Roberto Giacobbo e il team di Voyager alla scoperta dei misteri e dei segreti della città partenopea

Se Terre di Campania si propone di mostrare il buono e il bello della nostra regione, la sua storia, l’arte e in generale la cultura, non può esimersi dal concedere un meritato plauso a chi cerca di fare altrettanto, specie se lo si fa con uno strumento di massa come la televisione. Meglio ancora se in prima serata su una rete nazionale. Parliamo di Roberto Giacobbo e la sua trasmissione televisiva Voyager.

Una bella cartolina della Campania e di Napoli, condita di misteri e suspense alla Giacobbo, ma pur sempre una bella cartolina, ricca di contenuti storici, artisti, naturalistici e archeologici: questo il menù che ieri Voyager ha servito per la prima serata di Rai2.
Solitamente è semplice per le trasmissioni televisive, vedi talk show, telegiornali, quotidiani o semplici blog, speculare sulla nostra terra(sia chiaro la maggior parte delle volte a ragione). Ma Giacobbo, proprio come noi di Terre di Campania, ha deciso di mostrare all’intera nazione l’altra faccia della medaglia, quella che forse non farà audience, ma che fa tanti turisti; basta girare per le strade di Napoli in questi giorni per rendersene conto!

Giacobbo , supportato dal suo team, va a caccia di storia, arte, archeologia, cercando dove può quei i confini della conoscenza che da anni sono il marchio del suo programma, e, con Napoli e dintorni, trova pane per i suoi denti: l’isolotto di Megaride, il tunnel borbonico, il dipinto nascosto nella chiesa di San Giorgio Maggiore in via Duomo, la presunta tomba di Vlad III nella chiesa di Santa Maria la Nova, il cimitero delle Fontanelle e le sue anime pezzentelle, il Parco Archeologico-Ambientale del Pausilypon. Di grande interesse i servizi sulla villa romana ritrovata a Somma Vesuviana, sopravissuta all’eruzione di Pollena del 472 d.C., e la storia dellaSacra Sindone nascosta al santuario di Montevergine nel 1939, per proteggerla dalla guerra e dalle ambizioni dei nazisti a caccia di reliquie.

Emozionanti le immersioni nel golfo di Napoli e di Pozzuoli, l’escursione al Parco nazionale del Vesuvio, ma soprattutto l’uscita sull’elicottero della Guardia Costiera, grazie al quale gli spettatori possono ammirare, oltre la magnifica costa napoletana, il Vesuvio in tutte le sue angolazioni, il cratere, le fiancate, il Monte Somma. Il dipinto ritrovato a Pompei raffigurante il dio Dioniso, il Monte Somma e le caldere del Vesuvio, esposto alla mostra Mito e Naturapresso il Palazzo Reale di Milano, e l’intervista al direttore dell’Osservatorio Vesuviano Giuseppe De Natale, fanno nuova luce sull’origine del temutissimo vulcano partenopeo e sul suo rapporto con gli antichi romani … chapeau.

In conclusione che dire? Grazie Giacobbo, amico dei campani, ammiratore della nostra terra. A presto, torna a trovarci quando vuoi.

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