Recensione e intervista a Chicca Regalino, pittrice in perenne movimento tra stili e tendenze della modernità.

Chicca Regalino è una delle pittrici più interessanti nel panorama campano e può vantare all’attivo l’esposizione di sue opere a Salerno (dove vive ed opera), Napoli, Roma, Massa Marittima e Milano.
Forte di una decennale attività,  con escursioni nell’ambito fumettistico e del trompe l’oeil, nel 2010 si è segnalata per una “conversione” all’action painting, fornendone un’ interpretazione atipica ed originale, attraverso l’uso della spatola americana e senza rinunciare agli stilemi anatomici e prospettici i del figurativismo.
Successivamente dedicatasi alla ritrattistica con evidenti rimandi al surrealismo post-moderno e all’iper-realismo, ha mostrato un cambiamento di rotta in occasione della mostra “Nel segno della Croce”, tenutasi al Museo Diocesano di Salerno il 6 Marzo scorso. Tra le due opere presentate mi ha colpito specialmente “Transizione”

Opera di Chicca Regalino, 80x180
Opera di Chicca Regalino, 80×180

Su una tela 80×180 Chicca Regalino ha ritratto a mezzo busto un’efebica figura maschile, i cui occhi sono coperti vigorosamente da due bande orizzontali  blu e rosse dipinte con tratto quasi rupestre,  mentre il busto è attraversato da una linea rossa assiale che incontra le bande andando a formare la croce del “Tau”. La croce quindi come  “colonna portante” della figura umana, non più greve supplizio ma supporto imprescindibile. Il soggetto raffigurato, adolescente e quindi già transeunte nella sua fisicità, tende la mano premendo i polpastrelli contro la superficie della tela e sembra invadere il nostro spazio con timore e nobile consapevolezza.  Lo sfondo nero, che occupa la maggior parte delle superfici dell’opera, è finemente materico e disturbato da sfumature e graffi cromatici. L’artista con quest’opera è riuscita a rappresentare la fragilità della condizione di transizione, immanente alla natura umana, variando tra figurativismo, action ed atmosfere espressionistiche.
Ecco una breve intervista a Chicca Regalino per Terre di Campania.

L.D.:  Come è stato passare dall’action painting a questo nuovo stile di pittura? E quali possibilità espressive da questo nuovo corso?


C.R.:  In realtà non è stato un salto nel buio, ho sempre lavorato con la figura umana e la sua rappresentazione, questa volta ho solo rielaborato le esperienze passate alla luce di una nuova sensibilità. Credo che questo modo di fare pittura abbia una grande immediatezza emotiva.
L.D.:  Come definiresti il tuo stile?


C.R.: Non vi può essere una vera e propria definizione, mi piace filtrare l’immagine naturale, come percepita dall’occhio e dalla macchina fotografica, attraverso l’immediatezza dell’esecuzione pittorica e gli stimoli del colore.
L.D.: Quali sono gli artisti che ti ispirano di più?
C.R.: Dino Valls, Salvador Dalì, John Jesse, tutti artisti che hanno saputo creare opere innovative, immagini nuove, senza rinunciare alla tecnica e alla figura.
L.D.: Puoi descrivere il tuo procedimento compositivo?


C.R.: Scelgo un soggetto da rappresentare, gli scatto molte foto e poi osservando le foto elaboro un’immagine altra, che quindi è totalmente originale, la abbozzo su tela e poi dipingo.
L.D.: Cosa consiglieresti ai tuoi colleghi più giovani?


C.R.: Di studiare la storia dell’arte, di apprendere le tecniche, di ritenersi fortunati, perché chi sa dipingere può accedere a dimensioni ulteriori della propria intimità e lo può comunicare attraverso la propria arte.
Questa comunicazione è il vero privilegio dell’artista.
L.D.: Grazie Chicca, spero di recensirti ancora, magari in occasione di una tua personale.
C.R.: Grazie a te e a Terre di Campania, ci conto!

Scrittore e critico d’arte, convinto che la scrittura debba andare oltre le relatività del presente.

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