Ritorna la nostra guida turistica per vivere Napoli al meglio spendendo poco

Napoli caput mundi della generazione low cost. Sembrerebbe un’esagerazione eppure bastano davvero pochi euro per visitare questa città da cima a fondo. Ovviamente, sapere è potere: seguite quindi questo nuovo capitolo della nostra piccola guida turistica per chi ha tanta voglia di scoprire ma poco da spendere.

Riassunto delle puntate precedenti: nel primo capitolo ci siamo focalizzati soprattutto sul sacro e venerabile dio cibo.  A Napoli è letteralmente possibile abbuffarsi avendo a disposizione soli 5 euro. E non c’è nemmeno bisogno di comprare da bere perché l’acqua pubblica è potabile e si trovano numerose fontanelle in giro per il centro storico dove potere riempire le proprie bottigline (così salviamo anche un po’ il pianeta e evitiamo gli sprechi).

Ma è davvero possibile visitare Napoli e non mettere mano al portafogli (semmai solo a una pizza a portafoglio)?

La risposta è sì e vi mostreremo come con il secondo capitolo della nostra guida turistica!

Un giorno al centro storico a euro 0 ma a tanti km (a piedi)

Diciamolo subito: risparmiare e stare comodi non sono due verbi che vanno esattamente a braccetto. Ormai, giunti a Napoli probabilmente dopo un volo EasyJet su due assi dure come pietre al posto di un sedile, avrete sicuramente fatto pace con questo concetto. Quindi, se vogliamo tanto vedere e poco pagare, parecchio dovremo camminare.

Banditi dunque qualsiasi mezzo di trasporto, possiamo contare solo sulla magica “pedovia“: scarpe comode e infingardi sanpietrini non vi temo!

Partiamo dalla Stazione Centrale. Da qui ci vogliono circa una ventina di minuti a passo svelto per arrivare al bellissimo Duomo di Napoli (ingresso  gratuito). La facciata è in stile neogotico ed è stata restaurata più volte nel corso dei secoli. L’interno è formato da tre lunghe navate: camminando sul lato destro e arrivati alla metà della navata, potrete notare una colonna un po’ stramba. Questa colonna, infatti, ha una sorta di apertura alla sua base che mostra come l’attuale duomo abbia inglobato due precedenti basiliche che, a loro volta, furono erette su un preesistente tempio dedicato ad Apollo. Cercatela!

Sempre a metà della navata destra si trova la reale cappella del tesoro S. Gennaro. Come da titolo, qui si trova il famosissimo sangue di San Gennaro. La statua del santo si trova su entrambi i lati della porta della cappella. Si dice che sia stata messa lì per salutare i fedeli all’entrata e congedarli all’uscita. La particolarità di questa cappella sta però nel fatto che essa non è di proprietà del duomo e del clero ma del popolo di Napoli. Ci pensate? Una cappella laica all’interno di una chiesa! Solo a Napoli!

Dal duomo ai decumani il passo è breve. Usciti dal duomo, andando sulla destra andrete verso il decumano maggiore, sulla sinistra quello inferiore.

Il decumano maggiore è chiamato oggi Via dei Tribunali e fa parte del centro storico di Napoli che, dal 1995, è patrimonio dell’umanità. Questa è anche la via di tante pizzerie famose in tutto il mondo come Il Presidente, Di Matteo e Sorbillo. Se a un certo punto vedete spuntare qualche teschio, non temete: si tratta delle “decorazioni” della Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco. Sotto la chiesetta si trova infatti un ipogeo in cui si trovano alcune capuzzelle (teschi). Il più famoso tra tutti è quello di Lucia. Purtroppo per noi la visita all’ipogeo è a pagamento, quindi potreste dare solo una sbirciata dalla strada oppure farvi tentare e entrare (il prezzo varia dai 3 ai 4 euro e comprende una visita guidata).

Le cose da fare a Via dei Tribunali sono innumerevoli: si può percorrerla tutta fino a Piazza Bellini passando per Via San Pietro a Majella e godersi la musica cantata o suonata dagli allievi  del Conservatorio di Musica che ha sede proprio lì; ci si può fermare a metà e proseguire verso la celeberrima Via San Gregorio Armeno e curiosare tra le varie statuette presepiali, dimostrazione dell’inesauribile genio napoletano; entrare nelle varie, numerose, bellissime chiese disseminate lungo tutta la strada (e, in verità, per tutta Napoli) come la magnifica basilica di San Lorenzo Maggiore o la chiesa di San Gregorio Armeno con l’annesso convento e chiostro.

Ricapitolando: quanto abbiamo speso finora? Nulla! Ma, se proprio vogliamo,  al centro storico c’è qualcosa che non vorrete assolutamente perdere. Sto parlando dei due dei vari ingressi possibili per accedere a Napoli sotterranea. Il sottosuolo della città, infatti, è ancora vivo e visitabile. Tutto ciò però richiede anche tempo e soldi, quindi, qualora optaste per questa alternativa, cercate di organizzare bene la giornata.

Dal decumano maggiore basta infiltarsi in un qualsiasi vico sulla sinistra per arrivare al decumano inferiore. Nei giorni in cui non sono presenti enormi e angoscianti scolaresche in giro per la città, è piacevolissimo girare per San Biagio dei Librai con le sue bancarella e i suoi negozietti di artigianato e cuoppi fritti. Da qui a Piazzetta Nilo è un nanosecondo.

Piazzetta Nilo sarà anche piccolina ma la quantità di cose da vedere e da fare qui è davvero copiosa. D’obbligo è la visita la bar in cui c’è l’altarino dedicato al capello di Maradona: un’ottima scusa per una sosta e per gustare un buon caffé. All’uscita dal bar vi troverete a fare la conoscenza della statua del dio Nilo eretta in epoca romana per i numerosi egiziani che si stabilirono in questa zona. Una storia che vale la pena ricordare se pensiamo ai tempi moderni e all’avversità che molti “stranieri” devono subire.

Alla fine della piazzetta sulla sinistra si trova la Chiesta di Sant’Angelo a Nilo dove potrete ammirare, sempre gratuitamente, il sepolcro del cardinale Rainaldo Brancaccio di Donatello.

Proseguendo troverete Piazza San Domenico Maggiore con l’omonima chiesa (curiosità: dalla piazza vedete l’abside della chiese e non la facciata). Qui si trova anche la sede dell’Università di Napoli “L’Orientale” e, perciò, è una zona universitaria. “Zona universitaria” è una parola che attira l’attenzione di tutti noi parsimoniosi braccini. Infatti, in questa zona sono numerosissime le rosticcerie e pizzerie in cui potrete trovare ogni tipo di ben di dio a partire da un solo eurino. C’è anche un Carrefour in Via Mezzocannone per i più esigenti o per chi ha specifiche preferenze alimentari o preferisce evitare il fritto colante da ogni poro di questa città (peggio per voi).

Qualunque sia la vostra scelta per il pranzo vi sveliamo una piccola chicca: da piazzetta Nilo se imboccate la stradina in discesa che si trova nelle vicinanze della statua del dio Nilo, girate a sinistra e vi troverete di fronte a un palazzo dell’Università Federico II. Il luogo è meglio conosciuto come San Marcellino. All’interno, infatti si trova la chiesa dei Santi Marcellino e Festo e il cui chiostro diventa ogni giorno una specie di mensa per gli studenti che vengono a mangiare qui tra un corso e un altro.  Nel chiostro si trova anche il Museo di paleontologia di Napoli con la sua super star, Ciro, il fossile di Scipionyx samnticus ritrovato a Pietraroja.

Ritornando a piazza San Domenico Maggiore, potrete proseguire per Via Benedetto Croce e continuare fino a Piazza del Gesù con la spettacolare chiesa del Gesù Nuovo e le sue inconfondibili bugne.

Prima della chiesa del Gesù Nuovo avrete sicuramente notato il complesso monumentale di Santa Chiara. Entrando e proseguendo sulla sinistra una tappa al chiostro maiolicato di Santa Chiara è d’obbligo. Okay, la visita è a pagamento, ma se la giornata è bella e c’è un bel sole, è assolutamente un luogo che non volete perdere tanta è la sua magia (prezzo intero 6 euro, ridotto studenti 4,50).

Ricapitolando di nuovo: spese pranzo e caffé o dolci tentazioni eventuali esclusi e se nessuna delle bellezze giustamente a pagamento vi ha tentato, avete speso…. zero euro!

Insomma, non mentivamo affatto quando vi dicevamo che era effettivamente possibile visitare Napoli con poco, anzi pochissimo. Inoltre, è davvero affascinante essere testimoni dello spettacolo quotidiano che mettono in scena i napoletani: canzoni che si sentono per strada, vestiti stesi ad asciugare fuori, panari che salgono e scendono dai vari palazzi… No, non si tratta di stereotipi alla “sole, pizza e mandolino”.  Napoli è ancora una città con una sua identità ben precisa e con delle caratteristiche e un’atmosfera che la rendono unica. Se l’essenziale è invisibile agli occhi, la grande bellezza di Napoli di certo non lo è!

Per oggi la guida finisce qui ma popolo di squattrinati non temete! Torneremo presto con nuovi consigli e curiosità!

Ambasciatrice senza portafoglio della cultura campana nel mondo, il mio super potere è essere multitasking, la mia kryptonite è il menefreghismo e l’indifferenza. Blogger a tempo perso, studentessa a tempo indeterminato e pendolare a vita. Attendo il bando di concorso per un posto fisso di viaggiatrice perenne.

Commenta