Il racconto di uno dei due giovani irpini che hanno deciso di intraprendere “tacco ponta e sola” un viaggio da Montecalvo Irpino alla Capitale

Che il “movimento lento” sia ormai una tendenza che sta spopolando tra giovani e meno giovani è ormai cosa nota, ma il viaggio di due giovani di Montecalvo Irpino è stato davvero particolare: Felice e Francesco hanno infatti deciso di percorrere a piedi la tratta Montecalvo Irpino-Roma in 15 giorni, trascorrendo la notte in strutture incontrate lungo il percorso. A raccontarci l’esperienza uno dei due giovani irpini, Felice Iorillo.

– Da dove è nata l’idea di percorrere a piedi la tratta Montecalvo Irpino – Roma e soprattutto, perché?

Allora, tutto nasce un giorno mentre stavamo facendo walking: camminando, io e Francesco, siamo arrivati ad un punto dove la strada di campagna faceva una strana curva e abbiamo pensato che sarebbe stato bellissimo trovare posti così strani anche fuori dal nostro paese. Quindi, camminando camminando, pensammo a quale poteva essere un posto “lontano” e che sarebbe stato bello arrivare fino a Roma a piedi: lo abbiamo fatto davvero. Abbiamo subito iniziato a raccogliere le prime idee pensando a come poteva essere concretizzata la cosa, a quali tratti percorrere, abbiamo cercato sponsor privati che poi ci hanno aiutato nella realizzazione. Ogni sera abbiamo dormito in un bed&breakfast trovato per strada, abbiamo mangiato quello che capitava, ci siamo arrangiati come abbiamo potuto.

– Quali erano le vostre aspettative prima della partenza e che riscontro avete poi avuto durante l’esperienza?

Prima di partire ti posso garantire che io e Francesco eravamo convinti di non arrivare fino alla fine poi ce l’abbiamo fatta e ancora non ci crediamo. Ci eravamo prefissati tre obiettivi: il primo era di portare il nostro paese alla Capitale, far capire che “il vino buono sta nella botte piccola” e che le piccole realtà vanno valorizzate e non abbandonate.

– Da Irpina come te ti appoggio in pieno e mi rendo conto che questa è un’esigenza grandissima!

Esatto! Anche perché noi abbiamo cose che gli altri ci invidiano, ma che non sappiamo vendere. Lo scopo è stato centrato in pieno perché siamo entrati in Campidoglio, ci ha accolti un delegato della Sindaca, che ha ricevuto una targhetta di legno, consegnataci dal Comune, con il logo di Montecalvo Irpino

– Quindi il personaggio misterioso a cui consegnare il dono era il Sindaco di Roma?

Si, il destinatario era la Sindaca, poi ci ha accolti un delegato perché ti lascio immaginare quanti impegni possa avere il sindaco di Roma! Il secondo obiettivo, poi, era quello di creare un reality show vero, non come quelli che si guardano in tv: a noi erano emozioni vere, sudore vero, stanchezza vera. Quindi noi ogni sera abbiamo caricato un video riassuntivo di quello che era successo nella giornata sulla nostra pagina Facebook: ti lascio immaginare in 20 km al giorno cosa poteva succedere! Siamo riusciti a smuovere un’intera comunità creando un reality show vero, seguito, dove gli utenti si divertivano ad interagire con noi e vivevano insieme a noi ogni singola avventura.

– E il terzo?

Promuovere il fitness e lo stare bene: dallo sport viene automaticamente la buona salute e a noi piaceva l’idea di promuovere questo messaggio, far capire che camminare a lungo e fare sport è una cosa che fa bene a noi stessi.

– Ecco, se ti chiedessi di convincere i lettori o stesso me, che sono pigra, che il “movimento lento” è un’esperienza che vale la pena vivere, cosa mi diresti?

Ti dico solo una cosa: prima di partire pesava 97 kg, ora peso 89 kg!

– Beh, direi che in estate questa può essere una motivazione molto convincente! Invece un momento che ha caratterazzato di più l’esperienza? Che non deve essere necessariamente positivo, ma magari anche un momento più difficile, in cui vi siete sentiti demotivati.

Non ricordo se era il quinto o il sesto giorno e io e Francesco dovevamo fare una delle tratte più lunghe, circa 30 km e per questo motivo già il giorno prima ci sentivamo molto provati psicologicamente e si era creata un po’ di tensione tra di noi: ad un certo punto ci rendiamo conto di non aver seguito bene il navigatore e di aver allungato di altri 7 km. Quando ce ne siamo accorti era troppo tardi perché ci siamo ritrovati in mezzo al nulla e con una salita pazzesca da fare. Ecco, lì c’è stato un piccolo diverbio tra di noi, ma alla fine abbiamo capito che litigare non serviva a nulla ma che al contrario bisognava essere costruttivi e trovare una soluzione al problema. Secondo me è questo il senso di tutto il viaggio: due menti che decidono di aiutarsi e di collaborare possono fare grandi cose insieme, come percorrere 300 km a piedi. Posso dirti che è stato un viaggio molto introspettivo, che ci ha cambiati dentro e che ci ha permesso di costruire un rapporto che va oltre l’amicizia.

– Condividere un’esperienza del genere non può fare altro che legarti per sempre all’altra persona, comunque vada poi nella vita. Grazie Felice, è stato un piacere ascoltarti

Grazie a te! E camminate a piedi!

Ilaria Limongiello nasce ad Avellino nel 1988, ma trascorre i primi anni della sua vita in Friuli-Venezia Giulia, nella città di Trieste. Tornata nella sua terra, l’Irpinia, intraprende la sua carriera scolastica, diplomandosi, con ottimi risultati. Attualmente sta per concludere il suo percorso universitario, presso la facoltà di Ingegneria Edile-Architettura dell’Università degli Studi di Salerno. Da tre è volontaria FAI (Fondo Ambiente Italiano) e con la sua Delegazione ha collaborato in prima persona alla realizzazione di svariati eventi.
La fotografia è la sua più grande passione, nata in giovane età e trasmessale dalla madre. E’ una passione che coltiva ormai da tempo, da autodidatta, partecipando a concorsi e sfruttando ogni occasione per indagare il mondo con il suo obiettivo. Ha avuto la possibilità di calcare grandi palchi della musica nazionale ed internazionale, come Umbria Jazz, il Pozzuoli Jazz Festival o il Festival dei Due Mondi di Spoleto, come fotografa di alcuni gruppi musicali campani.
Obiettivi per il futuro? Lavorare NELLA sua terra, PER la sua terra.

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