Quale significato si cela dietro l’opera “Combattenti” di Marisa Albanese posta all’interno della stazione metropolitana “Quattro Giornate” di Napoli? Scopriamolo insieme

Quattro donne sedute vestite di bianco, immobili come atleti greci in stato meditativo si presentano ogni giorno sotto i nostri occhi nel ventre della stazione metropolitana “Quattro Giornate” della linea 1 di Napoli. Ma chi saranno mai costoro? Sono le Combattenti di Marisa Albanese, un’opera del tutto singolare.

L’artista, in bilico tra il concettualismo e il minimalismo, basa i propri lavori su installazioni di pittura, scultura e linguaggio audiovisivo.

L’opera sopra citata venne istallata nel 2000 in linea con l’allora nascente fenomeno delle Stazioni dell’arte, che ha trasformato le asettiche stazioni metropolitane in veri e propri “musei obbligatori”.

Il titolo “Combattenti” è un omaggio alle donne della Resistenza ma lo è anche per quelle figure femminili ribelli, contemporanee e future, che con le loro idee controcorrenti e le loro piccole sfide quotidiane riescono ad essere vincitrici per se stesse smuovendo le coscienze comuni.

Questa “guerra” viene portata avanti con l’ausilio di un casco, emblema della difesa del cervello contro  l’omologazione oggi giorno sempre più imperante; è l’oggetto che, scevro da connotazioni aggressive, permette alle “Combattenti” di filtrare gli stimoli esterni accettando quelli positivi e respingendo quelli negativi.

È bizzarro come salendo le scale mobili della stazione si comincia ad intravedere nella parete sovrastante il dito di un piede di una di queste donne per poi avere l’immagine organica di esse, che nella loro azione contemplativa si stanno preparando mentalmente per la battaglia e danno ampio sfogo all’immaginazione del fruitore.

La rappresentazione della figura femminile ribelle de le “Combattenti” viene inoltre associata alla metafora dell’artista nella seconda parte dell’opera con il palindromo “In girum imus nocte ecce et consumimur igni”. La scritta fa riferimento alle falene che nella notte vengono attratte dal fuoco che lentamente le consuma.  Per Marisa Albanese la falena è l’artista, che pur di esprimere la sua arte, non ha paura di essere bruciato dal fuoco; l’artista-falena accetta i rischi ed è consapevole del fatto che i suoi lavori potrebbero non essere apprezzati.

Un vero e proprio mix di originalità e di voglia di lottare si avverte nella discenderia della stazione Quattro Giornate; un messaggio di positività viene emanato dall’opera dell’artista post-concettuale che incoraggia tutte le donne presenti e future a non mollare mai su esempio delle figure femminili del passato.

 

Fonte: A. Acierno, C. G. Romano, Sui binari dell’arte, Officine grafiche Liguori, Napoli, 2004.

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