Nanoracconti, la realtà letteraria nata da un’idea di Pietro Damiano, apre la sua rubrica tematica su Terre di Campania. Secondo input: Napoli che suona

È questione di battute. 250. Gli spazi? Inclusi. Il titolo? Escluso. E poi? E poi sembra impossibile: si sfora, si cancella, si asciuga ed eccolo: il nanoracconto. Però ricorda, non sono stati d’animo, sensazioni, battute o barzellette, sono vere e proprie storie che intrappolano gli autori in una assurda sfida con se stessi e lasciano i lettori dapprima perplessi, poi incuriositi e infine affascinati, fino a diventare loro stessi autori. Ecco la magia dei nanoracconti.

Questo l’incipit dei Nanoracconti, un’idea di Pietro Damiano, che ha trovato in Terre di Campania, la giusta vetrina per promuoversi e dar vita ad una serie di micro storie dedicate alla Campania.

Il tema di questo primo articolo, appartenente alla rubrica dedicata ai Nanoracconti è: il lavoro a Napoli

Napoli di Francesco Paolo Catanzaro

Si era promesso di andare a Napoli per capire l’arte di arrangiarsi. In viaggio incontrò uno che gli propose una telecamera per cento euro. Quando sul treno scartò il pacco trovò un mattone. Rise tanto ma avrebbe voluto avere fra le mani quel tizio.

 

Nu juorn buon di Mariagiovanna Ferrante

La vetrina in frantumi nell’alba livida del rione non era esattamente il preludio ‘e nu juorn buon.
“Non mollo”- disse – “Il lavoro mi ha tolto dalla strada e lavorando morirò”.
Aprì la saracinesca.
“Guagliù… Che so’ ‘ste facce? Testa alta, e faticamm”.

 

Il sentore della domenica di Fortuna La Mura

Fuori la sua bottega Titina dava fuoco ai carboni sulla fornacella. Quando il rosso della fiamma cedeva il passo al grigio, la brace era pronta e lei metteva su i carciofi. La nostra domenica si tingeva di fumo e si riempiva di profumo.

 

I segreti del mestiere di Angela Sorrentino

Il telefono squillò alle 11.30 di un sabato mattina. L’avvocato rispose dopo qualche istante. «Mi trovo fuori città per un improrogabile impegno di lavoro. Non potremo vederci prima di lunedì». Al capolinea scese dall’autobus e andò in spiaggia.

 

Punti di vista di Pietro Damiano

“Hai visto, a Napoli siamo sempre avanti” disse Ciro a Gennaro.
“Perché?”
“Lo Stato ha introdotto i voucher.”
“E quindi?”
“È come il lavoro a Napoli, lavori stamattina e poi chissà quando.”
“Ma noi veniamo sfruttati.”
“È la stessa cosa, cambia il nome.”

È questione di battute. 250. Gli spazi? Inclusi. Il titolo? Escluso. E poi? E poi sembra impossibile: si sfora, si cancella, si asciuga ed eccolo: il nanoracconto. Però ricorda, non sono stati d'animo, sensazioni, battute o barzellette, sono vere e proprie storie che intrappolano gli autori in una assurda sfida con se stessi e lasciano i lettori dapprima perplessi, poi incuriositi e infine affascinati, fino a diventare loro stessi autori. Ecco la magia dei nanoracconti.

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