Alla radice dell’essere Partenopei: il mito mai dimenticato della Sirena.

Tra le leggende più conosciute sull’origine e sulla fondazione di Napoli, quella della Sirena Parthenope si è particolarmente sedimentata nel nostro immaginario. Questo è un fatto evidente ma abbastanza bizzarro: può un episodio collaterale, quale quello delle Sirene nell’Odissea, mantenere la sua vitalità fino a oggi? A una prima occhiata, si direbbe di sì: sentirci “partenopei” ci accomuna quanto e più del sentirci “napoletani”, e “Parthenope” è una nomenclatura tutt’altro che desueta. Parthenope vive con noi, quasi fosse una Grande Madre della città.

Matilde Serao, una delle più illustri penne partenopee contemporanee, afferma: “Parthenope, la vergine, la donna, non muore, non muore, non ha tomba, è immortale …è l’amore.”, continuando dicendo che la Sirena Parthenope vive ancora tra le strade della città, quella stessa città il cui nucleo nasce nel luogo del suo sacrificio. Rifiutate da Ulisse nel celeberrimo canto dodicesimo dell’Odissea, le Sirene si uccidono, gettandosi in mare: la Sirena Parthenope finisce così sull’isolotto di Megaride, dove attualmente sorge Castel dell’Ovo; qui viene ritrovata dai pescatori, che la venerano come una dea e danno il nome di Parthenope al loro villaggio.

La nostra Sirena, da pericolo terribile per Ulisse, diviene protettrice benigna per i Partenopei, e infonde in loro la passione e l’arte della musica e del canto. La Sirena Parthenope diventa così una sorta di Madre della città, una Madre che genera la città da sola, e le lascia in dono le sue migliori qualità.

E le sorelle della Sirena Parthenope? Anche i loro corpi sono stati sospinti verso terre del Sud: Leucosia, che suonava il flauto, finì nella zona a sud di Salerno, dando il nome all’odierna Punta Licosa. Ligia, che suonava la lira, fu cullata dalle onde fino al golfo di Santa Eufemia, in Calabria. Tre donne terribili diventano tra Madri benigne: un’affascinante idea che continua, soprattutto con la Sirena Partenope, ad abitare i territori della nostra immaginazione.

3 pensieri riguardo “Sirena Parthenope, la Grande Madre di Napoli

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