi”, vino autoctono della zona vesuviana che sembra affondare le sue radici in un episodio religioso. Protagonista il Messia in persona, Gesù che durante le sue peregrinazioni giunse proprio nella città partenopea. Salito sulla vetta del Monte Somma, Cristo pensava di contemplare l’incantevole  scenario del Golfo. In realtà, il suo sguardo si riempì di delusione perché in “quell’immenso paradiso”  non poté fare a meno di notare la presenza di molti uomini peccatori. Il suo volto si riempì di lacrime amare ma divine, le quali scesero giù nella valle dove alcune donne devote e virtuose ebbero un’idea. Presero dei tralci di vite e li piantarono proprio nel luogo in cui il pianto di Gesù aveva bagnato la terra. Da questo vigneto ebbe origine il rinomato vino che prende il nome da questo evento miracoloso, certificato come DOC  in quanto eccellenza della nostra Regione. Inizialmente fu coltivato sempre nell’ambito ecclesiastico da monaci  e padri gesuiti in conventi costruiti sulle pendici dell’antico vulcano.

vendemmia-molettieri-2014-005Spostandoci  nella provincia di Caserta, il Monte Massico è il luogo di ambientazione di un altro racconto favoloso che, stavolta, ha riferimenti mitologici. Protagonista è il “Falerno del Massico” nelle sue tre tipologie, rosso, bianco e primitivo. Bacco, dio dell’ebbrezza, sotto le sembianze di un semplice pellegrino si presentò dinanzi ad un umile contadino di nome Falerno. La sua generosità fu più grande della  condizione in cui egli viveva. Infatti, l’agricoltore donò al viandante tutto ciò che di gustoso possedeva. Bacco fu commosso da questa accoglienza e trasformò il latte del contadino in vino. Insieme brindarono con questa bevanda succulenta e Falerno si addormentò. Al suo risveglio trovò l’intero colle coperto di floridi vigneti che ancora oggi producono pregiato vino nell’area di Mondragone, Falciano del Massico, Carinola, Sessa Aurunca e Cellole.

Il vino oltre ad avere origini leggendarie è anche il prodotto attorno al quale si evocano da sempre storie nuove e fiabe arcane, dando vita a momenti d’incontro e festa nelle civiltà contadine che ancora oggi si ripetono attraverso manifestazioni, sagre ed eventi della tradizione.

Voi conoscete altre leggende sul vino campano?

 

Nasce a Benevento nel 1984. Dopo aver frequentato il liceo scientifico a Guardia Sanframondi, paese di

residenza, frequenta l’Università degli Studi di Salerno laureandosi in Lettere e Filologia Moderna. Vive

l’esperienza dell’insegnamento a Reggio Emilia e Benevento e s’innamora di lavagne, banchi e temi scritti

da studenti pieni di idee e confusione. Nel 2010 il suo sguardo incrocia quello del giornalismo. Scatta la

curiosità e iniziano le prime collaborazioni con “Il Sannio Quotidiano” e “Il Mattino”. Giornalista pubblicista con il desiderio di raccontare storie di personaggi, popoli, paesaggi, monumenti e tradizioni.

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