Napoli, il Maggio dei Monumenti, la sua realtà storico-territoriale, ovvero Memento la mia città

Chiunque vedendo Napoli saprebbe riconoscerla, ma una sua definizione non risulterebbe così semplice. Napoli, che meraviglia:

A chi sappia ben vedere – e soprattutto a chi abbia ancora il gusto di «esplorare» e di «scoprire» – la città partenopea si presenta come un fenomeno più unico che raro. La sua fisionomia è infatti inconfondibile; e lo è proprio perché costituita da numerose stratificazioni, da insoliti accostamenti e da apparenti contraddizioni, difficili da riscontrare in qualsiasi altra metropoli d’Italia o d’Europa.

Vorrei parlarvi della mia città, vorrei che voi la conosceste, non una sola definizione basterebbe, né una sola descrizione, nulla potrebbe comprendere tutte le sue trasformazioni e le sue manifestazioni, vorrei che ciascuno di noi potesse aver presente quel luogo in cui la quotidiana frequentazione tra gli uomini è stata più intensa e dove si sono necessariamente costituite le forme organizzative di una vita collettiva. Non sarebbe possibile immaginare Napoli senza la sua storia: da millenni Napoli si espande, si evolve, vede moltiplicarsi le sue esigenze materiali ed organizzative. Il rapporto di Napoli con la sua storia, la sua continuità storica, consente di comprendere come essa sia cambiata nel tempo. Prodotto e protagonista della storia, a seconda delle epoche la città partenopea è quindi stata ed è tutt’ora soggetto e oggetto di sviluppo e cambiamenti costanti, uno straordinario laboratorio delle trasformazioni economiche, sociali e culturali, politiche e istituzionali, ma anche e con maggiore evidenza di quelle urbanistiche e architettoniche.

Conoscere la propria città, il suo territorio, i suoi abitanti, il suo passato, il suo presente, alla riscoperta della nostra realtà circostante, nella quale quotidianamente siamo immersi: questo l’invito di un giovane storico. All’interno dei nuovi scenari urbani, soggetti a progressive, costanti e irrefrenabili alterazioni, metamorfosi, vulnerabili alle tecnologie moderne, il sapersi relazionare al proprio patrimonio storico-culturale, il quale ha plasmato e forgiato la città, è necessario al fine di recuperare le radici del nostro quotidiano vivere. La riconquista del nostro passato collettivo – parole di Umberto Eco – dovrebbe essere tra i primi progetti per il nostro futuro. Doveva ben sapere tutto questo Giuseppe Maria Galanti, esponente dell’illuminismo napoletano. Economista, storico, politico, letterato, editore e viaggiatore italiano, il Galanti con la sua Breve descrizione della città di Napoli e del suo contorno (1792) ci lascia, oltre ad una delle più belle pagine della nostra letteratura, una traccia, un’immagine di Napoli, una sua fotografia, che, personalmente e nostalgicamente, non posso non darne testimonianza in queste righe:

Napoli è situata rivolta a mezzogiorno e ad oriente sul pendio di una catena di colline oltremodo deliziose. Questa capitale col suo cratere, colle sue isole e montagne forma un colpo d’occhio ed una bellezza di situazione la più singolare. Tutti i luoghi presentano vedute così vaghe, così varie, così dilettevoli, che l’anima vi è rapita ed incantata. Non è meraviglia, che coloro che vengono in Napoli la descrivono con trasporto e con sorpresa. Questo sito, in cui la natura fa mostra di tutte le sue bellezze; questo cielo così felice e così ridente, che espone gli abitanti a minori bisogni della vita, danno una grande energia al cuore ed una felice illusione alla facoltà dell’anima … si creano i talenti per la musica, per la pittura, per la poesia. L’origine di Napoli è così antica, che si perde nell’oscurità delle favole dell’età la più remota.

Le tracce lasciate dall’attività umana, quelle che definiscono la imago urbis, conducono alla conoscenza del paesaggio urbano e dei suoi protagonisti: gruppi sociali, élites, conflitti, culti, manifestazioni civili e religiose leggi, economia, chiese e monumenti, letteratura, arte, musica, professioni. Le immagini della nostra Napoli sono quelle forgiate dai suoi stessi abitanti nel tempo, sovrapponendosi e stratificandosi.

Le città non sono il luogo fisico dove l’umanità spende il suo tempo e vive, bensì il ritratto, il monumento, e il mezzo biografico, per raccontare attraverso i secoli la nostra storia.

Di fronte ai cambiamenti che s’inseguono, si creano e si subiscono nel tempo, sarebbe essenziale, oggi come non mai, cercare di preservare, mantenere, aver presente, valorizzare e vivere, con una maggiore conoscenza e consapevolezza le tracce distintive della nostra realtà storica territoriale.

A Napoli vi sono ancora, per quanto guastate da numerose modificazioni, le chiare impronte della polis greca: nulla di immediatamente visibile, certo, ma basta passeggiare per le strade del centro antico per ritrovarsi immersi nella fitta rete dei decumani e cardi di duemila anni fa. I percorsi, gli spazi, i volumi, le svolte, gli angoli esattamente gli stessi;e anche il clima è lo stesso, poiché questa parte del perimetro urbano accoglie oggi le medesime forme di vita, le attività, i rumori, gli andirivieni e perfino il tipo di umanità indaffarata e vivace che vide le albe e i tramonti della Napoli antica.

E allora colgo l’occasione per invitarvi tutti a partecipare al prossimo Maggio dei Monumenti, uno dei principali appuntamenti turistici e non solo del capoluogo campano. Un’occasione da non perdere per quanto detto fino ad ora: momento fulcro per la città di Napoli che, per tutta la durata del mese, spalanca le porte di tutti i suoi monumenti, anche quelli che non sono abitualmente visitabili. Non solo, è anche il momento per la città di riflettere su un tema di anno in anno diverso che riguarda storie e personaggi che hanno reso grande Napoli. Il tema diventa motivo per istituzioni ed associazioni culturali per creare eventi, spettacoli, percorsi di visita traversali che pongano l’accento su aspetti sempre diversi della nostra storia. La manifestazione del Maggio dei Monumenti, si svolse per la prima volta nel 1994, e fu ideata per riscoprire il patrimonio artistico della città, tesori unici spesso nascosti alla fruizione del pubblico. Pian piano è divenuta un appuntamento stabile del maggio napoletano e tra i più visitati eventi nel panorama delle città d’arte italiane.

Il Maggio dei Monumenti 2017 si terrà a Napoli dal 28 aprile al 4 giugno 2017, e vedrà l’omaggio dei suoi cittadini ad una vera e propria icona locale, Totò, “personaggio straordinario della cultura partenopea, espressione fondamentale del patrimonio immateriale” della città di Napoli. Memento.

3 pensieri riguardo “Perché conoscere la propria città? Memento Napoli e il Maggio dei Monumenti

Commenta