Music Coast To Coast ha recensito il lavoro degli Ars Nova: Chi fatica se more e famme

Finita la giornata universitaria, dopo lo scarpinetto di Mezzocannone, si era soliti beccarli a piazza San Domenico; da poco più di un mese gli Ars Nova risuonano tra i vicoli del centro storico con il loro primo album prodotto da Apogeo records. Chi fatica se more e famme è un omaggio alla tradizione popolare del mezzogiorno, una raccolta di quindici interpretazioni originali che restituisce al popolo ciò che appartiene al popolo.

Carlo, Marcello, Michelangelo, Vincenzo, Bruno e Antonino ci accompagnano con la loro voce, chitarra, fisarmonica, violino, mandolino, contrabbasso e tamburi in un viaggio nel Regno delle due Sicilie. Con la spregiudicata Virrinedda, seguiamo lo spasimante che vorrebbe avere quest’arnese, “spurtusiare” la porta dell’amata per poter vederla nuda e goderne la bellezza; poi accompagnati da una melanconica fisarmonica ci sediamo, e come attorno ad un fuoco, ascoltiamo rapiti la favola dell’Auciello Grifone. Arriva poi una lenta e sensuale Marzurka Siciliana che costringe a ballare sulle punte e a non distogliere gli occhi dall’amato, per poi riprendere vigore con una coloratissima Pizzica che fa girare in tondo con lo stridente violino sino a perdere l’equilibrio, fermarsi per un breve momento di voce e percussione, e poi ricominciare a girare. Il nostro viaggio passa per Lu cardillo, sentiero già percorso nel 96’ dai 24 Grana, e che si conferma scelta vincente.

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