Nanoracconti, la realtà letteraria nata da un’idea di Pietro Damiano, apre la sua rubrica tematica su Terre di Campania. Settimo input: quanto è bello leggere

È questione di battute. 250. Gli spazi? Inclusi. Il titolo? Escluso. E poi? E poi sembra impossibile: si sfora, si cancella, si asciuga ed eccolo: il nanoracconto. Però ricorda, non sono stati d’animo, sensazioni, battute o barzellette, sono vere e proprie storie che intrappolano gli autori in una assurda sfida con se stessi e lasciano i lettori dapprima perplessi, poi incuriositi e infine affascinati, fino a diventare loro stessi autori. Ecco la magia dei nanoracconti.

Questo l’incipit dei Nanoracconti, un’idea di Pietro Damiano, che ha trovato in Terre di Campania, la giusta vetrina per promuoversi e dar vita ad una serie di micro storie dedicate alla Campania.

Il tema di questo settimo articolo, appartenente alla rubrica dedicata ai Nanoracconti è: quanto è bello leggere

In libreria di Salvatore Stefanelli

Lia si aggirava da ore alla ricerca di un libro.
Un uomo affascinante le si avvicinò: «Posso aiutarla?»
«No, grazie. Faccio da me» disse, prendendo un libro a caso.
«Ottima scelta» ammiccò lui.
Lia guardò il titolo: L’amour Erotique, e arrossì.

 

Viaggio di Sonia Scarpa

Sollevò la copertina ruvida, ripiegò l’anima in uno zaino di cuoio, ci poggiò la testa lungo il percorso, si perse tra strade ondulate. Tornò senza risposte, l’anima sgualcita disegnava un itinerario, scelse un nuovo libro, un altro viaggio.

 

Il libro di Cristina Paola Colesanti

Un libro, uno piccolo da leggere in treno, ma anche importante, serio e al contempo sobrio, che passi inosservato, ma non troppo e solo all’inizio. Che mi rappresenti in qualche modo, malinconico e solare… e se andassi in macchina?

 

In biblioteca di Giovanni Rainone

George si avventurò tra gli scaffali della biblioteca, alla ricerca di un libro. Apparse una ragazza seducente che aveva una camicetta sbottonata. Ammiccò maliziosa. Gli offrì un libro erotico. Dopo si diressero verso il bagno dove si svestirono.

 

Innamorarsi di Pietro Damiano

A Port’Alba mi sono innamorato. Ricordo ancora l’odore, le dita impacciate e la polvere sul cuore. Poi andammo via. Stesi sul divano di casa lo ricordo ancora. Non fu il primo, è vero, però fu un grande amore: Il Nome Della Rosa.

 

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