Il 17 gennaio: frutto di tradizioni celtiche ed interiorizzazione locale.

Non importa in quale precisa località vi troviate nel giorno di Sant’ Antonio, se al Meridione o nel Padano, avrete sicuramente la fortunata possibilità di ammirare nelle campagne montagne di fuoco che si slanciano verso il cielo. Questi falò, simbolo effettivo della ricorrenza di Sant’Antonio, hanno in sé un’unica matrice ma si sviluppano differentemente al variare delle località in cui si svolgono. Per poter capire questa diversificazione è necessario fare, però, un passo indietro che ci porta fino al terzo secolo.

Sant’ Antonio abate è, infatti, un eremita di origini egiziane. Riguardo la sua lunga vita (morì all’età di 105 anni), vi sono diverse fonti e relative leggende. Esempio di immensa carità, si trovò orfano ad appena vent’anni, e così, dopo aver donato l’intero patrimonio familiare ai bisognosi, intraprese la vita solitaria nel segno dell’umiltà e della castità.

Presumibilmente è proprio quest’ultima caratteristica che ha portato le comunità rurali della nostra penisola, sulla scia della cristianizzazione, a venerare in tal modo questo santo. Vi è, però, un’ulteriore peculiarità che rafforza l’importanza di questa celebrazione. L’usanza di accendere il fuoco nelle campagne in determinate occasioni risale addirittura a comunità precristiane che identificavano questa ricorrenza come di buon auspicio. Questi presupposti, di fondamentale importanza storica e culturale, hanno contribuito a gettare le basi della festa di Sant’Antonio così come la conosciamo oggi. Ma non è tutto.

Come anticipato all’inizio dell’articolo vi sono delle differenze sostanziali nei diversi luoghi ove si svolge questa celebrazione. Nella nostra regione si parla infatti di Sant’ Antuono in modo da distinguerlo dal santo festeggiato nel Padovano. Vi sono, inoltre, ulteriori discrepanze legate alle modalità dei festeggiamenti. È assolutamente da segnalare la celebrazione di tale ricorrenza nelle località di Macerata Campania e Portico di Caserta. Infatti, in occasione della festa di Sant’Antuono, nei due paesi in provincia di Caserta, vengono allestiti dei carri e si utilizzano degli strumenti agresti in una movimentata sfilata, molto sentita dagli abitanti del luogo.

In ogni caso, possiamo determinare come in occasione di tale evento vi sia un forte coinvolgimento popolare. Quest’ultimo ha portato questa festa, col tempo, ad assumere dei connotati originali e rappresentativi della tradizione locale. Tutto ciò non può far altro che alimentare la variegata e straordinaria ampiezza culturale della nostra amata regione.

Nato a Napoli il 22/03/1996, ha conseguito la maturità scientifica presso la "Scuola Militare Nunziatella". Vive a Monte di Procida e attualmente frequenta la facoltà di Giurisprudenza alla "Federico II" di Napoli.

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