Levante incanta il pubblico del Lanificio 25: una grande performance

E’ venerdi 29 aprile e al Lanificio 25 c’è aria da grandi occasioni. Lo stage è stato montato nel cortile all’esterno del locale, per il primo live outdoor della stagione. Sarà che sta cambiando il vento e stavolta soffia da est, perché torna in terra partenopea Claudia Lagona, ai più conosciuta come Levante. La giovane e carismatica cantautrice siciliana ma cresciuta a Torino, mancava da Napoli dall’estate scorsa quando si era esibita al Suo.Na. Stavolta lo fa per una delle tappe del suo “Abbi cura di te tour” che la sta consacrando come una delle più apprezzate e seguite cantanti della scena indipendente italiana. Per questo live non sono previste mezze misure, nessun preambolo, si punta diretti al cuore delle persone.

Lo spettacolo infatti inizia abbastanza puntuale, in barba al ritardo fisiologico che i concerti hanno endemicamente con se. Molti infatti perdono le prime battute, mentre via via si riempie lo spazio e la gente si avvicina al palco. Si inizia a carburare e quando parte Le lacrime non macchiano, prima traccia di “Abbi cura di te”, le voci si alzano e seguono i movimenti leggeri e svagati della cantante, che strizza sempre l’occhio al pubblico, tenendo il palco con magnetismo. Il pubblico è in gran parte femminile, quasi a sottolineare come forse Levante sia diventata non solo un punto di riferimento musicale, ma che l’intero personaggio pubblico sia destinatario di emulazioni e ammirazione.

Cantano senza scomporsi, come se venisse da dentro, come la rappresentazione di una pace interiore. L’eco del pubblico ritorna più forte quando parte Ciao per sempre e continua anche con altri brani dello stesso album come Contare fino a dieci, Tutti i santi giorni. Inizia a pescare poi da Manuale Distruzione il suo album d’esordio e gli occhi sono tutti per le quando urla Duri come me e Cuori d’artificio. Il pubblico si gode il live senza scomporsi troppo, l’unico sussulto vero arrivo quando parte Alfonso, che col suo refrain si fa sempre cantare. Per la chiusura Levante sceglie Memo sempre dal primo album, e saluta tutti con Biglietto per viaggi illimitati. Resta sedimentata una poesia semplice ed eterea, con arrangiamenti curati (e musicisti davvero di livello) che puntano più al cuore dell’ascoltatore che alle sue orecchie. Il pubblico infatti resta appagato, tanto da non chiedere il bis, e va via con gli occhi chiusi. Segno che Levante ha fatto il suo, e lo ha fatto davvero bene.

Foto credits: Zoe Ferrara

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