Una mostra che unisce natura e nutrizione con la forma dell’arte e il simbolo dell’albero della cuccagna

Nella splendida Certosa di San Lorenzo a Padula, in provincia di Salerno, si è tenuta la mostra dell’albero della cuccagna, figura arcaica di derivazione celtica da sempre considerata simbolo di abbondanza. L’ambizioso progetto è opera di Achille Bonito Oliva, critico d’arte e scrittore, ed è famoso in tutta Italia, dall’alto nord fino al profondo sud, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia. Coinvolge più di 40 artisti, la mostra salernitana: la figura più importante è Matteo Fraterno, che ha approvato la visione dell’albero della cuccagna non più come un simbolo unicamente materialista, ma soprattutto come un connubio tra santi e territorio, volendo infatti coinvolgere tutti i protettori del Vallo di Diano, nell’albero denominato “albero del Priore”. Quindi, l’arte è la protagonista del nutrimento, visto dal punto di vista spirituale, e non della carne. Seguendo la linea dell’EXPO 2015, tra l’altro partner del progetto, l’obiettivo della mostra è stato quello di far riflettere e coinvolgere le menti dei visitatori sul tema dell’alimentazione, utilizzando però il tema estetico dell’arte.

I santi protettori, uniti sotto l’albero del Priore, hanno lo scopo di connettere i territori del Vallo di Diano fra di loro, intrecciando nuove storie. Sotto l’ala protettrice della collaborazione con EXPO 2015, con il Ministero dei beni e delle attività culturali del turismo e del Programma sperimentale per la cultura Sensi Contemporanei dell’Agenzia per la Coesione Territoriale, il progetto ha visto inoltre coinvolti il Polo museale della Campania e il Patrocinio del Comune di Padula, senza contare l’appoggio dell’Associazione DNA Maratea. La mostra è stata inaugurata il 29 ottobre 2015, e ed è stata aperta al pubblico sino all’8 febbraio 2016, con il costo del biglietto all’ingresso di 4 euro. Essendo, inoltre, la Comunità montana del Vallo di Diano parte attiva del progetto, la mostra è stata presentata in diversi spazi del territorio, con lo scopo di coinvolgere le sue zone il più possibile, connettendole fra di loro in maniera decisiva.

Commenta