San Gennaro, santo patrono napoletano, festeggerà il suo miracolo il 19 settembre 2017 con la preghiera dei fedeli. I Napoletani aspettano impazienti il buon auspicio: la liquefazione del suo sangue.

San Gennaro, patrono di Napoli, è un punto fermo tra i culti partenopei. Il suo vero nome era Ianuario, discendente i dalla famiglia gentilizia “Gens Januaria”, sacra a Giano Bifronte. Il nome Gennaro, in realtà suo cognome, deriva dalla “napoletanizzazione” di Ianuario. Il suo nome di battesimo, secondo fonti non ufficiali, fu Procolo.

San Gennaro fu vescovo a Roma durante il regno di Diocleziano, che perseguitava i cristiani.
Dopo aver assunto la carica di vescovo di Benevento, si recò a Misero per partecipare ad una celebrazione liturgica; durante quel soggiorno ebbe un cattivo presentimento: stava per succedere qualcosa di grave al diacono Sossio.

Poco dopo, infatti, Sossio fu imprigionato per ordine dell’imperatore e San Gennaro andò in carcere per confortarlo; riconosciuto,insieme ai suoi due accompagnatori, come cristiano, venne arrestato e condannato a divenire preda delle belve nell’arena di Pozzuoli.

Nonostante la condanna, la sua pena fu sostituita con la decapitazione, eseguita nel Foro di Vulcano nell’anno 305.
Il corpo del santo trovò sepoltura prima a Pozzuoli, poi per volere del vescovo Giovanni I, poi a Capodimonte nelle catacombe e, infine, grazie all’intervento dell’arcivescovo Alessandro Carafa, a Napoli.

A San Gennaro è legata un’antica tradizione, risalente, secondo la maggior parte delle fonti al ‘300.

Infatti nel 1390 ca. in occasione della festa dell’Assunta, i napoletani organizzarono grandi festeggiamenti per accogliere personaggi influenti provenienti da Avignone. Fu proprio in quel’occasione che venne esposta la reliquia del Santo che fu soggetta alla liquefazione del sangue contenuto in due piccoli balsamari vitrei (di aspetto diverso databili ai primi decenni del  IV secolo).

Ci sono tre date in cui solitamente si aspetta il ricorrente prodigio:

1)      la vigilia della prima domenica di maggio (prima translazione)

2)       il 16 dicembre (anniversario dell’eruzione vesuviana del 1631)

3)      il 19 settembre (data del martirio)

I tempi della liquefazione del sangue variano. L’attesa può durare qualche secondo, ore o giorni e i fedeli pregano affinché il miracolo si compia.

Qualora il  miracolo dovesse ritardare o non avvenire, i napoletani cadono in un profondo momento di sconforto, perché secondo le superstizioni locali, la mancata liquefazione potrebbe significare cattivo auspicio. Un esempio si ha tornando indietro al 1980: per i fedeli, il ritardo del miracolo annunciò il catastrofico terremoto del 23 novembre. Se la liquefazione si anticipa, invece, è festa.

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In occasione della festa di San Gennaro, che cade il 19 settembre, i cittadini napoletani prendono parte alla cosiddetta “processione delle statue”, durante la quale sfilano ordinatamente le statue d’argento dei santi patroni. In questa occasione le case si adornano a festa: i balconi vengono coperti con lenzuola di seta e di broccato, con fiori e luci per decorazioni.

Il genere la celebrazione segue un programma ben definito (disponibile ogni anno al Duomo di Napoli):

  • Alle 8.45 apertura con le doppie chiavi della cassaforte per estrarre la teca con le ampolle del sangue di San Gennaro;
  • Alle 9.00 processione con il cardinale e la deputazione della Real Cappella;
  • Alle 9.15 inizio delle preghiere propiziatorie e omelia del cardinale.

Non appena si verifica il “miracolo”, da Castel dell’Ovo vengono sparati ventuno colpi di cannone per annunciarlo alla città. In caso negativo, continueranno le invocazioni fino al momento della liquefazione.

Ho 20 anni e vorrei inserirmi nel mondo del giornalismo (mia grande passione scoperta grazie ad uno stage). Ho frequentato il liceo classico e ora sono iscritta alla facoltà di lettere classiche della Federico II di Napoli.

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